Quali sono gli impatti della penalizzazione del diesel sul mercato dell’auto?

La penalizzazione delle auto diesel sta determinando degli impatti ben precisi sul mercato dell'auto. Vediamo quali sono e cosa ci si deve aspettare dal futuro.

Quali sono gli impatti della penalizzazione del diesel sul mercato dell’auto? Questa domanda ha accompagnato tutto il 2018 del mondo delle quattro ruote e sarà certamente uno dei leitmotiv del 2019. Diciamo subito che non esiste una risposta univoca, ma certamente la “guerra alle auto diesel“, scatenatasi in tutta Europa, ha determinato vari impatti sul settore. 

auto diesel impatti penalizzazione

Prima di tutto, c’è stato un calo del mercato, determinato anche da altri fattori come l’entrata in vigore del ciclo di omologazione WLTP. In secondo luogo si sta creando un clima di incertezza che di certo non ha fatto bene alle vendite, il parco auto circolante sta diventando più vecchio e, soprattutto, assistiamo a uno spostamento degli equilibri del mercato dell’auto stesso in vista dei prossimi anni

Prima di analizzare ciascuno di questi impatti nel dettaglio, occorre sottolineare anche che le statistiche di Anfia ci dicono che, con il calo delle auto diesel, in Europa le medie delle emissioni delle vetture sono aumentate. Un paradosso, se si pensa che la penalizzazione del diesel trova la sua origine nella volontà di abbassare il CO2 medio. Questo vuol dire che, come sappiamo, non siamo ancora pronti per la transazione energetica massiccia verso le alimentazioni alternative

CALA IL DIESEL, CALA IL MERCATO AUTO

Il segno meno è sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi mesi, il mercato dell’auto è calato in maniera importante (leggi qui i dati di novembre 2018): certo, i fattori che hanno determinato questo decremento sono tanti, a cominciare dal WLTP per arrivare poi al rallentamento della crescita del Pil, ma anche la penalizzazione del diesel ha avuto il suo peso. 

Le statistiche di Dataforce ci dicono che dall’inizio del 2018 la rappresentatività delle auto a gasolio in Italia è scesa dal 57% al 52% (un calo molto minore rispetto a quello che si è verificato negli altri Paesi). Le auto a benzina, le auto ibride e le auto elettriche, in compenso, sono cresciute, ma non abbastanza da colmare il gap negativo del diesel. 

IL CLIMA DI INCERTEZZA 

In Italia gli automobilisti e, in particolare, le flotte aziendali sono storicamente affezionate al diesel. “Faccio tanti chilometri – si è sempre pensato -, quindi l’auto a gasolio è la soluzione giusta per me, in termini di risparmio ed efficienza”. Adesso, con le penalizzazioni del diesel da parte delle amministrazioni, si è inevitabilmente creato un clima di incertezza.

mercato auto ottobre 2018

Si cercano alternative al gasolio, ma attualmente le auto a benzina, sulle lunghe percorrenze, non sono ancora in grado di garantire i medesimi livelli di performance. Ibrido e elettrico, allo stesso tempo, sono ottime soluzioni, ma lo sono soprattutto nei contesti cittadini e, in aggiunta, specie sulle auto a zero emissioni i prezzi di listino sono tuttora molto elevati. Torniamo quindi al discorso originario: non siamo ancora pronti per sostituire le auto diesel.

PARCO AUTO CIRCOLANTE VECCHIO

L’incertezza sull’acquisto dell’auto determina la volontà, da parte dei privati, di tenersi la vecchia vettura finché va. Questo aspetto, ovviamente, determina un aumento dell’età media del parco auto circolante: attualmente in Italia siamo a circa undici anni. 

Non è un problema determinato solo dalla penalizzazione del diesel, ma sappiamo che un’auto vecchia è sinonimo di minore sicurezza per chi la guida e maggiori emissioni per l’ambiente. Come sottolineano da tempo, le associazioni dell’automotive, servirebbero incentivi (e non disincentivi, come quelli proposti nei giorni scorsi) per rinnovare il parco auto circolante.

Leggi anche: la posizione di Aniasa nei confronti dell’ecotassa

LO SPOSTAMENTO DEGLI EQUILIBRI DEL MERCATO AUTO

Certamente stiamo vivendo un periodo di grande cambiamento degli equilibri del mercato dell’auto per quel che concerne le alimentazioni. Le Case devono rispettare normative europee sempre più stringenti in termini di emissioni e, quindi, l’offerta si sposterà sempre di più verso le auto ibride, le auto elettriche e le auto termiche a basse emissioni. 

In molti Paesi europei le quote del diesel caleranno in maniera inesorabile, visto che vari Governi hanno già stabilito la deadline dell’auto a gasolio. Discorso diverso per l’Italia, dove il diesel diminuirà ancora la sua rappresentatività, ma allo stesso tempo è destinato ancora per alcuni anni a mantenere la leadership delle alimentazioni.

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