12 Settembre 2019

La fiscalità dell’auto assegnata al dipendente

L'auto aziendale è un fringe benefit con natura forfettaria: l'imponibile è dato dalla tariffa Aci meno il contributo del dipendente (se previsto).

Come è tassata l’auto aziendale in Italia? Lo spiega chiaramente Carmen Giugno, Tax Policy Consultant ad Assolombarda, che è intervenuta sul tema “La fiscalità dell’auto assegnata al dipendente” nel corso della presentazione dell’Indagine Retributiva 2019 ( giovedì 12 settembre a Milano, in Assolombarda).

Il convegno ha chiarito come l’auto aziendale sia un importante strumento di lavoro e un benefit apprezzato, disegnando un quadro del valore fiscale della vettura al netto del contributo richiesto e dell’incidenza rispetto alla retribuzione del dipendente.

DAL LATO DEL DIPENDENTE

Il regime di imponibilità per il dipendente è regolato dal principio dell’onnicomprensività. È stabilito dal Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi) art 51 comma 1:

Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro.
Tuir, art.51, comma 1

auto aziendale Indagine Retributiva 2019

Questo significa che tutto ciò che viene dato al lavoratore ha rilevanza fiscale, compresi i fringe benefit. I compensi in natura sono valorizzati con il criterio del valore di mercato, ma questo principio non si applica sempre. Uno dei casi in cui si deroga è quello dell’auto assegnata in uso promiscuo. In questo caso, come recita l’articolo 51 comma 4 del Tuir si applica una regola forfettaria:

Per (…) i motocicli e i ciclomotori concessi in uso promiscuo, si assume il 30 per cento dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15 mila chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali che l’Automobile club d’Italia deve elaborare entro il 30 novembre di ciascun anno e comunicare al Ministero delle finanze che provvede alla pubblicazione entro il 31 dicembre, con effetto dal periodo d’imposta successivo, al netto degli ammontari eventualmente trattenuti al dipendente
Tuir, art.51, comma 4

Quindi il benefit imponibile è dato dalla tariffa Aci meno il contributo del dipendente (se previsto) Iva inclusa. Ad esempio, se assegniamo a un dipendente una Toyoita Auris 1.4,  vediamo che nell’ultima colonna della tabella Aci il fringe benefit è di 1.900 euro iva compresa. Se al dipendente addebitiamo 1200 euro annui per l’uso dell’auto aziendale, ciò che è imponibile è 1900-1200, cioè 700 euro.  

Il fringe benefit ha natura forfettaria e quindi prescinde dai km percorsi e dai costi ricompresi nelle tariffe Aci (carburante, pneumatici, manutenzione, assicurazione, ammortamento…). Il fringe benefit è stabilito su base annua (quindi bisogna fare un ragguaglio se l’auto viene assegnata ad anno in corso) ed è disposto sul cedolino.

Leggi anche: La fiscalità dell’auto aziendale in Italia: una guida

DEDUCIBILITÀ  PER L’IMPRESA

La prima differenza è fra le auto assegnate al singolo dipendente  e quelle condivise, che hanno una fiscalità diversa. Non c’è invece nessuna differenza fiscale a seconda che le auto siano noleggiate, in leasing o a noleggio.

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Le auto in pool

Le auto in pool hanno regole di deducibilità penalizzanti: i costi deducibili sono solo al 20%, molto poco rispetto a altri Paesi come Germania e Spagna (con deducibilità al100%). Oltre a questo, c’è un tetto massimo fiscalmente riconosciuto di 18mila euro in caso di acquisto e di 3.600 nel caso di canone annuo di noleggio.

Le auto assegnate

Se le auto sono assegnate le regole di deducibilità sono migliori: 70% e senza un tetto al costo massimo di acquisto dell’auto. L’assegnazione deve avvenire per la maggior parte del periodo di imposta e deve risultare da idonea documentazione (dal contratto di assunzione o dalla lettera di assegnazione).

 

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