23 Gennaio 2016

Federauto: Filippo Pavan Bernacchi rieletto presidente

In Federauto nomine rinnovate, ma all’insegna della continuità. Nei giorni scorsi, infatti, Filippo Pavan Bernacchi è stato confermato alla presidenza  della Federazione che rappresenta i concessionari di tutti i brand commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus.

GLI OBIETTIVI

In Federauto nomine e importanti obiettivi vanno di pari passo anche stavolta. Questi infatti gli obiettivi di Pavan Bernacchi: “potenziare ulteriormente il ruolo e le istanze dell’associazione nelle politiche di filiera, attraverso il dialogo costante e sinergico con le istituzioni nazionali ed europee e con le altre associazioni del settore”. Per il 49enne padovano è stato rieletto alla massima carica della Federazione per il terzo mandato consecutivo, fino al 2019. Confermati anche i vice presidenti Mario Beretta (concessionario Volkswagen e Audi), Francesco Ascani (Bmw-Mini) e Cesare De Lorenzi (Citroen).

IL COMMENTO

“Siamo in un momento strategico per il settore – ha commentato Pavan Bernacchi -. Finalmente i concessionari italiani possono tornare a guardare al futuro con più fiducia. Tra le priorità che vogliamo portare avanti è quella dello svecchiamento del parco circolante e della rivisitazione della fiscalità sull’auto per dare un ulteriore impulso a un comparto strategico per l’economia italiana. Per questo non bisogna abbassare la guardia”.

IL CURRICULUM

Nato a Vicenza nel 1966, Filippo Pavan Bernacchi è residente a Este (PD). Ex ufficiale degli Alpini, paracadutista e subacqueo, durante il passaggio di grado da tenente a capitano ha partecipato a missioni di vario tipo. Tornato alla vita civile, da imprenditore, nel 2010 è stato eletto presidente di Federauto, che riunisce i concessionari di tutti i brand: auto, veicoli commerciali e industriali. Tra le sue passioni c’è la scrittura, con tre romanzi ambientati nelle forze armate: La Penna dell’Aquila (1998), Operazione Erode (2003), Non uccidete Bin Laden (2008), Roccaforte Afghanistan (2014). Ha partecipato anche a due antologie, nelle vesti di coautore, In punta di Vibram (2004), e e curatore, Dna Alpino (2006).

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