18 Marzo 2020

Coronavirus, le ripercussioni sull’economia: l’Italia è in recessione

Il coronavirus fa deragliare le stime di crescita. Per l’Ocse è “il più grande pericolo dalla crisi finanziaria”. Pesanti ricadute sul Pil e l’automotive. Assolombarda: “L’Italia è in recessione tecnica”

Il Coronavirus, deflagrato in Cina e diffuso nel mondo intero, ha portato l’Ocse a tagliare le stime di crescita generali per il 2020. Per l’Italia si annuncia un anno a “crescita negativa”: rispetto al precedente + 0,5%, si prevede una contrazione del Pil di diversi punti percentuali.

Coronavirus, stop alla produzione: le conseguenze per l'economia, con un calo del Pil in Italia

“Di fatto, il Belpaese è in recessione tecnica (succede quando il Pil fa segnare una variazione congiunturale negativa per due trimestri consecutivi ndr) – afferma Valeria Negri, Direttore dell’Area Centro Studi di Assolombarda -. Dopo il calo congiunturale dello 0,3% registrato nel quarto trimestre 2019 e le ripercussioni economiche dell’emergenza sanitaria che ha investito l’Italia da febbraio, è ovvio aspettarci un primo trimestre 2020 in negativo. Non si tratterà di perdite transitorie, ma strutturali”.  

Approfondisci: l’impatto del Coronavirus sull’automotive e la mobilità

CORONAVIRUS E PIL, LE CONSEGUENZE NEL SETTORE AUTOMOTIVE

Dal punto di vista economico, il Coronavirus ha colpito il cuore dell’Italia. “Le principali regioni interessate dall’emergenza sanitaria rappresentano il 54% del Pil – spiega Negri -. Solo la Lombardia incide per il 22%, con un 26% di valore aggiunto industriale”. Su alcuni modelli, la componentistica e le lavorazioni realizzate nel Belpaese arrivano al 60-65% del valore delle auto

Coronavirus: le conseguenze per l'economia e l'automotive

L’automotive è una filiera chiave in Italia, con il 9% del fatturato industriale, l’80% del quale si concentra nelle regioni più colpite – sottolinea il Direttore dell’Area Centro Studi di Assolombarda -. Senza dimenticare che l’interconnessione delle economie genera effetti a cascata: in Francia, oltre il 10% della componentistica auto arriva dall’Italia, mentre in Germania ci attestiamo sull’8%”. A livello globale, “Moody’s prevede un segno meno quest’anno e una misera crescita (+1,5%) nel 2021”.

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IL QUADRO ECONOMICO GENERALE 

L’Organizzazione internazionale per lo sviluppo economico lascia poco spazio alle interpretazioni, con buona pace di chi teme l’effetto-panico: “Coronavirus, l’economia mondiale a rischio”.

Coronavirus, come cambia la mobilità

Gli economisti sottolineano fin da subito che il Covid-19 ha già generato molte sofferenze, umane in primis, ma il contraccolpo economico è altrettanto chiaro. Soprattutto perché, a differenza di quel che avvenne a inizio millennio con la Sars, la Cina ha guadagnato un ruolo più che centrale nello scacchiere globale. 

I RISCHI PER L’ITALIA

Per quel che riguarda l’Italia, la previsione è di stagnazione per il 2020 e di modesta crescita allo 0,5% per il 2021. Numeri ancora ottimistici, se si considera che la banca d’affari americana Goldman Sachs, considerando “un impatto significativamente più grande e più prolungato dall’epidemia globale di coronavirus sull’Europa“, ha fatto calare la scure sulla prospettiva per il Pil italiano, con un calo dello 0,8% nel 2020 (da +0,2% pre-virus) seguito da un rimbalzo a +1,2% nel 2021 (da 0,7%).

Effetti del Coronavirus sul settore automotive in Europa

Il problema non riguarda solo l’Italia, visto che l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato lo stato di pandemia.

CORONAVIRUS, IL PIÙ GRANDE PERICOLO NELLA STORIA RECENTE

Per l’Ocse, il Coronavirus è “il più grande pericolo” dai tempi della crisi finanziaria ed espone l’economia mondiale “a una minaccia senza precedenti”.

E se le cose volgessero al peggio, il contraccolpo sarebbe ancor più forte: “Uno sviluppo del virus di maggior durata e intensità, con una larga diffusione nelle regioni dell’Asia-Pacifico, dell’Europa e del Nord America, indebolirebbe ulteriormente le prospettive in maniera considerevole. In questo caso, la crescita globale potrebbe precipitare all’1,5% nel 2020 (dati aggiornati a marzo ndr), la metà di quello che prevedevamo prima dell’esplosione del virus”, avvertono gli economisti.

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