Quale futuro per le auto diesel? Le opinioni dei Fleet Manager

Le auto diesel, in Italia, mantengono saldamente la leadership: gli ultimi dati sulle alimentazioni testimoniano che sono stabili ad una quota che si aggira attorno al 55% delle immatricolazioni. Eppure, i “venti di guerra” che si stanno scatenando a livello internazionale contro il gasolio stanno arrivando anche qui da noi.

immagine generica di rifornimento su auto con motore diesel

Mentre molti Paesi europei stanno mettendo al bando il diesel, numerosi Costruttori, considerando anche i limiti sempre più severi in termini di emissioni dei veicoli che verranno introdotti a partire dal 2021, hanno già attuato un deciso cambio di rotta, “spostando” la loro offerta verso motori benzina compatti, oppure, nella maggior parte dei casi, verso motori elettrici e motori ibridi. Uno scenario che impone una profonda riflessione al mondo delle quattro ruote.

La domanda di fondo è: cosa accadrà nei prossimi anni alle auto diesel all’interno dei parchi auto? Ecco cosa ci hanno risposto, a questo proposito, alcune grandi aziende. In generale, sono emerse tre correnti principali di pensiero.

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LE AUTO DIESEL NELLE FLOTTE AZIENDALI

Se a livello generale nel nostro Paese le auto diesel sono leader, il discorso vale ancora di più nel settore delle flotte aziendali: secondo le ultime statistiche elaborate da Dataforce, nel 2017 sono state immatricolate 75.522 vetture diesel alle società (contro le 16.735 a benzina) e 194.895 al canale del noleggio a lungo termine (contro 52.457 a benzina).

Ai numeri va aggiunto un altro dato di fatto importante: i valori residui dei veicoli a gasolio continuano a essere al top. Dunque, nel nostro Paese, senza alcun dubbio, le ricadute della già citata guerra scoppiata contro il diesel sono destinate ad essere più lente che altrove, anche se lo scenario futuro delle motorizzazioni potrebbe comunque riservare novità importanti.

PRIMO PUNTO DI VISTA: AUTO DIESEL, FINE DEL DOMINIO

Secondo una prima corrente di pensiero che abbiamo riscontrato, infatti, un cambio di rotta nelle flotte aziendali, con una crescita futura dei motori a benzina e ibridi a scapito delle auto diesel, è inevitabile. Specie nelle zone dove sono già visibili penalizzazioni del gasolio da parte delle amministrazioni comunali.

Ad esempio Renzo Brusaferro, Fleet Manager di Lavazza, la nota azienda produttrice di caffè con sede a Torino, sottolinea che il diesel è destinato ad essere “rimpiazzato da motori a benzina, o più probabilmente ibridi, anche in Italia, e questo accadrà nel giro di 5/10 anni. Qui a Torino abbiamo seri problemi in termini di respirabilità dell’aria, a causa della conformità del nostro territorio. E, spesso e volentieri, l’amministrazione comunale ha già optato per il blocco dei motori a gasolio, fino agli Euro 4 e talvolta anche agli Euro 5”.

SECONDO PUNTO DI VISTA: DIESEL PROTAGONISTA NEGLI LCV

Una seconda corrente di pensiero assume invece una posizione intermedia: il diesel rimarrà protagonista, ma in maniera diversa rispetto ad oggi. Con una distinzione importante tra auto e veicoli commerciali, compiuta da Mario Colombo, Fleet Manager di Rentokil Initial.

Veicoli commerciali

“Per quanto riguarda le autovetture, vedo favorevolmente la prospettiva di spostare l’attenzione sui motori a benzina, a patto che in futuro si verifichi un abbassamento dei consumi, delle emissioni e, in generale, dei costi legati a questi propulsori, mentre per quel che concerne i veicoli commerciali la parte preponderante continuerà a rimanere diesel: al momento non ci sono altre soluzioni concrete percorribili, anche perché gli LCV elettrici continuano a scontare le ben note problematiche in termini di infrastrutture e autonomia” spiega Colombo.

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TERZO PUNTO DI VISTA: AUTO DIESEL ANCORA AL CENTRO DELLA SCENA

Una terza corrente di pensiero molto diffusa, invece, specie nelle grandissime aziende, vede ancora il diesel come l’unica soluzione attualmente praticabile, per una ragione di costi e percorrenze. E anche in futuro cambierà ben poco. Secondo questi punti di vista,  i motori benzina e i motori ibridi, che oggi si adattano bene soprattutto all’utilizzo “di pool” o, in generale, per le basse percorrenze, potranno essere delle alternative.

Mi sembra prematuro affermare che ci sarà un calo del diesel in Italia – spiega ad esempio Matteo Viani, responsabile del parco auto di Parmalat e Galbani -: non vedo la possibilità di cambiamenti a breve termine”. Anche perché i valori residui e i TCO delle motorizzazioni a benzina, al momento e nel prossimo futuro, non saranno “ancora paragonabili a quelli dei diesel”.

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