8 Luglio 2019

Documento unico di circolazione, via alla sperimentazione

Libretto e Certificato di proprietà convergono in un unico documento, la cui obbligatorietà partirà dal 1° gennaio 2020. Modulistica semplificata, costi in teoria inferiori

Dopo una lunga serie di annunci, che risalgono già al 2017, il Documento unico di circolazione entra finalmente in vigore.

Documento unico di circolazione 2019

Lo fa con una fase di sperimentazione, fino alla data del 31 dicembre 2019. Dal 1° gennaio 2020, invece, l’accorpamento del libretto di circolazione e del Certificato di proprietà emesso dal PRA, diverrà pratica standard per l’immatricolazione (e non solo) di nuovi veicoli e variazioni nell’intestazione di mezzi usati.

DOCUMENTO UNICO DI CIRCOLAZIONE: I PRO

La ratio che porta al dimezzamento dei documenti legati alla proprietà e alla circolazione del veicolo va nella direzione di un percorso di razionalizzazione dei processi di gestione dei dati su circolazione e proprietà, processo che interessa auto, moto e rimorchi. Nella teoria dovrebbe verificarsi anche una riduzione dei costi, tutta da verificare, vedremo in seguito i passaggi necessari.

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Si attua, di certo, una semplificazione burocratica nel numero dei documenti che accompagnano proprietà e circolazione del veicolo e nella modulistica. Va da sé come il DUC andrà portato sempre in auto, svolgendo il ruolo da sempre appannaggio del libretto di circolazione.

LIBRETTO E CDP RESTANO VALIDI

libretto carta circolazione

È bene chiarire come la documentazione separata, libretto-certificato di proprietà, resterà valida per i documenti emessi fino al 31 dicembre 2019.

COME FUNZIONA

Il Documento unico di circolazione riassume i dati del proprietario del veicolo o di altri soggetti titolari di un diritto sul medesimo, oltre a elencare le caratteristiche del mezzo in questione.

IL MODULO DI RICHIESTA DEL DOCUMENTO UNICO

Con la modulistica approntata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si va ad abrogare quella in uso presso la Motorizzazione e il PRA.

A decorrere dall’1 luglio  attraverso il Documento unico di circolazione e il relativo modulo di richiesta, si andrà a procedere su operazioni in precedenza articolate con moduli differenti, tutti abrogati: immatricolazione di un veicolo, l’aggiornamento del libretto, il trasferimento della proprietà, pratiche gestite dalla Motorizzazione civile.

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La richiesta di prima iscrizione al PRA, la trascrizione e l’annotazione presso il Pubblico registro automobilistico dell’ACI, avverranno anch’essi mediante la modulistica del DUC.

La data di avvio della sperimentazione prevede si operi su base volontaria fino a settembre, dopodiché si entrerà nel periodo di sperimentazione obbligatoria.

ACI

ESENZIONI E GRAVAMI SINTETIZZATI NEL DUC

Nella compilazione del modulo per richiedere il nuovo documento unico è possibile anche dichiarare esenzioni o agevolazioni delle quali si ha diritto, relativamente a IPT, pagamento del bollo, diritti per soggetti disabili.

La fase di sperimentazione è utile a verificare il dialogo tra archivi di dati in capo a soggetti diversi. I dati gestiti dalla Motorizzazione e degli archivi del PRA, relativamente ai veicoli e gli intestatari.

Ogni tipo di iscrizione successiva all’immatricolazione, quale può essere un’ipoteca o un fermo amministrativo, fino alla demolizione dell’auto, verranno annotati sul Documento unico di circolazione e andranno richiesti attraverso il modulo di istanza standardizzato.

I COSTI DEL DOCUMENTO UNICO DI CIRCOLAZIONE

In relazione ai costi del nuovo documento che accorpa libretto e Certificato di proprietà, la cautela è d’obbligo. La prospettata riduzione delle tariffe, attualmente a 101,20 euro tra diritti spettanti alla Motorizzazione civile, emolumenti da versare al PRA e quattro marche da bollo, andrà verificata a seguito dell’emanazione di un decreto interministeriale. In occasione dell’annuncio del DUC, nel 2017, si prospettò un risparmio per gli automobilisti pari a 39 euro.

Il modello di rilascio del Documento unico di Circolazione

Affinché vi sia una riduzione delle tariffe, non solo dovranno pronunciarsi il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ma anche il dicastero dell’Economia, andrà sentito il parere dell’ACI – soggetto di riferimento per il Pubblico Registro Automobilistico – e le agenzie di consulenza automobilistica. 

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