11 Giugno 2014

Yaris Hybrid, genietto tuttofare (2)

MERCOLEDI’: tecnologia facile – Per guidare le ibride Toyota, ormai è noto, non ci vogliono patenti speciali. La diffusione di milioni di unità nel mondo è la migliore credenziale per trasmettere il messaggio che oggi la doppia propulsione è alla portata di tutti, è adattabile pressoché ad ogni esigenza ed è conveniente per molti target di utilizzatori. Ciò che più convince della Yaris è l’estrema facilità di guida, la leggerezza con cui si lascia condurre e la maneggevolezza generale, soprattutto nella marcia urbana. Il contesto ideale per apprezzarla, infatti, è il super-centro città, il più puro traffico metropolitano, tanto per intenderci. Anzi, più la marcia è a singhiozzi e più te la godi: cambio completamente automatico, start&stop “ante litteram” (il bello dell’ibrido è che nelle manovre e nel movimento a bassa velocità il motore termico resta spento) e silenziosità quasi imbattibile. E poi le ibride non temono restrizioni di sorta: quantomeno a Milano girano gratis dove le altre auto, anche omologate Euro 6, pagano 5 euro a ingresso.

GIOVEDI’: abitacolo divertente – L’esterno della HSD si distingue da quello delle Yaris “normali” per alcuni elementi estetici, come la mascherina, le luci diurne a Led e l’aggressiva presa d’aria trapezoidale. Ovviamente, il blu che identifica le Toyota ibride campeggia sui loghi diffusi sulla carrozzeria e risalta, in particolare, nella vista anteriore. Per il resto la linea è gradevole, senza emozioni particolari. Ci sono un po’ di plastiche diverse, nell’abitacolo: si va dal rigido al morbido, passando dall’opaco al semilucido. C’è tanta luce a bordo, i cristalli laterali scendono e salgono con una velocità non comune, dietro si vede bene, il tetto panoramico mette di buonumore nelle giornate grigie. In quelle di sole, cerchi il tasto per l’apertura perché vorresti spalancarlo e goderti l’aria in movimento. Anche perché, specialmente quando passi silenzioso in viali alberati, il solo rumore è lo scorrimento delle ruote. Il massimo sarebbe stendere fuori la mano e passarla tra le foglie.

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