Le auto del futuro dovranno difendersi dagli hacker

Cyber security e auto del futuro: un binomio destinato a diventare sempre più stretto. “Un domani si parlerà sempre più di auto ‘hackerata’, piuttosto che di auto rubata” prevede Renzo Cicilloni, EMEA Cyber Security di FCA.

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Lo abbiamo incontrato a margine di Connected Mobility Forum 2018, evento svoltosi a Milano lo scorso 26 giugno e incentrato sui principali temi riguardanti il futuro dell’auto. E ci ha raccontato perchè il concetto di vettura connessa e quello di cyber security devono andare di pari passo.

CYBER SECURITY E AUTOMOTIVE

L’auto del futuro sarà caratterizzata da un gran numero di software (centraline, sensori, scatole nere) che trasmetteranno un enorme mole di dati. Informazioni molto importanti per gli automobilisti e i Fleet Manager, ma che, allo stesso tempo, sono a forte rischio di “hackeraggio”, come accade per i contenuti di un qualunque altro sistema informatico. In questo contesto, entra in scena prepotentemente la cyber security.

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“Una volta l’automobile era un mezzo di trasporto costituito prevalentemente di metallo e di gomma, mentre oggi la vettura è sempre più connessa e gestita elettronicamente” spiega Cicilloni, aggiungendo poi che l’auto, ormai, “ha la potenza di connessione di uno smartphone”. E, quindi, può essere attaccata “come qualunque sistema informatico”.

COSA RISCHIANO I DRIVER

Quali sono, dunque, nel concreto i rischi che si correranno? E perchè non si potrà prescindere dalla cyber security dell’auto? Cicilloni fa degli esempi concreti. “Oggi il sistema di controllo motore, lo sterzo e il cambio della vettura sono gestiti da centraline elettroniche che si scambiano continuamente informazioni. Inoltre, come sappiamo, la vettura è collegata all’esterno per ricevere servizi a bordo”.

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“Nel momento in cui questa catena di informazioni non dovesse essere gestita correttamente, una terza persona potrebbe ‘iniettare’ codici malevoli attraverso i servizi di connessione, arrivare a gestire il controllo motore e arrecare danni al veicolo stesso e al conducente” afferma il manager di FCA.

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COME DIFENDERSI DAGLI HACKER

Ecco, quindi, che diventa importante difendersi da possibili attacchi di hacker. Se oggi questi ultimi sono solo stati sperimentati sotto forma di test, in futuro potrebbero diventare un fenomeno grave, alla stregua dei furti.

“Tutta l’industria automobilistica si sta muovendo per rendere più sicuro il software dell’auto e più efficienti i sistemi di sicurezza implementati su ogni singola centralina” sottolinea Cicilloni.

Altre strategie consistono nel rendere le centraline sempre più ‘robuste’ da un punto di vista dell’hardware e far sì che, in generale, le varie componenti centrali dell’auto siano connesse su diverse reti, in modo che siano più difficili da attaccare. Il Gruppo FCA e gli altri Costruttori stanno già lavorando. Certamente, in futuro occorrerà anche promuovere una maggiore cultura tra i driver su questi aspetti, che oggi, gioco forza, sono ancora troppo poco familiari.

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