13 Marzo 2020

Coronavirus: gli stop di Lamborghini e Pagani, le misure Ferrari

Dalla riduzione all'attività essenziale in fabbrica fino alla chiusura dell'impianto, le misure approntate da Lamborghini, Ferrari, Pagaini e Ducati dopo gli ultimi provvedimenti del governo

Lamborghini e Ferrari, ovvero, le stelle più in luce della Motor Valley, ma anche Pagani Automobili e Ducati. Realtà industriali e sportive, con gli impianti localizzati a Sant’Agata Bolognese, Modena e Maranello, San Cesaro sul Panaro, Bologna.

Tutte adottano nuovi provvedimenti alla luce delle disposizioni del Consiglio dei Ministri dello scorso 11 marzo, legate al contenimento della diffusione del coronavirus.

Produzione auto stop coronavirus

LAMBORGHINI, 14 GIORNI DI CHIUSURA

Lamborghini decide lo stop all’impianto, dal 13 marzo al 25 marzo si fermerà l’attività produttiva e lo stabilimento di Sant’Agata Bolognese resterà chiuso.

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“Questa misura è un atto di responsabilità sociale e di grande sensibilità nei confronti delle nostre persone per la situazione di emergenza, che stiamo vivendo in Italia in questi giorni e che si sta sviluppando anche all’estero.

Come già fatto finora, continuiamo a monitorare la situazione per reagire in maniera rapida ed efficace col supporto dei nostri collaboratori e per poter ripartire con energia nel momento giusto”, ha spiegato l’amministratore delegato Stefano Domenicali.

Chiusura Lamborghini coronavirus

DUCATI STOP, POI TURNI RIDOTTI

Da Lamborghini a Ducati, dalle quattro alle due ruote, con provvedimenti simili. Lo stop all’impianto di Bologna è stato deciso perlomeno fino a inizio della prossima settimana, successivamente di andrà verso una riduzione dei turni relativamente ad alcuni reparti.

FERRARI LIMITA LE PRESENZE IN FABBRICA

Per Ferrari, con la Squadra Corse di rientro dall’Australia, le misure comunicate dall’azienda sulla produzione in fabbrica dicono della “messa in atto di ulteriori e ancora più rigorose misure di prevenzione per garantire i più alti standard sanitari, alla luce del decreto del Governo Italiano dell’11 marzo 2020 relativo al COVID-19.

Impianto Ferrari e coronavirus

La presenza dei lavoratori negli stabilimenti di Maranello e Modena è stata ridotta al minimo, mentre la restante parte dei dipendenti lavora da remoto, in linea con la lettera e lo spirito del decreto”.

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FORNITURE SENZA CONTRACCOLPI

Sul fronte della fornitura della componentistica, in Ferrari spiegano di non aver subito contracolpi finora per l’attività degli impianti produttivi. “Ferrari continuerà a valutare l’equilibrio più corretto fra il benessere dei lavoratori, che ha sempre la priorità, e i bisogni dei partner e dei clienti”, si conclude la nota.

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CAMILLERI SCRIVE AI DIPENDENTI

In aggiunta, va registrata la lettera inviata dall’a.d. Louis Camilleri ai dipendenti: “Ci sono momenti, nella vita di ognuno di noi, in cui qualcosa o qualcuno, situazioni o persone, ci impongono un cambiamento e quello che stiamo vivendo oggi è un momento in qualcosa di molto piccolo, un virus invisibile agli occhi, sta imponendo un cambiamento alle famiglie, alle comunità, a un Paese e probabilmente al mondo intero e naturalmente alla Ferrari.

Ma voglio rassicurarvi, se sarà necessario fare di più, lo faremo perché la Ferrari, come sempre, si prenderà cura delle proprie persone. Ce la faremo a vincere anche questa sfida. Abbiamo detto che la salute e il benessere delle nostre persone viene al primo posto nei nostri pensieri e non voglio che nessuno di voi possa pensare che queste siano solo parole.

Questa emergenza ci sta ricordando qualcosa che forse avevamo dimenticato nel mondo frenetico in cui viviamo: che dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri. Dei nostri genitori, dei nostri figli, dei nostri amici, di chiunque ci sia vicino. La Ferrari, come sempre si prenderà cura delle proprie persone.

(…) “I valori umani sono sempre stati le nostre fondamenta ancor più che l’innovazione: passione, rispetto, attenzione agli altri, lavoro di squadra, coraggio.
Oggi piu’ che mai questi valori della Ferrari devono restare solidi e aiutarci a vincere questa sfida imprevista. E ce la faremo”.

PAGANI CHIUDE L’ATELIER

Atelier Pagani

Una lettera, stesso medium utilizzato da Horacio Pagani per comunicare con i propri dipendenti, ai quali ha indicato lo stop dell’attività produttiva per la settimana dal 16 marzo, scelta concertata: “La salute e la serenità delle persone che lavorano in Pagani è sempre stata per noi una priorità.

In queste ore ho parlato con molti di voi, ho raccolto i vostri timori e i vostri stati d’animo in una situazione che è difficile non solo per la nostra azienda, ma per tutto il Paese. Vi capisco. Per questo motivo abbiamo preso la decisione condivisa di sospendere le attività produttive per tutta la prossima settimana“. Il Museo Pagani, invece, resterà chiuso fino al 3 aprile.

Interruzione che non interesserà le operazioni che sarà possibile svolgere, e già svolte, in smart working. Con un pensiero da romantico artista dell’auto qual è Horacio Pagani: “(…) spero che potremo tutti prendere questo momento di pausa come una opportunità. L’opportunità di riscoprire il valore del tempo, quello trascorso con la nostra famiglia e i nostri affetti, ma anche quello da dedicare a noi stessi, un tempo che spesso viene sacrificato nella frenesia quotidiana”

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