5 Febbraio 2019

Ecobonus 2019, gli incentivi per la rottamazione escludono le auto Euro 0

Il 1° marzo scattano ecotassa ed ecobonus, ovvero la nuova imposta sulle emissioni superiori a 160 g/km e l’incentivo all’acquisto di auto elettriche e ibride plug-in. La riduzione di prezzo cresce in caso di rottamazione. Il provvedimento, però, esclude le auto Euro 0, quelle più vecchie.

Il 1° marzo entrano in vigore l’ecotassa e l’ecobonus. Come stabilito dalla manovra 2019, sia l’imposta e sia l’incentivo si basano sulle emissioni dell’auto nuova da acquistare.

emissioni auto ciclo nedc ecotassa ed ecobonus

In funzione del valore di CO2, si dovrà pagare una nuova tassa, oppure ottenere un incentivo che sarà erogato sotto forma di riduzione del prezzo di acquisto (si aggiunge al normale sconto praticato da concessionari e Case automobilistiche). In sintesi, si tratta dell’ecotassa sulle auto con emissioni di anidride carbonica superiori a 160 g/km e dell’ecobonus per i modelli fino a 70 g/km.

Gli incentivi aumentano con la rottamazione. Però, non si potranno rottamare le più vecchie auto Euro 0, vetture prive di qualsiasi sistema di abbattimento di polveri e di sostanze inquinanti, immatricolate fino al 31 dicembre 1992. Il provvedimento include solo le auto Euro 1, 2, 3 e 4.

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COME FUNZIONANO ECOTASSA ED ECOBONUS

Se le emissioni di CO2 dell’auto da comprare sono comprese tra 0 e 70 g/km si avrà diritto al bonus (a condizione che il modello abbia un prezzo di listino inferiore a 50mila euro, Iva esclusa). Non accadrà nulla alle auto con emissioni di CO2 tra 71 e 160 g/km. A partire da 161 g/km, invece, si pagherà, una tantum, un balzello crescente in base alle emissioni (fino al 31 dicembre 2020 si adotta il ciclo NEDC).

L’imposta da versare allo Stato va da 1.100 euro a 2.500 euro. Tra l’altro la nuova tassa non sostituisce nessuna di quelle che già opprimono il settore dell’auto (ovvero l’Ipt, il bollo, il superbollo e, come ogni bene di consumo, l’Iva).

mercato dell'auto 2019

L’ecobonus, invece, prevede due livelli: da 0 a 20 g/km di CO2, l’incentivo è pari a 6.000 euro con rottamazione e 4.000 euro senza rottamazione; da 21 a 70 g/km di CO2 il contributo scende a 2.500 euro con rottamazione e 1.500 euro senza rottamazione. L’ecobonus è ad esaurimento. Lo stanziamento infatti è limitato: 60 milioni nel 2019, 70 milioni nel 2020 e 2021.

Non avendo motore termico, le auto elettriche non hanno emissioni né di anidride carbonica né di inquinanti. Per questo motivo rientrano nell’ecobonus senza problemi. L’unico limite è il prezzo di listino. 

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LE AUTO EURO 0 SONO ESCLUSE DALL’ECOBONUS

Il quadro delineato dalle vendite di gennaio conferma l’urgenza di un rinnovo del parco circolante, ma le norme attualmente non sembrano tenerne conto, vista anche l’esclusione delle vetture Euro 0 dalla possibilità di rottamazione per usufruire dell’ecobonus.

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L’incentivo per la rottamazione non vale per le auto più anziane in circolazione. La legge, infatti, non comprende le cosiddette Euro 0. Questa esclusione è frutto di una grossolana svista avvenuta durante la scrittura del provvedimento. Il Governo e il Parlamento stanno valutando come correggere la legge. Al momento, comunque, le auto non catalizzate non godono dei benefici dell’ecobonus. Un paradosso.

“A chi acquista, anche in locazione finanziaria, e immatricola in Italia, dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, un veicolo di categoria M1 nuovo di fabbrica, con prezzo risultante dal listino prezzi ufficiale della casa automobilistica produttrice inferiore a 50.000 euro Iva esclusa, è riconosciuto, a condizione che si consegni contestualmente per la rottamazione un veicolo della medesima categoria omologato alle classi Euro 1, 2, 3 e 4, un contributo parametrato al numero dei grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro (CO2 g/km); in assenza della rottamazione di un veicolo della medesima categoria omologato alle classi Euro 1, 2, 3 e 4, un contributo di entità inferiore parametrato al numero dei grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro. Il veicolo consegnato per la rottamazione deve essere intestato da almeno dodici mesi allo stesso soggetto intestatario del nuovo veicolo o ad uno dei familiari conviventi alla data di acquisto del medesimo veicolo, ovvero, in caso di locazione finanziaria del veicolo nuovo, deve essere intestato, da almeno dodici mesi, al soggetto utilizzatore del suddetto veicolo o a uno dei predetti familiari”, stabilisce la Legge di Bilancio 2019.

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