26 Ottobre 2020

Nuovo Dpcm 25 ottobre: cosa cambia per gli spostamenti

Le restrizioni del Dpcm del 25 ottobre: stretta su ristoranti e spettacoli, Dad alle superiori e smart working "raccomandato". Restano aperte le regioni, non cambiano le regole per i viaggi in auto né per il trasporto pubblico. Ma l'invito è a spostarsi il meno possibile.

Nuova stretta del governo per limitare i contagi da Covid-19. Emanato un nuovo Dpcm (qui il testo completo) con regole più rigide. L’obiettivo principale sembra essere la vita sociale e culturale, ma arrivano provvedimenti anche per scuola e sport. Gli spostamenti sono da ridurre al minimo necessario, ma non ci sono regole precise.

dpcm 13 ottobre regole viaggi in auto

UFFICIO E VIAGGI DI LAVORO: COSA DICE IL NUOVO DPCM

Il nuovo Dpcm “raccomanda fortemente” a tutte le persone di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi. Non ci sono limiti per le trasferte di lavoro, anche se convegni e congressi sono sospesi. 

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Tutto, insomma, è lasciato al buonsenso dei cittadini.  Non c’è un obbligo di legge e restano aperte le regioni.

Le regole sugli spostamenti restano quelle cui ci si è abituati ormai da mesi. Mascherina obbligatoria sui mezzi pubblici, invito a disinfettare le mani spesso e volentieri e a evitare assembramenti. Quando si è in auto da soli la mascherina non è necessaria, diventa obbligatoria se si viaggia assieme ad altri passeggeri, a meno che non si tratti di congiunti. Invariato anche il numero consentito di persone a bordo: due per city car e berline (guidatore più passeggero sui sedili posteriori), il numero può aumentare nelle vetture più capienti, a patto che si mantenga almeno un posto di distanza tra un passeggero e l’altro.

SMART WORKING “RACCOMANDATO”

La quota del 50 per cento di dipendenti pubblici in smart working è stata già fissata con un provvedimento firmato il 20 ottobre dalla ministra del Lavoro Fabiana Dadone. Ma le percentuali di lavoro agile potrebbero crescere “garantendo comunque l’accesso, la qualità e l’effettività dei servizi ai cittadini e alle imprese”.

Lo smart working nel settore privato è raccomandato ma non ci sono norme di legge.

Nel Decreto si raccomanda che le attività professionali “siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile; siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva; siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio, fermo restando l’obbligo di utilizzare dispositivi di protezione; siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro”.

GLI ALTRI INTERVENTI

Coprifuoco per ristoranti e locali

Stop alle attività di ristorazione alle 18, anche il sabato e la domenica. I servizi di bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie sono consentiti dalle 5 del mattino fino alle 18 del pomeriggio. Possono stare massimo 4 persone per tavolo, non più 6 (a meno che siano tutti conviventi.) 

Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti. Attiva anche la ristorazione con consegna a domicilio fino alle 24 sia con consegna sia da asporto, con però divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Vietati banchetti e ricevimenti per matrimoni, comunioni e battesimi. Superato, dunque, il limite precedentemente imposto di 30 persone, come si legge nelle nuove disposizioni: “Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto – si legge nel documento – ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose”.

Vietate sagre e tutte le fiere, anche le manifestazioni fieristiche a carattere nazionale o internazionale. Sospesi convegni e congressi, salvo che si svolgano con modalità digitali a distanza.

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Stop a teatri, cinema e concerti

Sono chiusi i cinema, i teatri, le sale da concerto, le discoteche, i parchi tematici, i palazzetti e gli stadi anche all’aperto.

Si tratta di una delle misure più contestate, considerato che, secondo i dati ufficiali, il settore degli spettacoli non è a rischio igienico-sanitario e gli spettatori potevano agevolmente mantenere distanze di sicurezza e mascherina per tutta la durata dell’attività.

Chiuse palestre piscine e attività sportive

Chiuse palestre, piscine, centri benessere e centri termali, salvo quelli con presidio sanitario obbligatorio o che erogano prestazioni essenziali di assistenza, nonché centri culturali, sociali e ricreativi.

Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali e di squadra. Consentiti gli eventi e le competizioni sportive, nei settori professionistici e dilettantistici, riconosciuti a livello nazionale o regionale dal Coni, dal Comitato paralimpico e dalle Federazioni sportive nazionali.

Resta consentita l’attività sportiva di base (si può tranquillamente fare una passeggiata o una corsa all’aperto) e l’attività motoria svolte all’aperto presso circoli sportivi (senza contatto) nel rispetto delle norme di distanziamento e senza assembramento. Sono sospesi anche gli allenamenti individuali negli sport di contatto.

La scuola e l’università

Le scuole superiori (secondarie di secondo grado) adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata almeno fino al 75 per cento. Cambiano gli orari di ingresso (non prima delle nove, anche per dare respiro ai trasporti) e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani. 

Nessun ritorno alla Dad per elementari e medie (primaria e secondaria di primo grado), restano aperte anche le scuole per l’infanzia, le uniche a consentire ai bambini di non portare la mascherina (obbligatoria dopo i 6 anni).

Sospese tutte le attività fuori sede: viaggi di istruzione, gite scolastiche, visite guidate e iniziative di scambio o gemellaggio. 

Non sono previste norme definite per le università, che – sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento – predispongono piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza, in base all’evolversi della situazione epidemiologica. 

LA STRETTA DELLE REGIONI

Le Regioni e le amministrazioni locali hanno facoltà di  imporre “una chiusura parziale delle strade o delle piazze”, orari di circolazione e modalità di controlli. Opportunità accolta dalle Regioni in cui i casi di Covid-19 stanno aumentando più che altrove, come Lombardia e Campania.

area b milano 2020

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Anche i sindaci hanno la possibilità di attuare provvedimenti restrittivi ritenuti necessari. Per quel che riguarda le grandi città, oltre Milano, Torino e Napoli, anche Roma sarà soggetta a chiusure e coprifuochi mirati.  Sospesa nuovamente, dal 23 ottobre, l’Area B di Milano.

Lombardia

La Lombardia ha imposto il coprifuoco dalle 23 alle 5, fascia oraria in cui si potrà uscire di casa solo per necessità sanitarie o lavorative, dichiarate nell’autocertificazione. Imposta la didattica a distanza a tutte le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni professionali secondarie di secondo grado. I centri commerciali dovranno restare chiusi nel fine settimana. Vietate fiere e sagre.

Campania

In Campania, si conferma la sospensione dell’attività didattica in presenza per le scuole primarie e secondarie. Così come il divieto di uscire di casa dalle 23 alle 5. Per quel che riguarda la consegna di vivande a domicilio, l’ultima partenza è consentita alle 23. Resta in vigore il divieto di mobilità interprovinciale, se non per motivi di urgente necessità. Infine, l’attività di jogging nei centri urbani potrà essere svolta esclusivamente dalle 6.30 alle 8.00 del mattino.

coprifuoco regioni

Lazio

In Lazio si decreta il coprifuoco dalle 24 alle 5, con blocco totale della circolazione notturna, se non per motivi professionali o sanitari e muniti di autocertificazione. Per le scuole superiori prevista la didattica a distanza al 50%, al 75% nelle università, tranne per gli studenti al primo anno e le attività di laboratorio.

Liguria

Misure meno restrittive in Liguria, dove resta il divieto di assembramento, ma il coprifuoco è circoscritto alla sola città di Genova, dalle 9 di sera alle 6 del mattino. Prevista didattica a distanza a rotazione per il 50% degli studenti delle scuole superiori.

Piemonte

Anche il Piemonte introduce l’obbligo per le classi dalla seconda alla quinta della scuola secondaria di secondo grado di didattica alternata per almeno il 50% dei giorni. Centri commerciali chiusi nel fine settimana e coprifuoco dalle 23 alle 5. Misure più rigide nella città di Torino dove nelle zone della movida – cioè l’area tra via Cesare Balbo e via Matteo Pescatore – dalle 21 alle 5 è consentito il transito ai soli residenti e ai loro ospiti.

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