12 Novembre 2020

Concessionari e Covid, gli effetti della seconda ondata

Con Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, abbiamo fatto il punto sugli effetti della seconda ondata di Covid sul mondo dei concessionari.

Questa seconda ondata di Covid proprio non ci voleva. Il mercato dell’auto da agosto a metà ottobre era ripartito, grazie anche e soprattutto all’effetto degli incentivi, ma oggi per i concessionari italiani il quadro è tornato ad essere di difficoltà, a causa dei contagi in crescita e delle nuove restrizioni.

Le agevolazioni statali sui modelli più popolari, inoltre, sono terminate – anche gli incentivi per la fascia 61-90 grammi al km sono inesorabilmente finiti – e, al momento, non sono in programma rifinanziamenti. In questo contesto, per lo meno, i dealer non hanno dovuto abbassare le serrande come a marzo. Abbiamo fatto il punto su questa situazione e sulle prospettive future con Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto.

GLI EFFETTI DELLA NUOVA EMERGENZA COVID

“Gli incentivi avevano dato una spinta al mercato, ma appena sono finiti il settore si è assestato e anche senza le agevolazioni qualcosa si è mosso ugualmente, perchè la paura del Covid ha favorito la mobilità individuale” spiega De Stefani Cosentino.

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Nelle ultime settimane, però, molto è cambiato. “La presenza in concessionaria è diventata inversamente proporzionale all’aumento dei contagi e, in particolare, le zone rosse dell’Italia sono molto più isolate delle altre” aggiunge il presidente di Federauto.

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LE RICHIESTE DI FEDERAUTO

“A inizio ottobre, avevamo stimato una chiusura dell’anno tra un milione 450 mila unità e un milione e 500 mila. Considerando la situazione attuale, spero di poter arrivare a 1 milione 400 mila immatricolazioni, ovvero 500mila auto in meno rispetto al 2019” afferma De Stefani Cosentino, rispondendo alla domanda sulle prospettive per questi ultimi mesi. Per quanto riguarda invece il 2021, “ci sono ancora tante incognite, legate alla situazione sanitaria e a cosa farà effettivamente il Governo per l’automotive”. 

Senza interventi importanti sulla fiscalità, aggiunge il presidente di Federauto “è difficile immaginare un mercato che l’anno prossimo vada oltre 1 milione 600mila”. 

Nelle prossime settimane sarà discussa la Legge di Bilancio 2021, che diventa un passo cruciale per definire il futuro, e Federauto ha le idee chiare. Le richieste, conclude Cosentino, sono in primis un piano strutturato per svecchiare il parco circolante e, in secondo luogo, la modifica della fiscalità. Gli unici interventi in grado, secondo le associazioni della filiera, di risollevare in maniera importante il settore delle quattro ruote.

(Questo contenuto è tratto da DealerLink, il principale portale di informazione per i concessionari)

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