Dati mercato auto: noleggio in evidenza per volumi e valori

Archiviato il primo quadrimestre dell’anno in corso, con l’auspicio che il settore possa continuare sulla strada tracciata, è il momento per una lettura dei dati mercato auto 2016 in Italia, con uno sguardo anche a quelli del 2015.

Ad accompagnarci lungo il percorso è l’analisi presentata da Agos in collaborazione con il Centro Studi Fleet&Mobility in occasione dell’ultimo Automotive Dealer Day, l’appuntamento di cartello per il mondo delle concessionarie, giunto alla 14edizione.

Una prima indicazione sul possibile “stato di salute” del settore alla fine del prossimo mese di dicembre arriva dalle proiezioni sviluppate a partire dalle informazioni fornite da Unrae, che stimano volumi vicini all’1,8 milioni di veicoli (+200mila se raffrontati a quelli del 2015), in gran parte legati alla parte consumer (1.165.000, + 155mila nuove immatricolazioni considerando un tasso di incremento, nell’intervallo maggio-dicembre, del 10%)

LE PROIEZIONI DI MERCATO PREMIANO L’NLT

Sempre secondo le stime di Fleet&Mobility, nel 2016 le auto intestate a società dovrebbero essere complessivamente 295mila (32mila in più rispetto al 2015), con una percentuale di crescita pari a 12 punti, che si mantiene invariata rispetto al periodo gennaio-aprile 2016.

Per il mondo dell’autonoleggio le previsioni, accorpando Rent-A-Car e NLT, indicano 330mila unità. Più nel dettaglio, dopo l’andamento record dei primi tre mesi dell’anno che hanno consentito di chiudere il primo terzo dell’esercizio a quota 74mila vetture, il segmento del Breve Termine è ipotizzato in calo del 29%. Discorso opposto per la sezione del Lungo Termine. Le 210mila unità indicate come consuntivo annuale sono il frutto di una crescita che dovrebbe mantenersi intorno al 9/10% anche nel secondo e terzo quadrimestre 2016. I clienti che si rivolgono al mondo NLT sono sempre di più e alla fine dell’anno i numeri dovrebbero dar conto del fenomeno con quasi 20mila immatricolazioni in più se raffrontate al 2015.

L’OFFERTA DEL NOLEGGIO “SALE DI LIVELLO” 

Nel 2015 il mercato auto è tornato a valere oltre 30 miliardi di euro, un risultato che non si raggiungeva dal 2011, seppure allora gli esemplari nuovi venduti erano 200mila in più.

Il cliente che acquista il mezzo non appena uscito dalla catena di montaggio si è trovato a gestire un incremento del prezzo medio superiore ai 500 euro (19.095 vs 18.531 del 2014). Mentre però il rincaro per i privati si è mantenuto al di sotto dei 400 euro, le auto c.d. business hanno subito un aumento in media pari a mille euro.

RAC e NLT insieme hanno sperimentato una crescita da 18.830 a 19.771 euro, mentre le società da 20.427 a 21.475 euro. Incrementi che si giustificano con il passaggio del cliente, all’interno di uno stesso segmento, a un modello o un allestimento più prestigioso. La ripartizione del mercato per fasce nel 2015 è stata la medesima dell’anno precedente.

Sempre nel segmento del nuovo, che ha salutato l’esercizio con una crescita del 16% a quasi 1,6 milioni di unità, un dato che colpisce, a livello di valore, è il sorpasso operato dal mondo del noleggio rispetto a quello delle società: 6.206 contro 5.719 milioni di euro.

MERCATO DELL’USATO: UNA SFIDA PER I DEALER

Parlando ancora di valore, 2/3 del giro d’affari delle auto nuove (67%) è stato generato dalle alimentazioni diesel. La quota restante, se si esclude il 2% segnato per la tecnologia ibrida, è da ascriversi ai motori benzina (22%) e GPL/mentano (9%). Quanto al puro elettrico, che oggi rappresenta l’0.1% delle vendite, le proiezioni sviluppate sui dati Unrae gennaio-aprile 2016 indicano un passo indietro oltre i livelli del 2014.

Le stime Unrae quantificano complessivamente in oltre il 10% la quota di vetture Euro 0 ed Euro 1 circolanti alla data del 31 dicembre 2015. Per sostenere l’economia di settore non si deve tuttavia riporre eccessivo affidamento sulle possibili rottamazioni.

Quanto all’usato, i dati evidenziano una gestione non ottimale da parte delle concessionarie che nel periodo 2007-2015 hanno lasciato in media “sul piatto” oltre 18.5 milioni di euro.

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