18 Dicembre 2019

Emissioni auto, nuovi tagli all’orizzonte con l’European Green Deal?

La Commissione Europea, da poche settimane guidata dalla tedesca Ursula von der Leyen, ha inviato al Parlamento di Bruxelles e ad altri organi della Ue, la volontà di adottare un "European Green Deal", per ridurre l’inquinamento, a partire dalle emissioni delle auto. Limiti più stringenti all’orizzonte e rischio di multe molto salate per i costruttori.

Taglio delle emissioni delle auto: l’Unione Europea studia nuove misure ancora più stringenti, con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento.

limiti emissioni CO2 delle auto

Il settore automobilistico rischia di dover affrontare l’ennesimo cambiamento normativo. Al momento, il target da raggiungere, per i costruttori, è rappresentato dal valore di 95 g/km di CO2 (come media di emissioni della gamma) nel 2021. Pesanti multe, in caso di sforamento.

Intanto, si prospettano nuovi limiti all’orizzonte: la Commissione Europea, guidata dalla tedesca Ursula von der Leyen, ha inviato al Parlamento di Bruxelles e ad altri organi della Ue, una comunicazione per condividere i principi base di un “European Green Deal“. Al suo interno sono contenute diverse proposte, per combattere l’inquinamento e l’impatto delle attività umane sull’ambiente. Focus sul mondo dell’auto e dei trasporti in generale. 

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TAGLIO EMISSIONI AUTO: COSA PREVEDE L’EUROPEAN GREEN DEAL 

Con l’European Green Deal, la Commissione europea intende “proporre norme più rigorose sulle emissioni delle sostanze inquinanti atmosferiche per i veicoli con motore a combustione“. Si valuta una revisione “entro giugno 2021, della normativa sugli standard in materia di emissioni di CO2 per auto e furgoni, al fine di garantire un chiaro percorso, dal 2025 in poi, verso la mobilità a emissioni zero“.  

Emissioni auto limiti

La Commissione ha presentato la sua strategia per rendere l’economia europea neutrale dal punto di vista ambientale, ma adesso deve confrontarsi con numerose controparti. In primis, Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione. Commissioni parlamentari, singoli Paesi membri e associazioni di categoria sono già pronti a dare battaglia. Un esempio? La VDA, l’associazione di rappresentanza della filiera automobilistica in Germania, ha già manifestato la sua contrarietà, sottolineando come gli obiettivi da raggiungere siano stati fissati appena un anno fa. 

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GLI ATTUALI LIMITI SULLE EMISSIONI 

Il settore automobilistico rischia di dover fare i conti con un nuovo mutamento del quadro normativo. In primavera sono stati approvati nuovi limiti che impongono alle Case automobilistiche di tagliare le emissioni medie di anidride carbonica del 37,5%, tra il 2021 e il 2030, con una riduzione intermedia del 15% indicata per il 2025: si dovrà passare, in circa dieci anni, da una media di 95 g/km a una di 60 g/km. Multe miliardarie per chi non rispetterà i nuovi standard.  

Emissioni CO2

Già oggi sono in molti a ipotizzare che diversi produttori, senza un’accelerazione nell’elettrificazione della gamma, siano destinati a pagare sanzioni molto salate. Bisogna, poi, rilevare che la media delle emissioni non sembra aver intrapreso un percorso di riduzione, tutt’altro: nel 2018 è aumentata per il secondo anno consecutivo salendo a 120,4 g/km.

Colpa anche della demonizzazione dei motori diesel, che ha provocato un crollo delle vendite di auto a gasolio e la contestuale impennata delle auto a benzina, che emettono più CO2. Questo trend, unito al contributo ancora esiguo delle auto elettriche, ha comportato un aumento delle emissioni di anidride carbonica.

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