Viaggi di lavoro post covid? Sì, ma entro i confini nazionali

Due report indagano su come l’emergenza Covid-19 abbiano influenzato i viaggi di lavoro. I risultati sono positivi: presto ricominceranno i business trip, seppur domestici e con la mascherina in valigia.

Ancor più che su vacanze e gite di piacere, l’emergenza coronavirus ha avuto un grosso impatto sui viaggi di lavoro. “Storicamente, dopo una crisi economica e sociale – si legge in un recente report di McKinsey & Companyi viaggi di lavoro sono più lenti a recuperare dei viaggi di piacere”. Mentre i viaggi di piacere impiegarono due anni a tornare ai livelli pre-2008, i business trip ce ne misero cinque.

viaggi di lavoro post covid

È dunque difficile prevedere come e quando il settore dei business trip supererà completamente gli sconvolgimenti causati dalla pandemia, seppur crescono i segnali positivi. Così come dimostrato da due report sull’argomento rilasciati negli scorsi giorni: uno redatto dalla Global Business Travel Association, uno a cura di McKinsey & Company.

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IL 70% DELLE AZIENDE AUTORIZZERÀ VIAGGI DOMESTICI

La situazione dei viaggi di lavoro continua a essere difficile in Europa e negli Usa, ma si intravede qualche segnale di recupero. Molte società si mostrano positive riguardo i viaggi domestici, soprattutto in Europa”, così l’Executive Director Dave Hilfman introduce il report sui business trip redatto nelle scorse settimane dalla Global Business Travel Association (GBTA). Stando all’indagine, la pandemia ha portato ad annullare il 93% dei business trip internazionali e il 74% di quelli domestici. Ma sembra le cose stiano per cambiare.

business trip post covid

Il 70% dei membri GBTA europei è infatti convinto che si ricomincerà a viaggiare all’interno dei confini nazionali nei prossimi 2-3 mesi e il 20% crede si tornerà a farlo anche a livello internazionale. Più pessimisti gli americani, le cui percentuali scendono al 26% per quel che riguarda i viaggi domestici e al 9% per quelli internazionali. Tre intervistati su quattro (74%) hanno dichiarato di star già lavorando a un travel recovery plan, cui questione principale è rappresentata dai dispositivi di protezione individuale (31%) da fornire ai dipendenti (scopri come indossarli nel modo giusto).

IL BUSINESS TRIP POST-COVID

Si ricomincerà a viaggiare per lavoro, seguendo criteri legati alla vicinanza, allo scopo del viaggio e ai settori produttivi. Questo ciò che emerge dall’analisi McKinsey & Company. Si inizierà con i viaggi domestici, mentre quelli internazionali arriveranno in un secondo momento, a causa “della complessità dei regolamenti governativi, delle quarantene imposte e dell’alto rischio di improvvisi cambi di policy”.

business trip report mckensey

I business trip più probabili saranno quelli all’interno dei confini nazionali, dove l’aereo potrà essere sostituito dall’automobile, propria o a noleggio. Quelli considerati possibili dalle aziende, saranno i business trip finalizzati alle vendite o a un incontro con il cliente. Resta ancora timore, invece, per quel che riguarda meeting internazionali e grandi eventi (tutti annullati per via dell’emergenza). I settori più colpiti dall’emergenza sanitaria, a causa delle restrizioni di budget, saranno gli ultimi a tornare in viaggio. Più vicino il ritorno ai business trip di aziende operanti nei settori farmaceutici, delle costruzioni e della produzione di macchinari industriali.

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