Come il car sharing cambierà l’assicurazione auto

Il quesito su come il car sharing cambierà l’assicurazione auto deriva verticalmente dall’espansione di servizi di mobilità alternativi al veicolo acquistato, quindi appartenente e strettamente legato sul piano burocratico al singolo individuo.

Il discorso, applicabile tanto ai privati quanto ai dipendenti aziendali che non godono di un mezzo assegnato e devono spostarsi per lavoro, comporta a ricaduta una serie di riflessioni che vanno a intrecciarsi con altre tematiche egualmente importanti, primo tra tutti l’avvento annunciato della guida autonoma.

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Una prefigurazione del car sharing a guida autonoma con il concept di Smart per car2go

L’ASSICURAZIONE AUTO E IL MONDO DI DOMANI

Analizziamo quali sono i punti principali sui quali il comparto assicurativo sarà chiamato a rivedere il proprio approccio:

1.- TITOLARITÀ DELLA COPERTURA (quando il conducente non è anche il proprietario del veicolo condiviso, in caso di tecnologie legate all’autonomous driving).

La domanda da porre è: in capo a chi dovrà essere posta la “colpa” in caso di sinistro? All’intestatario del mezzo, piuttosto che alla casa costruttrice o al technology provider? Una soluzione è quella di sganciare la polizza dalla targa (oggetto specifico) e di agganciarla al driver (soggetto specifico).Rapporto Aniasa 2016 studio car sharing

2.- VALUTAZIONE DELLO STATO DI RISCHIO (un tempo formulata a partire dalle informazioni sul comportamento passato del conducente, inserito in una specifica “fascia” costante nel tempo).

Dal momento che la crescita dei veicoli connessi prospetta alle compagnie l’onere della gestione di un flusso di informazioni esponenzialmente più alto, il “giudizio” sul driver potrebbe diventare suscettibile di continue modifiche.

3.- CLASSI DI MERITO (laddove il numero degli incidenti è previsto in drastica riduzione grazie a sistemi di assistenza alla guida sempre più evoluti, sino ad arrivare alle driverless car).  Il meccanismo di tariffazione conosciuto come “Bonus Malus” aveva un senso quando andava a premiare i conducenti più virtuosi. Ma un domani avrà ancora ragion d’essere?

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CAR SHARING E POLIZZA RCA: I PUNTI ALLO STUDIO

ANIA, l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, ha iniziato per tempo a riflettere su tutto quanto sopra. Alla luce anche dei dati contenuti nello studio “Innovazione e mobilità: i trend attuali e i possibili scenari futuri”, realizzato da Deloitte per conto del neo-nato Osservatorio Innovation by Ania, di cui è partner.

Allo studio vi sono nuove soluzioni di copertura da applicare ai servizi di car sharing. Si guarda inoltre alla formula dell’instant insurance applicata al settore auto, con specifico riferimento alla categoria dei millenials (ossia coloro che sono diventati maggiorenni nel passaggio tra il 1900 e il 2000). Con “instant insurance” si intende la costruzione di una proposta, via device mobili, in base a specifiche esigenze, che possono anche essere contingenti.

chi usa il car sharing

ITALIA È UN PAESE SEMPRE PIÙ “DEMOTORIZZATO”

Il futuro che andiamo tratteggiando nelle nostre menti dovrà comunque vivere una lunga fase di transizione, durante la quale veicoli “tradizionali” si troveranno a convivere con altri a guida autonoma o comunque altamente assistita, sollevando serie questioni in caso di incidente: ha più responsabilità il driver che non si è mostrato reattivo o il software che non ha colto il pericolo, attivando il relativo protocollo d’intervento?

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Ad oggi lo studio commissionato da Ania riporta circa 5.600 noleggi medi quotidiani di auto condivise. L’altro lato della medaglia riguarda la perdita di 16 punti percentuali alla voce “tasso di motorizzazione” nel nostro Paese relativo alla fascia d’età 18-45 anni. Si è infatti passati dal 53% del 2005 al 37% del 2016.

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