26 Marzo 2020

Emergenza Coronavirus: come reagiscono i concessionari?

I concessionari sono tra le categorie più colpite dall’emergenza Coronavirus: chiusi gli showroom, stanno lanciando soluzioni on-line per rimanere virtualmente in contatto con i clienti e continuare a fare business. E intanto chiedono sostegno per ripartire.

Marzo non è nemmeno da considerare, con le vendite letteralmente falcidiate dal Coronavirus. Ma cosa accadrà quando finalmente le serrande degli showroom potranno alzarsi nuovamente? I concessionari se lo chiedono e, intanto, continuano per quel che è possibile a rimanere attivi.

concessionari ai tempi del Coronavirus

Se qualche settimana fa Autotorino, pochi giorni prima della chiusura temporanea delle sedi, aveva lanciato un servizio di videochiamata per i clienti, oggi i dealer FCA hanno inaugurato un servizio di contatto attraverso Google Hangouts Meets e Bossoni ha introdotto HomeDemand, un servizio completo per acquistare l’auto da casa. Strategie per continuare a fare business, ma in un modo diverso rispetto al passato.

I CONCESSIONARI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

MERCATO: NUMERI E PREVISIONI IN PICCHIATA

D’altra parte, ci troviamo di fronte a una crisi senza precedenti. Come conferma il presidente di Federauto (l’associazione che rappresenta i dealer italiani), Adolfo De Stefani Cosentino, a marzo 2020 è prevedibile almeno “un calo dell’80% rispetto allo stesso mese del 2019”. Anche aprile, guardando la curva dei contagi, non andrà meglio. L’attività vera e propria, verosimilmente, riprenderà tra fine maggio e inizio giugno.

Approfondisci: il DPCM che ha chiuso l’Italia

Dopo questo periodo di emergenza, però, è impossibile pensare che la priorità degli italiani sia quella di cambiare l’auto, quindi, secondo Federauto, le vendite torneranno a regime solo nel 2021 e nel 2020 il calo rispetto allo scorso anno, alle condizioni attuali, potrebbe arrivare anche al 60%. In un contesto come questo, nel quale la sopravvivenza di molti operatori è a rischio, serve ovviamente un sostegno alle imprese del settore.

Adolfo-DeStefani-Cosentino-Federauto

SERVE SOSTEGNO: LE RICHIESTE DI FEDERAUTO

Lunedì scorso Federauto ha inviato una lettera al Governo per chiedere alcune modifiche al Decreto Cura Italia. Ecco nel dettaglio i punti sottolineati dalla Federazione.

• L’attività di concessionari per la vendita e riparazione di autoveicoli e motoveicoli, in ragione dell’elevato valore dei singoli beni ricade totalmente fra le imprese con un fatturato superiore ai 2 milioni di euro. Non godendo delle agevolazioni di differimento dei termini di pagamento alla Pubblica Amministrazione, si chiede che in sede di conversione in legge del decreto sia inserito un esplicito richiamo a tale attività, utilizzando il parametro del patrimonio netto al 31.12.2018, ultimo bilancio approvato, nel limite di € 100 milioni.

• La compensazione orizzontale dei crediti Iva sia nei confronti dell’Erario che per la parte contributiva sarebbe un grosso supporto alla liquidità delle imprese. Oggi vige il limite di € 700.000 annui (art. 9 comma 2 D.L. 35/2013). Si chiede di allargare il limite trasformandolo in mensile. Quindi la compensazione orizzontale varrà per un importo massimo mensile pari a € 700.000.

• Il decreto è lacunoso nel trattare il caso che riguarda la situazione di dilazione dello stock. Il quesito a cui dare una risposta è: il credito ceduto pro soluto a una banca terza è da considerarsi alla stessa stregua della sospensione prevista per i debiti bancari a medio lungo? Ciò in relazione all’art. 56 comma 2b per prestiti non rateali che proroga di fatto al 30.09.2020 le scadenze. Per rendere tutto più chiaro si propone di estendere l’art. 56 comma 5 anche alle imprese con patrimonio netto inferiore a € 100 milioni quanto previsto dal comma 2b, ampliandone la portata ed includendo anche lo strumento del finstock a mezzo factoring.

• Con riferimento alle previsioni dell’art. 57, occorre che l’attività condotta dalle concessionarie auto sia ricompresa nell’emanando decreto applicativo.

In poche parole, misure come lo slittamento dei contributi, le moratorie delle Banche e la dilazione delle imposte sono ritenute necessarie per dare respiro a un settore caratterizzato da grandi fatturati, ma anche da enormi costi fissi.

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L’IMPORTANZA DEL DIGITAL

Con la deflagrazione dell’emergenza Coronavirus, diversi concessionari, specie quelli che operano nelle zone più colpite, hanno deciso di chiudere i battenti. Calo delle visite e responsabilità nei confronti di clienti e dipendenti hanno portato numerosi imprenditori a una scelta senza precedenti. Che poi è diventata obbligatoria con gli ultimi Decreti.

concessionari Coronavirus strategie

Cosa fare adesso? Sulla scia di quanto accaduto in Cina, il potenziamento dei canali di vendita digital è certamente un’arma da sfruttare per i dealer. Ecco alcuni esempi.

Bossoni

La concessionaria multimarca ha lanciato Bossoni HomeDemand, un nuovo modo per acquistare l’auto on-line, un servizio e-commerce oriented a 360 gradi, fruibile interamente da casa: dalla visita web fino al contratto con la Formula Soddisfatto o Rimborsato che tutela i clienti. Prevista anche grande attenzione all’igienizzazione dell’auto.

Dealer FCA

Abbiamo già parlato dei concessionari FCA, che si sono dotati di uno strumento on-line, Google Hangouts Meets per proseguire la relazione con i clienti e imbastire le trattative anche in questo periodo di stop.

Dealer Mercedes

I concessionari Mercedes, invece, proporranno le loro offerte attraverso lo Showroom Online di Mercedes-Benz Italia, nato proprio per consentire alle concessionarie di proporre le offerte a un pubblico ampio.

Una piattaforma che permette di accedere all’offerta di vetture nuove, in pronta consegna, disponibili presso la rete di vendita della Casa che, per dare un’idea, ha registrato nel mese di marzo una crescita dell’80% degli accessi rispetto ai primi tre mesi del 2020, percentuale salita al 100% nell’ultima settimana, grazie anche alla comunicazione on-line per il lancio del nuovo GLB. Numeri che testimoniano la bontà di una strategia che verrà perseguita da numerosi operatori.

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