4 Dicembre 2019

Che cos’è l’Rc auto familiare: cosa cambia e a chi conviene

Tra i provvedimenti previsti dal Decreto fiscale 2020, un emendamento permetterà alle famiglie di beneficiare della fascia assicurativa più bassa fra tutti i veicoli, di qualsiasi tipologia, di proprietà del nucleo familiare

La nuova Rc auto familiare, prevista dal Dl Fisco, stabilisce che in una stessa famiglia sarà possibile acquisire la classe di merito più bassa fra tutti i veicoli posseduti. Di fatto si allarga la legge Bersani, applicandola anche a veicoli di diversa tipologia e già acquistati.

COSA CAMBIA

La legge Bersani, entrata in vigore nel 2007, permette già di assicurare un veicolo (nuovo o usato) di cui si è entrati in possesso, acquisendo la stessa classe di merito di un veicolo di proprietà dell’acquirente (o di un componente del nucleo familiare) già assicurato. Ricordiamo che la classe di merito Rca si mantiene anche in caso si guidi un’auto noleggiata a lungo termine.

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La nuova formula amplia quanto già contenuto all’articolo 134 del codice delle assicurazioni.  Vengono così incluse anche le due ruote (pensiamo ai figli con motorino, che potranno prendere la classe di merito del genitore più virtuoso) e i rinnovi dell’assicurazione (la Legge Bersani si applica solo ai nuovi acquisti).

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L’unica eccezione

Con l’Rc auto familiare, tutti i mezzi beneficeranno della classe di merito del più virtuoso, a patto però che non ci siano stati incidenti “con responsabilità esclusiva o principale o paritaria negli ultimi 5 anni”.

DIVENTERÀ LEGGE?

L’Rc auto familiare è stata fortemente voluta dal M5s e l’emendamento è a prima firma del deputato Andrea Caso. La misura è stata definita dal M5s come una “boccata di ossigeno per le famiglie”. Ma ci sono alcune perplessità nel mondo assicurativo e il Parlamento starebbe valutando l’ipotesi di eliminare il riferimento ai rinnovi.  

Le assicurazioni: i prezzi si alzerebbero

Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) sostiene che il provvedimento finirebbe  per impattare negativamente sui prezzi soprattutto a danno degli utenti più virtuosi e delle famiglie con un solo mezzo.  Si interromperebbe così il trend di riduzione del premio medio rc auto italiano, che prosegue dal 2012 e che ha visto negli ultimi anni un calo complessivo di oltre il 27 per cento (fonte IVASS).

Non valorizzati i “virtuosi”

Inoltre Ania sostiene la scarsa eticità del provvedimento, che impedirebbe di valorizzare le condotte di guida virtuose a scapito di quelle meno prudenti: “Cancellare la “storia” pregressa di ciascun conducente in sede di rinnovo equivale, perciò, a negare i principi di fondo che dovrebbero regolare il settore”, scrive Ania nella nota ufficiale.

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