Rinnovabili e cooperazione, le chiavi del futuro

Nel prossimo futuro la parola chiave sarà cooperazione, intesa sia come modello economico sia come modus vivendi. Lo affermano con sempre maggior convinzione studiosi, economisti e sociologi di tutto il mondo. A partire dal celebre Jeremy Rifkin”, intervenuto all’incontro ”eCONomie. La riscoperta dei modelli collaborativi”, promosso da Car Server, azienda italiana attiva nel noleggio di flotte aziendali, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, il Gruppo 24 Ore e Studio Aps di Milano.

Uno delle conseguenze della crisi economica, infatti, sembra essere il ritorno a modelli desueti, come quello cooperativo e collaborativo, che ci condurranno verso la terza rivoluzione industriale. Ne è convinto Rifkin, autore di diverse pubblicazioni sul tema, tra le quali “Leading the way to a Third Industrial Revolution” (“La strada verso la Terza Rivoluzione Industriale”), e il più recente “La Terza Rivoluzione Industriale. Come il potere laterale sta trasformando l’energia, l’economia e il mondo”. In quest’ultimo saggio, in particolare, Rifkin sostiene che in futuro ogni cittadino potrà produrre energia autonomamente da casa, dall’ufficio o da qualsiasi altro luogo e deciderà se utilizzarla in proprio o condividerla.

“La fusione tra Internet e risorse rinnovabili servirà a creare una nuova infrastruttura per una terza rivoluzione industriale dove ci saranno nuove imprese e posti di lavoro – ha spiegato Rifkin-. Questa rivoluzione poggerà le sue basi su cinque pilastri, ciascuno dei quali avrà ragion d’essere solo in relazione con gli altri. In dettaglio sono: il passaggio a fonti di energia rinnovabile; la trasformazione del patrimonio edilizio di ogni Paese in micro-centrali energetiche per la raccolta di energia rinnovabile in loco; l’impiego dell’idrogeno e altre tecnologie di stoccaggio in ogni edificio e di infrastrutture per immagazzinare risorse energetiche a intermittenza; l’uso della tecnologia di Internet per trasformare la rete energetica di ogni Stato in una risorsa da condividere a livello continentale (in pratica, quando milioni di edifici produrranno energia locale potranno rivendere la quantità in eccesso alla rete e così condividerla con altri Paesi); la transizione della flotta dei trasporti verso l’adozione di veicoli elettrici a plug-in e a pila a combustibile, che possano acquistare e vendere energia basandosi su una rete intelligente, interattiva e continentale”.

 

 

 

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