17 Maggio 2016

FCA accelera grazie al progetto di guida autonoma di Google

Pioniere della mobilità senza conducente, il progetto di guida autonoma Google ha incontrato il mondo dei car makers dopo l’accordo siglato tra il “Self-Driving Car Project” (parte della divisione X, una realtà avvenieristica ricompresa in Alphabet) e FCA US LLC, una company interamente di proprietà del Gruppo FCA, nato ufficialmente nel 2014.

La collaborazione avviata rappresenta un “unicum”. L’azienda californiana, che è entrata nel settore dei full autonomous vehicles nel 2009, non aveva infatti mai condiviso le proprie conoscenze in materia con alcun OEM, limitandosi a lavorare su prototipi che si sono facilmente impressi nella mente grazie alla loro forma inconfondibile.

Nella fase di test, che perdura e dovrebbe concludersi nel 2017, questi veicoli hanno già macinato più di 1,5 milioni di miglia su strade pubbliche. Teatro delle sperimentazioni sono al momento Mountain View, dove tutto ha avuto inizio, e, con aggiunte ravvicinate negli ultimi dieci mesi, Austin (Texas), Kirkland (Stato di Washington) e Phoenix (Arizona).

PARTNER IDEALI

Si tratta del primo passo, per entrambi gli attori coinvolti nell’intesa, verso l’effettiva commercializzazione, intenzione già annunciata da alcune Case costruttrici per il 2020, di un veicolo completamente automatizzato, naturale evoluzione dei sistemi c.d. “di livello 3” già proposti da diversi brand di punta.

Riuniti in un centro ricerche nel sudest del Michigan, gli ingegneri di FCA US LLC, che fornirà la base meccanica (il c.d. “hardware”, ricorrendo a un termine del linguaggio informatico), e quelli di Google, che invece si occuperà del “software”, convoglieranno gli sforzi comuni dotando di tutti i sistemi necessari 100 speciali esemplari di Chrysler Pacifica Hybrid 2017, il minivan svelato in occasione dell’ultimo Salone di Detroit lo scorso mese di gennaio. “È la vettura adatta per testare la tecnologia di guida autonoma di Google”, ha commentato al riguardo il “papà” del Self-Driving Project di Google, l’amministratore delegato John Krafcik.

Sul versante opposto, l’altro “numero uno”, Sergio Marchionne, che è anche Presidente e A.D. Ferrari, ha posto l’attenzione sulle nuove frontiere tecnologiche raggiunte nel campo della mobilità “che porteranno benefici molto importanti per i consumatori” e per il cui sviluppo “l’esperienza che entrambi le società acquisiranno sarà fondamentale. Lavorare con Google dà a FCA l’opportunità di collaborare con una delle principali società tech al mondo per velocizzare il processo di innovazione” che sempre più sta interessando l’industria automotive.

UNA CORSA VERSO IL DOMANI

La volontà di accorciare i tempi rispetto alla tabella di marcia traspare anche nelle parole di Krafcik, che guarda al progetto guida autonoma Google come a un intervento dagli importanti risvolti sociali.

Lo sviluppo della driverless car (un’altra delle tante dizioni utilizzate per descrivere lo stesso percorso di ricerca), ha rimarcato, “renderà le nostre strade più sicure e agevolerà gli spostamenti quotidiani per coloro che non possono guidare”. Oggi il 94% degli incidenti mortali è riconducibile a errore umano. Sull’asfalto degli Stati Uniti perdono la vita 33mila persone ogni anno.

Grazie all’innesto delle Pacifica ibride nel programma dei test, condotti anche su strade “virtuali” (si parla di 3 milioni di miglia percorse quotidianamente al simulatore in laboratorio), la flotta di veicoli in dotazione al colosso di Mountain View risulterà raddoppiata.

I minivan dotati del sistema di guida autonoma saranno dapprima messi alla prova sul circuito privato di proprietà di Google. Un passaggio successivo, così come è accaduto per il “simpatico” prototipo che conosciamo oggi, ne prevederà la circolazione su percorsi normalmente aperti al traffico veicolare.

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia