8 Ottobre 2015

Volvo e la sicurezza: tutti i progetti da oggi al 2020

Volvo vuole continuare a offrire il suo importante contributo alle flotte aziendali. In particolare, sull’aspetto della sicurezza, da sempre parte fondamentale del dna della Casa svedese. I progetti per il prossimo quinquennio sono tanti e si possono sintetizzare con la cosiddetta “Vision 2020”: “entro cinque anni non ci dovranno essere vittime o feriti gravi a bordo di una Volvo”. Una vera e propria sfida, da vincere attraverso gli innovativi sistemi di sicurezza introdotti dal Costruttore.

GLI AVANZATI SISTEMI DI SICUREZZA – La nuova Volvo XC90, in particolare, è un concentrato di questi avanzati dispositivi, tra i quali spicca il sistema di frenata automatica agli incroci (novità assoluta di Volvo nel panorama della sicurezza delle flotte aziendali). A quest’ultimo, si aggiungono altri sofisticati sistemi introdotti negli ultimi anni dalla Casa svedese, tutti finalizzati ad evitare gli impatti contro veicoli, ciclisti o pedoni e in grado oggi di funzionare anche con il buio. Né vanno dimenticate soluzioni uniche nell’ambito dell’industria dell’auto, come ad esempio il Pedestrian Airbag – in caso di incidente l’airbag fuoriesce dalla zona inferiore del parabrezza per ridurre l’effetto di un eventuale impatto – introdotto sul recente modello V40. Tutti questi sistemi nascono nel Volvo Cars Safety Centre di Goteborg, una futuristica sede nella quale vengono riprodotti tutti i tipi di incidenti per testare ogni Volvo e studiare l’efficacia di qualsiasi innovazione.

OBIETTIVO: GUIDA AUTONOMA – Dall’altra parte, la Casa svedese, sempre in ottica di sicurezza, sta compiendo passi concreti verso l’obiettivo della guida autonoma. Un futuro più vicino di quanto si possa immaginare. A partire dal 2017, infatti, una flotta di 100 Volvo XC90 dotate di un elevato grado di guida autonoma inizierà a circolare sulle strade di Goteborg, nel traffico reale di tutti i giorni e nelle mani di altrettanti clienti “reali” (famiglie o pendolari) che utilizzeranno dunque le auto sulle strade pubbliche. Si tratta del primo progetto di guida autonoma su larga scala al mondo. Ancora una volta, dunque, in Scandinavia vogliono precorrere i tempi.

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