4 Febbraio 2019

Eccesso di velocità, la multa è nulla se la taratura dell’autovelox non è specificata

La multa per eccesso di velocità è nulla se l’autovelox non è stato revisionato. Le apparecchiature, utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità, devono essere obbligatoriamente sottoposte a verifiche e tarature periodiche, ogni anno. Anche il verbale deve contenere le indicazioni del controllo effettuato, altrimenti la multa è annullabile.

Lo aveva stabilito la Corte Costituzionale, lo ha ribadito la Cassazione: i Comuni e i gli altri gestori della strada devono effettuare la revisione periodica degli autovelox installati.

come funziona l'autovelox

Affinché la multa per eccesso di velocità sia valida, però, non basta che gli autovelox siano tarati almeno una volta all’anno. Oltre all’obbligo di far revisionare tutti gli apparecchi, il verbale deve riportare tutte le informazioni delle operazioni di taratura effettuate. Altrimenti la multa è nulla.

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LA MULTA PER ECCESSO DI VELOCITÀ È NULLA SE LA TARATURA DELL’AUTOVELOX NON È SPECIFICATA NEL VERBALE 

Affinché la multa sia valida, la contravvenzione (comminata per violazione dell’articolo 142 del Codice della strada) deve riportare gli estremi delle operazioni di taratura dell’autovelox (utilizzato per rilevare le violazioni dei limiti di velocità stabiliti), in modo da consentire all’automobilista una puntuale verifica. Il verbale, quindi, deve indicare il numero di protocollo e le date dei controlli. Se queste indicazioni mancano, la multa è annullabile. In questo caso bisogna fare ricorso al giudice di pace o al prefetto.

Colonna di controllo della velocità

“Solo a condizione che vi sia espressa indicazione nel verbale dell’avvenuto adempimento, il rilevamento può presumersi affidabile”, ha stabilito la Corte di Cassazione.

Non è sufficiente che nel verbale ci sia scritto che “la violazione era stata rilevata a mezzo apparecchiatura autovelox debitamente omologata e revisionata, della quale gli agenti avevano accertato preventivamente e costantemente la corretta funzionalità”. L’automobilista deve avere la possibilità di sapere quando è stata svolta la verifica e se l’obbligo è stato rispettato davvero. Non è vero, quindi, che la prova del regolare funzionamento dell’apparecchiatura al momento della constatazione dell’infrazione è insita nel peculiare valore del verbale di accertamento.

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COSA AVEVA DETTO LA CORTE COSTITUZIONALE

Già nel 2015 la Corte Costituzionale aveva sancito l’irregolarità degli autovelox non sottoposti a controlli di taratura.

“I fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare non solo l’affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale”, si legge nella sentenza n. 113/2015. 

“Appare evidente che qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione. Si tratta di una tendenza disfunzionale naturale, direttamente proporzionata all’elemento temporale. L’esonero da verifiche periodiche, o successive ad eventi di manutenzione, appare per i suddetti motivi intrinsecamente irragionevole”.

Insomma, gli autovelox invecchiano e nel tempo possono sbagliare nel rilevare la velocità. Da qui la sentenza della Cassazione.

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