19 Novembre 2015

Ford: prove di guida autonoma a MCity

Ford spinge sulla guida autonoma. Il Costruttore americano è impegnato in una sperimentazione  condotta a MCity, un modello di città virtuale a grandezza naturale, sviluppato dall’Università del Michigan. Il prototipo utilizzato è dotato di sensori LiDAR e di tecnologie per la mappatura 3D dell’ambiente circostante.

ESPERIENZA ULTRA-DECENNALE

Il marchio dell’Ovale Blu è impegnato da tempo nella ricerca e nello sviluppo di auto a guida autonoma. Un interesse che si è tradotto nell’implementazione del relativo programma all’interno dello “Smart Mobility Plan”, una strategia che punta a modificare l’esperienza di mobilità di domani grazie al rapporto sempre più stretto tra l’industria automotive e le aziende che si occupano di connettività e di gestione dei c.d. “big data”. Raj Nair, Vicepresidente Sviluppo Prodotti Global di Ford, ha rilevato l’importanza della sperimentazione in corso: “Ci dà la possibilità di impostare condizioni di ogni genere, anche insolite, portando avanti la ricerca in contesto urbano con sicurezza. Siamo ancora più avanti in un percorso che migliorerà le vite di milioni di persone”.

UNA “VERA” CITTÀ

MCity di Ford copre un’estensione di 13 ettari e presenta strade che hanno da 1 a 4 corsie di marcia, opportunamente segnalate dalla segnaletica orizzontale e verticale. Non manca nulla: marciapiedi, semafori, corsie preferenziali, piste ciclabili, rotatorie, gallerie, rampe e arredi urbani.Con l’obiettivo di ricreare esattamente le situazioni che quotidianamente si prospettano agli automobilisti sono stati creati persino ostacoli temporanei come barriere e cantieri. “Eventi e caratteristiche che contraddistinguono percorsi di 10, 100 e persino 1000 chilometri sono condensati all’interno di un singolo chilometro percorso in MCity” ha precisato Ryan Eustice dell’Università del Michigan. Sono 25 le sperimentazioni portate avanti in tutto il mondo da Ford, che già oggi offre sui propri veicoli tecnologie semi-automatiche di assistenza al driver. La guida autonoma, dunque, non è poi una frontiera così lontana.

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