16 Aprile 2020

Coronavirus, SsangYong in crisi per colpa della pandemia

Il Covid-19 mette in ginocchio SsangYong, controllata dalla Mahindra. Il gruppo indiano ha cancellato il piano di rilancio del marchio coreano, tagliando circa 400 milioni. Varata una ristrutturazione di emergenza, per evitare il default. Al Salone di Ginevra 2020, poi annullato, la Casa avrebbe dovuto presentare la versione elettrica del Suv SssangYong Korando.

Dopo aver fermato la produzione delle Case automobilistiche, il Coronavirus inizia ad avere ripercussioni anche sui piani di investimento. Fra i primi marchi a farne le spese c’è la SsangYong.

SsangYong Korando

Il costruttore coreano non riceverà finanziamenti dal suo azionista di maggioranza, Mahindra (ne controlla il 74,65% delle quote), che nel 2010 la salvò dal fallimento. Il Gruppo indiano erogherà solo 30 milioni di euro, necessari per sopravvivere nei prossimi mesi.

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COVID-19, MAHINDRA TAGLIA I FONDI A SSANGYONG

Il Coronovirus rischia di mettere in ginocchio SsangYong. A causa della pandemia, provocata dal Covid-19, l’azionista di maggioranza del marchio coreano (il Gruppo Mahindra) ha chiuso quasi completamente i rubinetti del finanziamento.

Annullato il piano di investimenti per circa 400 milioni di euro (annunciato solo pochi mesi fa), per tentare di riportare in utile SsangYong entro i prossimi due anni. Il piano includeva anche nuovi modelli, compresa la versione full electric del Suv Korando (che avrebbe dovuto debuttare a marzo al Salone di Ginevra 2020, annullato per la diffusione del Coronavirus). Senza dimenticare le nuove SsangYong Korando e SsangYong Tivoli, oltre al pick-up Rexton Sports XL.

Suv SsangYong Korando

A causa del Covid-19, però, la Casa coreana, che già navigava in cattive acque, si è trovata costretta a varare un corposo piano di ristrutturazione, che coinvolge tutte le aree aziendali (R&D, sviluppo prodotto, produzione, vendita e post-vendita), per evitare il default. Per SsangYong, adesso è vitale trovare nuovi finanziamenti e, possibilmente, un socio.

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CORONAVIRUS, LE DIFFICOLTÀ DI SSANGYONG

SsangYong dovrà cercare altri investitori per assicurarsi i soldi necessari per far proseguire il piano di rilancio, destinato a farla tornare in utile dal 2022, dopo anni di perdite in aumento e vendite in calo.

SsangYong XLV a Gpl

Intanto, il marchio coreano deve affrontare una doppia congiuntura negativa: da una parte, la crisi provocata dal Covid-19, che sta mettendo a dura prova l’intero settore auto, con produzione e vendite in picchiata, oltre a difficoltà di approvvigionamento per quanto riguarda componenti e risorse; dall’altra, la Mahindra, azionista di maggioranza, a sua volta colpita dal Coronavirus, ha deciso di cancellare il piano di rilancio di SsangYong.

“Viviamo un questo un momento di svolta, lo è per tutti, persone, aziende, istituzioni. Siamo stati costretti, in poche settimane, a ripensare attività e business in chiave diversa, dobbiamo prepararci ad un nuovo mondo, interpretare i nuovi bisogni dei clienti e organizzare la presenza sul mercato di conseguenza. Stiamo già lavorando su questi temi e allo stesso tempo, stiamo sbloccando tutte le risorse disponibili per rispondere in modo tempestivo alla sofferenza di liquidità che tutto il sistema automotive sta patendo in modo drammatico. Nonostante questo imprevisto epocale, SsangYong conferma il lancio in Italia di tre nuovi modelli, Korando, Tivoli e Rexton Sports XL così come gli investimenti sul nuovo Korando Full Electric che sarà disponibile alla commercializzazione nei primi mesi del prossimo anno. Lo faremo non appena sarà revocato il lockdown e ripresa la normale attività. Stiamo sfruttando questi giorni per progettare, da casa, un futuro che sarà per forza diverso, difficile, ma anche con molte opportunità tutte da esplorare”.
Mario Verna, Direttore Generale di SsangYong Motor Italia

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