Perché l’ecobonus per auto e moto funziona solo a metà

(Aggiornato al 19 novembre 2019) A 1 giorno dalla scadenza, rimangono da smaltire il 30% dei fondi stanziati per l’ecobonus delle auto elettriche e ibride e l'88,5% dei fondi per le due ruote

L’ecobonus per le automobili (immatricolazione M1) è entrato in vigore il primo marzo 2019. I fondi per il 2019 sono 60 milioni di euro, ma alla scadenza rimangono da spendere ancora 18 milioni, che lì rimarranno, come si può vedere dal sito messo a punto dal Ministero, costantemente aggiornato.

incentivi ecobonus

INUTILIZZATI I FONDI PER LE 2 RUOTE

Ancora peggiore è la situazione dei fondi stanziati per ciclomotori e motocicli: dei 10 milioni riservati alle immatricolazioni L sono stati spesi solo 1 milione e 150mila euro. Rimangono da spendere il 88,5% dei fondi.

Non a caso, nel giugno 2019 era stata ampliata la platea di ciclomotori e motocicli che possono beneficiare dell’ecobonus: con le modifiche introdotte da Decreto Crescita, infatti, l’ecobonus riguarda ora tutte le categorie a due e tre ruote, compresi i quadricicli L7e (le categorie interessate vanno dagli L1e ai L7e), anche su quelle superiori agli 11 kW di potenza, e si può procedere con la rottamazione anche di un veicolo di categoria Euro3. 

 

elettrico a due ruote

Ampliare  la platea, però, non è stato sufficiente a fare sì che i fondi venissero utilizzati. Forse è solo questione di tempo e che le novità di mercato comincino ad arrivare agli utilizzatori. Moto, motorini e scooter dotati di alimentazione elettrica o ibrida sono un’alternativa molto appetibile nelle grandi città. L’incentivo massimo può raggiungere il 30% del valore di acquisto del mezzo ma non può superare i 3.000 euro.

L’ECOBONUS PER LE AUTO

L’ecobonus per le automobili è entrato in vigore il primo marzo 2019. Da lunedì 8 luglio il fondo previsto dal governo è stato rifinanziato con poco meno di 40 milioni (39.870.000) perché i primi 20 milioni sono andati esauriti. La scadenza per la prenotazione del bonus però non è fissata per il 31 dicembre ma al 20 novembre.

L’esecutivo nella legge di Bilancio 2018 ha stanziato:

  • 60 milioni per il 2019
  • 70 milioni per il 2020
  • 70 milioni per il 2021

L’ecobonus è basato sulle emissioni. Con la rottamazione di una macchina con omologazione da Euro 1 a Euro 4 (sono incredibilmente esclusi gli Euro 0) e l’acquisto contemporaneo di un’auto verde che costi al massimo 50 mila euro senza Iva si possono avere questi incentivi:

  • 6.000 euro se l’auto emette un massimo di 20 g/km di CO2 (ovvero solo le elettriche pure). Senza auto da rottamare il contributo è di 4mila euro
  • 2.500 euro se le emissioni spaziano tra 21 e 70 g/km di CO2 (diverse ibride). Senza auto da rottamare il contributo è di 1.500 euro

Leggi anche: Le 10 cose da sapere sull’ecobonus 2019

Dubbia efficacia ambientale

Incentivi di tutto rispetto, ma poco efficaci a ridurre concretamente le emissioni del vetusto parco auto italiano, perché riguardano un numero ancora troppo limitato di modelli (e questo spiega anche perché rimangano da smaltire ancora il 30% dei fondi).

emissioni inquinanti

Ricordiamo che più della metà delle auto italiane ha più di 10 anni ed è questo il vero problema, legato anche all’inquinamento: un Euro 1 a benzina fa registrare emissioni di monossido di carbonio superiori del 200% rispetto a un Euro 6 a benzina, mentre un diesel Euro 1 rilascia un quantitativo di polveri sottili 30 volte più alto di una vettura prodotta oggi. In sintesi: aiutare a rimpiazzare le vecchie auto ante Euro 3 avrebbe un impatto ambientale molto più significativo che l’introduzione di (poche) auto elettriche.

Che influenza sta avendo l’ecobonus sulle vendite?

L’ecobonus è una possibilità concreta, per chi vuole comprare un’auto elettrica o ibrida plug-in. Ma che effetto sta avendo sulle immatricolazioni? Se consideriamo il mese di giugno 2019 (dati Anfia) le autovetture elettriche nel mese sono più che triplicate (da 442 unità di giugno 2018, si è passati alle 1.456 unità di giugno 2019). Invece, le ibride plug-in registrano un calo del 42%. Le auto ibride plug-in hanno venduto, da marzo a maggio, mediamente 490 unità al mese (dall’entrata in vigore dell’ecobonus), mentre nel mese di giugno “solo” 395.

La smart fortwo cabrio electric drive

Ma attenzione a dare troppo peso ai dati mensili (a fine anno sarà forse possibile avere un bilancio più completo). Il problema, di fatto, è che parliamo di numeri assoluti ancora troppo bassi, che quindi hanno grande variabilità di mese in mese. Come tendenza di fondo, le auto elettriche stanno crescendo costantemente in Italia, anche da prima dell’ecobonus. Tuttavia, non è stata ancora raggiunta la soglia dell’1% di quota di mercato. Insomma: l’elettrico deve ancora “esplodere” e, per ora, non è l’ecobonus a fare scattare la miccia.

 

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