28 Aprile 2020

Fase 2: la guida Inail per la sicurezza sul lavoro

In vista della Fase 2, l’Inail fornisce un documento tecnico con le misure di sicurezza da applicare nei luoghi di lavoro per consentire la ripresa delle attività prevista per il 4 maggio. Ecco le diverse strategie che contengono misure organizzative, di prevenzione e protezione.

Al via la Fase 2. Così come stabilito dall’ultimo decreto ministeriale, il 4 maggio si riapriranno fabbriche e luoghi di lavoro. “Questo Paese non può ripartire senza le imprese” ha affermato il Premier Conte. Si potrà tornare al lavoro, anche nel mondo automotive, continuando però ad attuare misure di sicurezza e prevenzione.

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A tal proposito, l’Inail ha pubblicato un documento tecnico, approvato anche dal comitato tecnico scientifico, stabilendo le norme e le raccomandazioni per le aziende, per riprendere le attività in salute e sicurezza.

LE REGOLE INAIL

Le mascherine chirurgiche sono raccomandabili per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni, così come il distanziamento, la sanificazione dei luoghi e (quando possibile) lo smartworking. Ecco alcune delle linee guide contenute nel documento sulla Fase 2 pubblicato dall’Inail e approvato dal Comitato tecnico scientifico istituito presso la Protezione Civile.

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La pubblicazione (consultabile online), divisa in due parti, considera inizialmente il rischio di venire a contatto con fonti di contagio durante il lavoro, classificando le varie attività in base alle differenti classi di rischio. In secondo luogo, affronta le tre diverse misure da adottare, in linea con quanto pattuito nell’accordo stipulato tra Governo e Parti sociali lo scorso 14 marzo.

Misure organizzative

L’organizzazione dei luoghi di lavoro è fondamentale per la prevenzione primaria e quindi per l’eliminazione del rischio di contagio. L’Inail consiglio la rimodulazione degli spazi di lavoro al fine di permettere il distanziamento sociale. Si consiglia l’utilizzo di spazi ricavati da sale riunioni e uffici inutilizzati e il riposizionamento delle postazioni; mentre per gli ambienti condivisi, è prevista una ventilazione continua.

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Per quel che concerne organizzazione e orario di lavoro, si punta sulla flessibilità. Al fine di prevenire assembramenti, si raccomandano turnazioni ed entrate e uscite scaglionate. Sconsigliabile anche l’utilizzo di aggregazioni sociali durante gli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro. Altamente caldeggiato, invece, il lavoro a distanza (scopri tutti gli strumenti per lavorare casa) soprattutto per le attività di supporto gestionale/amministrativo.

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Misure di prevenzione e protezione

Il documento Inail indica come fondamentali informazione e formazione adeguate, contestualizzate e adattate allo specifico ambito lavorativo. All’interno dei luoghi di lavoro dovranno essere affissi poster e locandine che spiegano le misure igieniche e di sanificazione degli ambienti da rispettare. L’azienda dovrà mettere a disposizione dei propri dipendenti detergenti idonei alla frequente pulizia delle mani e della postazione. Ed è previsto l’utilizzo di mascherine e dispositivi di protezione individuali per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni.

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Si pensa inoltre a una reintroduzione della sorveglianza sanitaria eccezionale a tutela dei lavoratori fragili, ovvero tutti i dipendenti con età superiori ai 55 anni o inferiore ma che ritengano di rientrare, per condizioni patologiche, in questa condizione. Da valutare, per loro, la possibilità di un’inidoneità temporanea. Mentre per il reintegro dei lavoratori dopo l’infezione Covid-19, è previsto che il medico competente effettui la “visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l’idoneità alla mansione” (D. Lgs 81/08 e s.m.i, art. 41 c. 2 lett. e-ter).

Misure specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici

Al fine di prevenire lo scoppio di focolai epidemici all’interno del luogo di lavoro, si procederà al controllo della temperatura corporea dei lavoratori prima dell’accesso in azienda. In caso di temperatura superiore ai 37,5°, l’accesso non sarà consentito e il lavoratore dovrà contattare il proprio medico curante. Chiunque sviluppi febbre e tosse dovrà tempestivamente dichiararlo all’ufficio del personale e si dovrà procedere al suo isolamento.

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Nel caso in cui uno dei dipendenti mostri sintomi riconducibili al Coronavirus, l’azienda procederà ad avvertire le autorità sanitarie competenti e chiederà ai possibili contatti stretti di lasciare lo stabilimento in maniera cautelare. Nelle aree maggiormente colpite dall’epidemia, potranno essere considerate misure aggiuntive specifiche come l’esecuzione del tampone per tutti i lavoratori.

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