Il car sharing? Ormai è un fenomeno “di massa”

Il car sharing piace ai giovani e ai meno giovani. Ma soprattutto alle fasce d’età “intermedie”. Viene utilizzato nelle grandi città, con una prevalenza netta di Milano e Roma, e, nella maggior parte dei casi, al pomeriggio. La pratica di “condividere l’auto” oggi è diventata, ormai, un fenomeno di massa.

chi usa il car sharing

Un fenomeno da approfondire con attenzione, se si pensa che, solo fino al 2013, eravamo di fronte a una formula destinata a una nicchia ristretta di utenti. Poi, cosa è accaduto? Semplice, sono arrivati gli operatori privati, in primis Car2go, con l’idea innovativa del “free floating”, abbinata alle app – ovvero la possibilità di prendere e lasciare l’auto ovunque si voglia -, ed è stato boom.

Da poche migliaia, gli utenti del car sharing in Italia, come testimoniato dall’ultimo Rapporto Aniasa, a fine 2016 hanno raggiunto e superato la quota del milione. E il trend è destinato a crescere ancora.

CHI USA IL CAR SHARING

Cominciamo il nostro approfondimento dall’utente tipo del car sharing. E qui, troviamo subito una sorpresa. Chi pensa che sia solo una formula per giovani e giovanissimi sbaglia di grosso. I dati aggregati raccolti da Aniasa testimoniano che il profilo è prettamente maschile (65% dei clienti iscritti) e, nella maggior parte dei casi (60%), appartenente alla fascia d’età compresa tra i 26 e i 45 anni.

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Certo, ci sono anche i millennials (18-25 anni), che si accaparrano il 22% della quota. Ma il numero che colpisce di più è il 10% dei cosiddetti senior, ovvero ultracinquantenni. Che, evidentemente, non sono così riottosi come sembra nell’abbracciare le nuove frontiere della mobilità.

profilo utenti Car Sharing

QUANDO SI USA IL CAR SHARING

Veniamo ora alle fasce orarie predilette dagli utenti, ovvero dalle abitudini di consumo. I nottambuli del car sharing, in percentuale, sono pochi (solo il 12% dei noleggi avviene dalle 24 alle 7, e il 14% dalle 21 alle 24). I mattinieri (7-12) sono il 23%, mentre la maggioranza degli utenti (34%) utilizza l’auto condivisa dalle 16 alle 21.

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Considerate le fasce d’età, si tratta, facendo un rapido e empirico calcolo, di chi esce dal lavoro e torna a casa, dei pendolari e di chi, magari, nel weekend preferisce lasciare la vettura di proprietà in garage. Non a caso, non si riscontra una differenza rilevante nelle percentuali dei noleggi effettuati nei giorni feriali e quelli nei giorni festivi.

Nessun dubbio, invece, sulle città in cui il car sharing è diffuso: stravincono Milano e Roma, che, da sole, totalizzano oltre la metà degli iscritti. Staccate, Torino e Firenze.

PERCHÉ SI USA IL CAR SHARING

Qui facciamo riferimento alla ricerca condotta da Bain & Company e Aniasa e presentata lo scorso 25 maggio all’assemblea pubblica dell’associazione dei noleggiatori. Ad oggi, non si può ancora parlare di un fenomeno in grado di insidiare l’acquisto (o il noleggio a lungo termine) della vettura.

Car Sharing Car2go

Lo studio considerato, infatti, testimonia che quasi la metà del campione vede nel car sharing una valida alternativa agli autobus e ai taxi. E il 43% sottolinea che non rinuncerebbe mai all’auto. Risposte condizionate, senza dubbio, da un dato di fatto: l’Italia, rispetto agli altri Paesi europei, ha un tasso più alto di penetrazione dell’automobile (620 auto ogni 1.000 abitanti).  Concludendo, il car sharing è un mezzo aggiuntivo, non sostitutivo.

CAR SHARING E AZIENDE

Se per i privati il car sharing è un’alternativa tattica, per le aziende, sempre mutuando gli atti della ricerca di Bain e Aniasa, l’auto condivisa diventa davvero una “soluzione strategica“. Principalmente, per ottimizzare l’utilizzo delle auto in pool e gli spostamenti dei dipendenti.

Non a caso, il corporate car sharing è una soluzione sempre più apprezzata dai Fleet Manager. E lo sarà sempre di più in futuro. Un futuro della mobilità nel quale, siamo certi, l’uso condiviso dell’auto sarà sempre più protagonista.

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