La Formula E arriva a Roma, ecco tutto quello che c’è da sapere

Sabato 14 aprile scatta l’ePrix di Roma di Formula E, che si disputa sulle strade del quartiere Eur. Si tratta di uno dei circuiti più lunghi della stagione (2.850 metri), che vede susseguirsi 21 curve. Si alternano tratti veloci e tornanti lenti e insidiosi (situazioni ideali per frenate al limite e manovre azzardate).

Formula E ePrix Roma 2018

L’ePix tricolore fornisce l’occasione per conoscere più da vicino queste monoposto, nate tutte uguali per la prima stagione (quella del 2014-2015) e poi progressivamente liberalizzate dal regolamento. Ogni campionato si svolge in un arco temporale di 6-7 mesi, a cavallo tra due anni solari.

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LA NASCITA DELLA FORMULA E

Ideatore e promoter della Formula E è l’imprenditore ed ex politico spagnolo Alejandro Agag, che ha voluto muovere i primi passi con prudenza, contenendo i costi per attrarre più squadre. Per la prima edizione, infatti, bastava un budget di 3-4 milioni di euro, un decimo di quello che spendono adesso i top team.

Formula E circuito cittadino Roma

Una scommessa vincente: si allarga sempre di più la cerchia di costruttori nel campionato di Formula E: dopo Audi (la Casa tedesca ha siglato una partnership con Enel), Jaguar, Ds, Renault e Mahindra, altri marchi sono già pronti a entrare. È il caso di Porsche, Mercedes, Bmw e Nissan (che subentrerà a Renault). Cresce, quindi, l’interesse verso la tecnologia green, che costituisce il futuro prossimo della mobilità stradale. Dalla pista alla strada, infatti, il passo è breve.

I PILOTI

Per quanto riguarda i piloti in pista ci sono molti ex della Formula 1: da Sébastien Buemi a Lucas Di Grassi, da Nick Heidfeld a Jean-Éric Vergne, da Jérôme d’Ambrosio a Nelson Piquet Jr. Il telaio (in fibra di carbonio e alluminio) è uguale per tutti ed è realizzato dalla Dallara, su specifiche della francese Spark Racing Technology.

Formula E gara

I piloti al volante delle monoposto di Formula E non hanno vita facile. Innanzitutto per le insidie dei circuiti cittadini dove si disputano le gare (irregolarità dell’asfalto, scarso grip, assenza di vie di fuga e vicinanza dei muretti). A complicare la situazione, si aggiunge la particolare tipologia degli pneumatici Michelin, derivati da coperture di tipo stradale e dotati di scolpitura (da utilizzare indifferentemente su asciutto e bagnato).

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COME SI SVOLGONO LE GARE DELLA FORMULA E

Gli sforzi dei progettisti si concentrano sulla ricerca di una maggiore efficienza delle vetture, attraverso l’adozione di powertrain (motore e cambio) differenti. Vietate le modifiche al telaio e all’aerodinamica (semplificata e standard), considerate costose e prive di ricadute sulle auto stradali.

Le monoposto di Formula E hanno una caratteristica peculiare: sono molto diverse tra qualifica e gara. Durante la caccia alla migliore posizione sulla griglia di partenza, la configurazione è finalizzata alla ricerca del maggior carico possibile, esaltando la prestazione sul giro secco (più aderenza, maggiore velocità di percorrenza in curva e nessuna preoccupazione di risparmio energetico).

Formula E Roma

In corsa, invece, la prospettiva si rovescia. L’obiettivo è minimizzare i consumi, visto che le batterie attuali offrono un’autonomia appena sufficiente a finire una delle due parti in cui si divide la gara (con pit-stop e cambio auto circa a metà).

L’attuale stagione di Formula E è iniziata a Hong Kong. In seguito si è corso in Marocco, a Santiago del Cile, Città del Messico e Punta del Este. Dopo Roma, sarà la volta di Parigi, Berlino, Zurigo e New York.

SVILUPPI

Guardando al domani, le vetture di Formula E di seconda generazione, che saranno protagoniste del campionato 100% elettrico a partire dalla stagione 2018/2019, avranno un aspetto capace di evocare scenari futuribili.

La novità più rilevante, però, è rappresentata dalla potenza del motore, che sale da 270 Cv a 337 Cv. Aumenterà pure la capacità delle batterie agli ioni di litio, che passerà da 28 kWh a 54 kWh (quasi il doppio). Ciò permetterà ai piloti di effettuare una gara intera senza cambiare monoposto a metà corsa.

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