Nissan, Enel e IIT testano il corporate car sharing elettrico

La presentazione di “Mov-e”, il progetto pilota di corporate car sharing elettrico legato alla tecnologia V2G – firmato Nissan, Enel e Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) -, è stata tenuta a battesimo, non a caso, presso la sede del centro di ricerca a Genova.

MOV-E, il nuovo corporate car sharing elettrico

COME FUNZIONA IL CORPORATE CAR SHARING ELETTRICO

È lì infatti, nel parcheggio dedicato ricavato all’interno della struttura, che sono state posizionate le due infrastrutture di ricarica Vehicle to Grid e dove è previsto il ritorno, ogni sera, delle altrettante LEAF messe a disposizione dalla Casa costruttrice giapponese.

A margine della conferenza stampa abbiamo avvicinato Bruno Mattucci, amministratore delegato di Nissan Italia, per approfondire insieme con lui i contenuti di questa iniziativa, che si inserisce nel solco del più ampio programma di sostegno della mobilità zero emissioni, di cui il Marchio nipponico è un autentico paladino.

Il progetto pilota del corporate car sharing elettrico discende dalla collaborazione tra il Marchio, l’utility e l’Istituto ligure – fiore all’occhiello a livello nazionale -, e ruota intorno alla “possibilità, da parte di un’azienda di dotarsi di veicoli elettrici che hanno la funzionalità di scambiare energia con la rete di distribuzione“, ha sottolineato il “numero uno” di Nissan Italia.

UN MODELLO DI BUSINESS “WIN WIN”

Il modello proposto grazie all’apporto di Enel, che può contare anche sui risultati ottenuti dall’utility nei test in corso sulla tecnologia V2G in Danimarca e nel Regno Unito, necessita di pochissimi elementi per essere pienamente operativo: veicoli elettrici abilitati alla condivisione di energia, colonnine per la sua ricarica/cessione e una App dedicata, battezzata Glide, che consente ai dipendenti di prenotare l’utilizzo dei mezzi in flotta secondo la formula del car sharing, del tutto gratuitamente.

VIDEO: INTERVISTA A BRUNO MATTUCCI, AMMINISTRATORE DELEGATO DI NISSAN ITALIA

“Il provider, in questo caso Enel, ha tutto l’interesse affinché ci sia scambio di energia tra la rete e la vettura, perché questo, riprodotto su larga scala, gli consentirebbe di assorbire i picchi di richiesta da parte dell’utenza – ha ripreso Mattucci -. Creerebbe altresì un sistema virtuoso di ‘dare e avere’, che permetterebbe al provider di bilanciare la propria rete, al proprietario del veicolo di avere addirittura un beneficio economico, perché Enel sarebbe disposta a pagare questo scambio energetico. Se la vettura poi appartenesse a un’azienda, questa potrebbe renderne gratuito l’utilizzo ai propri dipendenti, creando quindi ulteriore motivazione”.

Quello proposto da “Mov-e” è quindi un modello di business cosiddetto “win win. In questa catena, cioè, tutti vanno a guadagnare”.

LA NECESSITÀ DI UNA MODIFICA NORMATIVA

Manca tuttavia un ultimo passo per l’implementazione complessiva del progetto, e si tratta di uno scoglio di natura normativa, come ha chiarito l’amministratore delegato di Nissan Italia.

“Oggi in Italia è possibile fare scambio energetico con la rete solo se hai un impianto fotovoltaico, non ancora in caso di veicolo elettrico”.

Di qui l’auspicio che la presentazione odierna del progetto pilota curato con Enel e IIT sia di “stimolo a chi oggi ci governa, perché la legge venga modificata, consentendoci così, appunto, di implementare questa tipologia di modello di business in tantissime aziende italiane”.

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia