14 Febbraio 2018

Come funziona la revisione per le auto con alimentazione green

I veicoli con motore benzina/diesel rappresentano a tutt’oggi la quota principale di mezzi in circolazione. Esistono tuttavia su strada sempre più soluzioni di “green mobility”, tutte ampiamente sdoganate, da quelle a metano e GPL a quelle elettrificate (ibride e full electric).

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Di qui una domanda: come funziona la revisione per le auto con alimentazione alternativa? Prima di addentrarci nella materia, è forse interessante richiamare, per sommi capi, la disciplina che riguarda i motori tradizionali.

Pompa di benzina tradizionale

Oltre all’identificazione generale del veicolo sottoposto a revisione tramite elementi quali targa e numero di telaio, le macro-aree indagate sono in generale otto, con varie sotto-articolazioni.

Per la precisione:

  1. Dispositivi di frenata
  2. Sterzo e volante
  3. Visibilità
  4. Stato dell’impianto elettrico
  5. Assi, ruote, pneumatici e sospensioni
  6. Telaio ed elementi fissati al telaio
  7. Equipaggiamenti
  8. Effetti nocivi

REVISIONE AUTO A GAS 

Che cosa cambia quando a bordo viene inserita una bombola per lo stoccaggio del metano o del Gas di Petrolio Liquefatto (GPL)? Innanzitutto non muta il numero di anni ante prima revisione, che sono sempre quattro.

Sul punto si dà tuttavia un preciso iter di revisione dei serbatoi contenenti le due materie prime utilizzate per la trazione.

Crisi auto a gas rifornimento

La legislazione in essere pone una differenza significativa tra le obbligazioni per le bombole contenenti l’idrocarburo semplice (il metano è un gas composto da un atomo di carbonio e quattro di idrogeno) e il prodotto derivato dalla raffinazione del greggio così come dal processo di estrazione del gas naturale. Vediamole nel dettaglio.

QUANDO CONTROLLARE LE BOMBOLE A METANO

La procedura deve essere applicata ogni cinque anni se i serbatoi risultano omologati secondo la normativa nazionale DGM (acronimo che sta per “Direzione Generale per la Motorizzazione”); ogni quattro anni se ottemperano invece alle norme contenute nella direttiva europea R110 ECE/ONU; sempre ogni quattro anni, e poi ogni due, qualora si faccia riferimento alla R110 ECE/ONU di tipo IV.

Controllo delle bombole a metano

Un apposito tagliando – GFBM ossia “Gestione Fondo Bombole Metano” – varrà a informare il personale di servizio dell’area di rifornimento del rispetto delle obbligazioni vigenti. In mancanza di tale certificazione non è possibile procedere con l’approvvigionamento della materia prima.

La revisione delle bombole deve essere compiuta presso un centro autorizzato GFBM. Non comporta alcun costo per l’automobilista, che è tuttavia chiamato a corrispondere le spese per lo smontaggio/montaggio del/dei serbatoio/i e per l’eventuale sostituzione delle elettrovalvole.

QUANDO CONTROLLARE LE BOMBOLE A GPL

Diversa è la situazione per quanto attiene alle auto con alimentazione a Gas di Petrolio Liquefatto. La legislazione in vigore non impone infatti di sottoporre le bombole a revisione, giacché le elettrovalvole montate sono già garantite per evitare fuoriuscite pericolose in caso di incidente o di incendio.

Dopo dieci anni però, al proprietario del mezzo è fatto obbligo, in ogni caso, di sostituire il/i serbatoio/i di GPL, di là dal loro stato di effettiva usura.

Bombola per GPL da automazione

Quanto invece all’impianto in sé e per sé, oltre ai controlli previsti per i mezzi ad alimentazione tradizionale, alcuni degli elementi che devono finire sotto la lente di ingrandimento riguardano il funzionamento del filtro riduttore e del riduttore sotto alla soglia dei 100mila km; l’efficienza di tubazioni, raccordi, iniettori, nonché dell’intero sistema elettrico.

REVISIONE AUTO ELETTRIFICATE

Sotto questo cappello ricadono, come anticipato, sia le auto spinte dal solo motore elettrico, sia quelle che vi abbinano un propulsore di tipo tradizionale.

REVISIONE AUTO ELETTRICHE/IBRIDE

Il discorso qui cambia radicalmente, giacché si dà un obbligo annuale per entrambe. Al contempo, però, si segnala che i controlli legati a un veicolo 100% zero emissioni sono meno lunghi rispetto a quelli previsti per le alimentazioni tradizionali, giacché vengono meno ben due test: quello legato agli scarichi e la prova della rumorosità (come si sa, il motore elettrico non produce alcun suono, limitandosi a un ronzio impercettibile).

Il motore elettrico di Polestar 1, in grado di percorrere 150 km

Qualora invece il mezzo da sottoporre a revisione sia una vettura ibrida, chi si occuperà dei controlli, oltre che dell’unità elettrica, del propulsore e delle altre componenti del veicolo, potrà ricavare il dato sul grado di inquinamento prodotto semplicemente decollegando temporaneamente il motore termico dall’altra fonte di alimentazione.

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