15 Febbraio 2018

Car pooling aziendale: cresce la “tribù che viaggia insieme”

Smettiamola di definirla una nuova formula di mobilità. Il car pooling aziendale non lo è più, è stato ampiamente sdoganato tra le soluzioni inserite nei planning dai fleet/mobility manager.

La svolta si sostanzia di due motivi principali. Innanzitutto sono cinque anni che la condivisione di mezzo e tratta (intesa come spostamento da un punto A verso un punto B) è sbarcata in Italia grazie al servizio offerto da BlaBlaCar.

immagine generica per la formula del car pooling

Da lì i vantaggi della mobilità condivisa hanno finito con il tempo per estendersi dal settore privato a quello corporate, come è successo anche con il car sharing per le auto di pool.

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SEMPRE PIÙ LAVORATORI SCELGONO IL CAR POOLING AZIENDALE

In secondo luogo, sono sempre più i dipendenti che decidono di essere a turno “driver” o “rider”. Un’apertura mentale, prima ancora che sul piano pratico.

I dati comunicati dalle principali società del settore, relativi all’intero anno 2017, presentano incrementi sorprendenti.

In soli dodici mesi Jojob ha visto i propri utenti addirittura triplicarsi. Dai 20mila dell’anno precedente, i fruitori del servizio (passeggeri che hanno lasciato a casa l’auto per viaggiare con colleghi e dipendenti di aziende limitrofe) sono arrivati a lambire quota 60mila mentre 140.000 sono gli utenti registrati.

Un'immagine generica legata al car pooling aziendale

I NUMERI COMUNICATI DAGLI OPERATORI DEL SETTORE

Ormai praticamente tutti conoscono, anche solo a livello teorico, i benefici per i dipendenti e per le aziende legati al ricorso alla formula del car pooling aziendale.

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In questa sede intendiamo ricordare i principali, aggiungendo qualche numero utile ad illuminare la portata del fenomeno, ricavato a partire dal Rapporto 2017 presentato da Jojob e da quanto comunicato da BePooler.

JOJOB

Partiamo dalla situazione del traffico, la cui maggiore o minore congestione è legata al numero di mezzi in circolazione. Grazie alla piattaforma tecnologica proposta dal player, i viaggi condivisi sono triplicati, mentre il numero di chilometri non coperti dai mezzi rimasti fermi, è quindi inutilizzati, è salito del +164% rispetto a un anno prima.

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La mancata circolazione dei veicoli si è tradotta a sua volta, da un lato, in minori spese per il rimborso del carburante, mentre dall’altro in una pratica volta alla tutela ambientale.

App carpooling aziendale: Jojob presenta le novità

Jojob ha visto infatti più che raddoppiarsi la quota di CO2 non immessa nell’aria che respiriamo. Si parla precisamente di 222.835 kg di anidride carbonica in meno, corrispondenti a quanto ne sono in grado di trattenere 11.148 alberi.

La “strada” coperta complessivamente da driver e rider nell’arco dei dodici mesi in esame è stata pari a 1.265.607 km, ben al di sotto dei 1.714.120 km risparmiati “unendo le forze” tra dipendenti della stessa azienda o di aziende limitrofe. Il numero dei viaggi condivisi è stato di 45.668.

BEPOOLER

Anche BePooler, società esportata in Italia dal vicino Canton Ticino in Svizzera, ha reso noti alcuni risultati legati al suo primo anno di attività nel nostro Paese.

palette parcheggio BePooler

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I viaggi in condivisione hanno superato quota 30mila, con 600mila km da sottrarre al computo dei tragitti casa-lavoro e 78mila kg di CO2 in meno a livello di emissioni inquinanti imputabili alla mobilità in ambito corporate.

Il 2018 vedrà la società impegnata nell’allargamento del servizio ad altre città italiane oltre a Milano. Lo sguardo è però già egualmente rivolto all’Europa, con l’intenzione di condividere a livello continentale il modello di business targato BePooler.

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