FlixBus: “Quest’estate vi portiamo noi in vacanza, anche nei piccoli centri”

FlixMobility, la società che sta dietro a FlixBus, compie 10 anni. Abbiamo sentito il Managing Director di FlixBus Italia, Andrea Incondi

A 10 anni dalla sua fondazione, FlixMobility, la società sta dietro ai marchi FlixBus, FlixTrain e FlixCar, è diventata una realtà globale della mobilità e non ha intenzione di fermarsi, anzi.

Abbiamo intervistato Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia che ci ha spiegato il segreto dei loro successi e ci ha svelato i piani per l’estate e per il futuro più remoto.

LE CHIAVI DEL SUCCESSO DI FLIXMOBILITY E FLIXBUS

L’arrivo dei bus verdi ha avuto un grande impatto sulla mobilità di tanti Paesi, compreso il nostro. FlixBus in soli sei anni di attività nello Stivale si è presa un ruolo di comando, andando ad intercettare un pubblico che si è da subito ritrovato nei valori dell’azienda e nel loro modo di operare.

FlixMobility si è presentata da subito come “il futuro della mobilità” e, come ci dice Incondi: “a decretare il nostro successo nel tempo è stata la capacità di cogliere tempestivamente le esigenze dei viaggiatori in un contesto in continua evoluzione. Già dai primi anni di FlixBus si è notata l’esigenza di un servizio che coniugasse la garanzia di standard elevati con costi accessibili a tutte le tasche. Così, l’offerta è stata esportata in altri mercati europei come l’Italia, fra i primi Paesi a usufruire del servizio dal 2015, e poi perfino agli Stati Uniti e alla Turchia”.

andrea incondi flixbus italia

Una continua ascesa nel segno di pochi ma precisi imput: spostarsi con facilità, nel segno del comfort e in sicurezza, a fronte di una spesa contenuta, offrire a tutti un’alternativa capillare ed ecocompatibile all’auto privata.

Rendere i propri servizi accessibili al maggior numero possibile di persone attraverso tariffe low cost, con tratte a lunga percorrenza e una presenza capillare sul territorio (il 40% delle fermate sul territorio europeo si trova in comuni di meno di 20.000 abitanti), questo era la missione che l’azienda si era data. Una missione decisamente compiuta.

FlixBus rappresenta ormai un’alternativa di viaggio conveniente e green che parte da un sistema di prenotazioni incentrato sull’omonima app FlixBus, che dispone di un pricing dinamico, con mezzi tracciabili tramite GPS e numerosi servizi a bordo come il Wi-Fi gratuito e la possibilità di vedere film.

“Il mondo della mobilità si evolve a un ritmo sempre più sostenuto, e per questo è indispensabile continuare a operare con flessibilità e rapidità d’azione. L’innovazione tecnologica – dice Incondi – resterà un principio fondante della nostra attività, anche e soprattutto in linea con l’esigenza di continuare a garantire anche in futuro la massima sicurezza e sostenibilità del servizio, oltre che il massimo comfort e la massima praticità per quello che riguarda le modalità di prenotazione”. 

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MODELLO DI BUSINESS

Sono dunque tante le caratteristiche che hanno decretato il successo di questa soluzione. Ma quella che più di tutte ha influito è stata forse il modello di business di FlixMobility e, di conseguenza, di FlixBus. 

Per Andrea Incondi “si tratta di un modello unico, basato sulla collaborazione con una rete di oltre 500 aziende partner (circa 80 delle quali solo in Italia) e una netta ripartizione dei compiti.

flixbus

Mentre FlixBus si occupa della pianificazione della rete e di tutti gli aspetti relativi al marketing, alla comunicazione, al pricing e al controllo qualità; le aziende partner, forti di un’esperienza pluriennale nel settore, svolgono il servizio operativo mettendo a disposizione autobus e autisti. In questo modo, la visione globale e la spinta all’innovazione di un operatore internazionale della mobilità si sposano con la qualità delle PMI tradizionali, portando a un connubio virtuoso che permette di offrire sempre ai passeggeri il meglio dei due mondi”.

La società dunque non possiede alcun mezzo, né autobus né treni, né assume autisti o altro personale di viaggio, ma opera stringendo accordi con aziende locali. Sono queste a mettere a disposizione uomini e mezzi, mentre FlixMobility si occupa di tutto ciò che gravita attorno: dalla piattaforma tecnologica alla pianificazione delle rotte, della supervisione delle operazioni ai controlli di qualità, dal marketing alle vendite, fino all’espansione verso nuovi mercati.

Questo innovativo modello di business ha fatto sì che FlixMobility passasse rapidamente da startup a realtà affermata a livello mondiale con una presenza in tutta Europa, in moltissimi Stati USA e presto anche nel Medio Oriente e Asia. 

ESTATE E GIOVANI 

Com’è scontato che sia, il target primario dell’azienda sono i passeggeri di giovane età, quelli con un budget più basso e che sono orientati verso soluzioni smart, avendo una forte attenzione verso l’impatto sull’ambiente delle proprie scelte di viaggio.

“Crediamo fortemente che le nuove generazioni siano destinate a portare una vera e propria rivoluzione nel mondo della mobilità. Le nostre convinzioni trovano ulteriore fondamento in uno studio che abbiamo commissionato all’istituto di ricerca Squadrati lo scorso anno. Secondo questa indagine, l’età rappresenta un fattore determinante nella scelta del mezzo di trasporto, e proprio i Millennials e gli appartenenti alla Generazione Z risultano ben più propensi a spostarsi con soluzioni collettive rispetto alle generazioni più anziane: basti dire che l’autobus è il mezzo preferito dal 23% degli appartenenti alla Gen Z, mentre il 68% dei Baby Boomers ha dichiarato una netta preferenza per l’auto personale”, ci ha detto Incondi.

Che poi continua: “Per l’estate abbiamo ampliato i collegamenti con molte delle principali località turistiche del Paese, ma anche con destinazioni meno note, meno interessate dal turismo di massa. A guidarci nella pianificazione della rete per l’estate è stata la volontà di garantire a tutti la possibilità di muoversi in sicurezza e a un costo accessibile in tutta Italia, ma anche di supportare il settore turistico in un momento così delicato: per questo abbiamo voluto investire anche sui medi e piccoli centri italiani, con la volontà di contribuire a valorizzare quelle aree del territorio italiano che, pur vantando un patrimonio paesaggistico, storico-culturale o artistico di prim’ordine, restano penalizzate dalla mancanza di trasporti efficienti, e dove il potenziale turistico inespresso si traduce, troppo spesso, in un’occasione persa”. 

LA STORIA DI FLIXBUS

FlixMobility è stata fondata a Monaco di Baviera nel 2011 da tre giovani imprenditori: Jochen Engert, Daniel Krauss, André Schwämmlein. I tre hanno puntato a un modello di business scalabile basato sulla digitalizzazione dei mezzi di trasporto tradizionali che in pochi anni ha cambiato il modo in cui le persone si spostano, ponendo un forte accento sulla sostenibilità.

La società ha iniziato le sue operazioni in Germania solo un paio di anni dopo la fondazione, nel 2013.

Nel 2015 si è fusa con un’altra startup, MeinFernbus, che aveva messo in piedi un servizio simile a Berlino, ha poi acquisito “Liinita”, una seconda startup, ed è entrata nel mercato francese, olandese e italiano.

Da lì in poi l’espansione: nel 2016 l’entrata in Scandinavia, Europa Centrale e Orientale, Regno Unito e Spagna; nel 2017 la nascita della controparte su rotaia, FlixTrain; nel 2018 lo sbarco negli Stati Uniti. In quello stesso anno FlixMobility è stata criticata per essere diventata monopolista, dal momento che di fatto occupava quasi il 90% degli spostamenti a lungo raggio in bus di tutta la Germania.

Attualmente FlixBus opera in 35 Paesi (Austria, Belgio, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Macedonia del Nord, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina e Ungheria) effettuando circa 400.000 connessioni quotidiane verso 2.500 destinazioni.

L’azienda mira ora ad espandere ulteriormente il servizio negli USA, nel Regno Unito e in Portogallo, a rafforzare la presenza in Turchia, Francia ed Europa Orientale.

FlixTrain invece è attiva solamente in Germania e Svezia, mentre FlixCar, il servizio di carpooling del gruppo, è presente in Francia dallo scorso anno.

L’IMPATTO DEL COVID

Il 2019 è stato l’anno migliore per FlixMobility che ha raggiunto 62 milioni di passeggeri trasportati a livello globale, con un aumento del 37% rispetto all’anno precedente. Di questi un sesto (ben 10 milioni) erano italiani. Il nostro Paese è cresciuto a un ritmo superiore alla media con un netto +40% sul 2018, anche grazie all’estensione della rete nazionale a oltre 500 città da nord a sud.

L’anno scorso invece i numeri sono stati ben diversi. La pandemia ha colpito tutto il settore e FlixBus e FlixTrain hanno visto dimezzarsi i loro utenti scesi a 30 milioni in tutto il mondo nonostante l’azienda si sia adeguata agli standard sanitari necessari per viaggiare in tranquillità: uso obbligatorio della mascherina, check-in contactless, disinfezione dopo ogni viaggio di autobus e treni. Inoltre, l’app ha introdotto anche il tasso di occupazione dei mezzi, permettendo ai viaggiatori di evitare i mezzi troppo affollati.

“La situazione generata dalla pandemia ha rappresentato una sfida imprevedibile e di dimensioni rilevanti per l’intero mondo dei trasporti, in termini sia economici che operativi, con un numero drasticamente minore di viaggi, un quadro normativo mutevole e continue restrizioni agli spostamenti, a livello sia nazionale che internazionale. Abbiamo adattato progressivamente la nostra offerta a questo contesto. Poter ricorrere a una pianificazione intelligente e a un’infrastruttura tecnologica efficiente, in questo caso, ha fatto la differenza”, ammette Incondi.

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SOSTENIBILITÀ E FUTURO

FlixBus da sempre si è fatta segnalare per le molte iniziative portate avanti in ambito sostenibilità – con riferimento all’impegno ambientale, ma anche occupazionale e sociale.

La società si vanta di essere la prima scelta sul mercato europeo per gli spostamenti green riuscendo a compensare un’elevata percentuale delle emissioni di CO2 della propria flotta, mentre i treni sono direttamente alimentati con corrente elettrica proveniente da fonti rinnovabili.

FlixBus ha lanciato il primo autobus a lunga percorrenza alimentato a idrogeno, mentre in Francia continuano i test con gli e-bus. Nelle parole di Incondi: “Continueremo a sperimentare fonti di energia alternative: abbiamo già pronti e operativi i primi autobus alimentati a biogas sulle rotte internazionali fra Bruxelles e Amsterdam e fra Stoccolma e Oslo. Già nel 2018, primi fra le aziende della lunga percorrenza, abbiamo lanciato autobus 100% elettrici in Germania e Francia, e negli anni seguenti abbiamo stretto accordi per il primo autobus a lungo raggio alimentato a idrogeno e per l’installazione di pannelli solari sulla tratta fra Dortmund e Londra”.

Un impegno a 360 gradi che prevede come obiettivo finale il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2030. Ma non è tutto.

“I nostri passeggeri hanno l’opportunità di azzerare l’impatto ambientale del loro viaggio attraverso la compensazione delle emissioni di CO2: ciò è possibile grazie alla collaborazione con Atmosfair, una ONG impegnata nella realizzazione di progetti di tutela del clima che chi viaggia può contribuire a finanziare con una piccola donazione volontaria all’atto della prenotazione”, ci dice il Managing Director di FlixBus Italia.

Al momento della prenotazione, si può donare (dall’1 al 3% del costo del biglietto) per contribuire a ridurre il carbon footprint. Il 75% delle somme versate va appunto ad Atmosfair, un’organizzazione non profit tedesca, che finanzia progetti di efficienza energetica in Ruanda, mentre il restante 25% viene indirizzato nel fondo “Future of Mobility” che sostiene una rivoluzione sostenibile della mobilità. 

La scelta di viaggiare in autobus rispetto a un’auto privata consente in media di abbattere dell’80% le emissioni di CO2, valore ancora più alto nel caso in cui si prediliga il treno.

“Continueremo a sensibilizzare la comunità dei viaggiatori sull’opportunità di spostarsi con i mezzi collettivi, dialogando con le istituzioni affinché al tema infrastrutturale sia accordata la giusta centralità: d’altra parte, non è possibile una mobilità integrata e intermodale, indipendente dall’uso dell’auto personale, senza autostazioni attrattive ed efficienti”, conclude Incondi.

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