11 Ottobre 2021

Crisi energetica: c’è chi ripensa al nucleare. Stabilizzerebbe i prezzi?

Dieci Stati membri della Ue hanno pubblicato un documento a sostegno dell'energia nucleare. La tesi è che sia indispensabile per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione. Ma ci sono molti dubbi sulla sicurezza

Alle orecchie di molti italiani suona come una provocazione: tornare al nucleare per contrastare la crisi energetica. Con i recenti aumenti aumenti di benzina, metano, energia elettrica, il nucleare potrebbe contribuire all’indipendente energetica europea e a proteggere i consumatori dalla volatilità dei prezzi.

A sostenere questa tesi sono dieci Stati membri della Ue: Francia, Romania, Repubblica Ceca, Finlandia, Slovacchia, Croazia, Slovenia, Bulgaria, Polonia e Ungheria. I dieci hanno pubblicato un documento (qui l’originale in francese) a sostegno dell’energia nucleare, sostenendo sia indispensabile per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione.

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IL NUCLEARE MEGLIO DI CARBONE E PETROLIO?

Che il nucleare non abbia emissioni di CO2 è vero, perché non è una fonte fossile. In questo senso, il nucleare non contribuisce al riscaldamento globale. Inoltre la sua produzione non dipende dalle forniture di Paesi terzi. Come affermano i Paesi firmatari: il nucleare appresenta già quasi la metà della produzione europea di elettricità senza emissioni di carbonio.

Allo stesso tempo, però, il nucleare non è una fonte rinnovabile. I punti critici dell’energia atomica sono:

  1. la sicurezza dei reattori nucleari, che presenta sempre un seppur minimo margine di rischio, basti ricordare Fukushima
  2. la gestione delle scorie radioattive: al termine della reazione di fissione nucleare con cui si produce elettricità dall’atomo di uranio 235, restano le scorie, che rimangono radioattive per secoli e vanno gestite in siti sicuri

Il petrolio e, soprattutto, il carbone, invece, non presentano questi pericolosi rischi nel lungo termine, ma sono effettivamente climalteranti e inquinanti. A parità di energia ottenuta, infatti, le emissioni di CO2 del carbone sono il 30% in più di quelle sprigionate dalla combustione del petrolio e addirittura il 70% in più del gas naturale.

Il problema dell’inquinamento da carbone non è mai stato risolto. Ancora oggi rappresenta una fonte energetica molto usata. Basti pensare che, in vista dell’inverno e considerando la crisi energetica, la Cina ha ordinato alle miniere di carbone di aumentare la produzione. 

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AUTO A PROPULSIONE NUCLEARE?

Naturalmente non dobbiamo pensare al nucleare come fonte primaria di carburante per auto. Il nucleare è una delle fonti da cui si può ricavare energia elettrica, come i combustibili fossili e quelli rinnovabili. Quindi potremmo avere auto elettriche o ibride plug-in alimentate alla colonnina con energia proveniente dal nucleare.

Per la verità ci fu, nella storia, un prototipo di auto pensata per andare a propulsione nucleare. Era la Ford Nucleon, un concept del 1958 che avrebbe dovuto montare una versione miniaturizzata dei reattori utilizzati sui sottomarini. Un minireattore installato nella parte posteriore del veicolo che avrebbe consentito una autonomia di circa 8mila chilometri. Il modellino in scala dell’auto è oggi esposto presso L’Henry Ford Museum, in Michigan e non ci fu mai una realizzazione di un prototipo adatto alla strada.

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