Che differenza c’è tra motore bifuel e ibrido?

La (apparente) totale sovrapposizione secondo l’accezione base del termine richiama un quesito: che differenza c’è tra bifuel e ibrido, intesi come soluzione che non prevede un’alimentazione unica, ma, appunto, è costituita da “elementi di natura diversa” (al riguardo si veda la definizione del Sabatini Coletti)?

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Per aiutare a orientarsi all’interno della materia anche i meno preparati, abbiamo pensato di disegnare una sorta di “cartina”. Non prima però di aver richiamato alcuni elementi legati alla storia delle due tecnologie.

Come funzionano i motori mild hybrid

LE DIFFERENZE TRA BIFUEL E IBRIDO

BIFUEL

La scelta da parte delle case costruttrici di introdurre in gamma modelli spinti da un motore a benzina abbinato con uno a gas (metano/GPL – acronimo di “Gas di Petrolio Liquefatto) risale al primo decennio del millennio in corso.

Sino a quel momento, infatti, la clientela del mercato auto poteva oscillare unicamente entro quelle due soluzioni che oggi sono definite “tradizionali”.

nuova Fiat Tipo ordini aperti 2016

Parliamo dei propulsori endotermici collegati a serbatoi riforniti con derivati del petrolio: gasolio (miscela di idrocarburi liquidi, ricavata mediante distillazione frazionata del petrolio greggio) e la già citata benzina (risultato del processo di raffinazione della materia prima).

Chi voleva aprirsi ai cosiddetti carburanti alternativi, meno inquinanti, doveva sottoporre il proprio veicolo a un intervento di retrofit, installando un impianto “ad hoc”. Opzione giocata, in particolar modo, in quelle fase storiche caratterizzate da incentivi mirati da parte dello Stato.

IBRIDO

La tecnologia ibrida, almeno per come la conosciamo oggi, è invece figlia di una scommessa – ampiamente vinta – da parte di Toyota, che, già vent’anni prima di stupire il mondo con il lancio della prima generazione della Prius, aveva sperimentato l’efficacia delle turbine a gas per far girare un generatore in grado di alimentare un motore elettrico.

Toyota Prius dalla quarta alla prima generazione

Nell’albo d’oro dell’industria automotive si trova comunque traccia di esperimenti volti in questa direzione sin a partire dagli ultimi scampoli del XIX secolo.

BIFUEL E IBRIDO: COME FUNZIONANO

COME FUNZIONANO I MOTORI BIFUEL

Su questo tipo di veicoli, i carburanti sono contenuti all’interno di serbatoi (bombola per il gas) separati, espediente che consente al driver di scegliere, di volta in volta, quale alimentazione sfruttare.

Occorre tuttavia ricordare che per l’avvio del motore viene sempre e comunque chiamato in causa il propulsore a benzina.

Bisogna altresì sottolineare che differenti dal caso che stiamo trattando sono i modelli a metano/GP monovalenti (laddove cioè, salvo che per il suddetto start, il veicolo sfrutti il solo contenuto delle bombole).

COME FUNZIONA IL MOTORE IBRIDO

Nel caso di questa tecnologia decisamente più recente, la distinzione da operare a livello di funzionamento è innanzitutto tra “full hybrid” (quando i veicoli sono in grado di circolare sfruttando il solo apporto del motore elettrico) e “mild hybrid”, laddove un “motorino” si occupa di incamerare in fase di frenata l’energia cinetica, che altrimenti andrebbe dispersa.

Approfondisci: Come funziona il cosiddetto “ibrido leggero”

Vi è poi la variante “alla spina”, cioè l’ibrido ricaricabile (o “plug-in”), al debutto, ad esempio, su modelli come la Range Rover Sport (vedi foto sotto)

La nuova Range Rover Sport 2018 sarà proposta anche nella versione Plug-in Hybrid

Spostando il discorso sul piano della trazione, la forbice si allarga ulteriore tra ibrido parallelo (quando entrambi i propulsori contribuiscono alla marcia del veicolo) e ibrido di serie (dove l’energia prodotta da un motore primario è o stoccata nel sistema di accumulo o trasmessa al sistema elettrico responsabile di far avanzare il veicolo).

QUALCHE ESEMPIO DI AUTO A MOTORE BIFUEL

Quali sono i modelli disponibili oggi sul mercato? Vediamone alcuni.

Il marchio nazionale per antonomasia ha inserito questa tecnologia sulle sue Fiat Tipo e 500L (in tutte le diverse declinazioni), oltre che sul suo crossover, Fiat 500X.  Il dato non stupisce, giacché, prima dell’annunciata svolta elettrica del Gruppo FCA, i marchi in portafoglio apparivano nettamente orientati verso soluzioni come il GP, ma, soprattutto, il metano.

Jeep Renegade 2018

Troviamo inoltre, per restare sempre in famiglia, Jeep Renegade. E ancora, tra i prodotti più conosciuti e apprezzati: Seat Leon, Volkswagen Golf, Škoda Octavia.

L’IBRIDO VERSO IL FUTURO

Quanto invece alla tecnologia che sta tirando la volata verso il full electric, e che è la vera dominatrice di questi anni sparti-acque per l’industria dell’auto, elencare i prodotti già in commercio, nonché di quelli già annunciati, potrebbe risultare davvero lungo.

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Ci limitiamo così a qualche rapido accenno, anche in base all’attenzione ricevuta dalla clientela business e corporate: Toyota C-HR, Lexus LS, Toyota Yaris, Audi Q8, Honda CR-V, DS7 Crossback, BMW Serie 2 Active Tourer (… etc).

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