Quale futuro per il diesel? L’opinione delle associazioni dell’automotive

Quale futuro aspetta i motori diesel? La domanda è di stretta attualità, considerata la vera e propria guerra scoppiata contro l’alimentazione a gasolio, sfociata nel bando di questi propulsori promosso in vari Paesi d’Europa.

motori diesel

L’abbiamo posta agli esponenti di alcune delle principali associazioni di categoria dell’automotive: Gianmarco Giorda, direttore generale di Anfia, Pietro Teofilatto, direttore di Aniasa, e Romano Valente, direttore generale di Unrae.

Li abbiamo incontrati nel corso dell’edizione primaverile di ForumAutoMotive, il serbatoio di idee e centrale di dibattiti sui temi della mobilità a motore, promosso dal giornalista Pierluigi Bonora, e andato in scena la scorsa settimana a Milano. Nell’ambito della tavola rotonda conclusiva dell’evento, infatti, dal titolo“Mobilità a motore tra sogno e realtà”, si è proprio parlato del futuro dei motori diesel e delle altre alimentazioni alternative, in primis elettrico e ibrido.

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FUTURO MOTORI DIESEL: UNA POSIZIONE UNANIME

Come abbiamo visto  anche nella nostra inchiesta sui valori residui delle auto a gasolio, i motori diesel, almeno qui in Italia, avranno ancora un futuro lungo e importante, come sottolineato anche durante il dibattito di ForumAutoMotive, anche se, senza dubbio, il domani della mobilità sarà all’insegna della condivisione e dell’elettrificazione. Con la frontiera della guida autonoma destinata ad avvicinarsi sempre di più.

Quel che è certo è che le nuove normative sulle emissioni, che entreranno in vigore a partire dal 2021, stanno spingendo le Case auto a variare sempre più la propria offerta, affiancando alle alimentazioni tradizionali quelle alternative.

L’OPINIONE DI ANFIA

“Anfia è per la neutralità tecnologica: noi riteniamo che non ci sarà un’unica tecnologia che si imporrà sulle altre, bensì ci sarà un mix di tecnologie, che continueranno a sopravvivere. Il diesel continuerà ad avere un ruolo importante, anche perchè è un grosso contributore in termini di riduzione di CO2, e al suo fianco ci sarà naturalmente il benzina” spiega Giorda.

Riguardo alle alimentazioni alternative, “il gas, in particolare il GPL, in Italia e in alcuni Paesi continuano a destare interesse, e anche l’ibrido e l’elettrico aumenteranno nei prossimi anni le loro quote di mercato”. Ovviamente, per le auto a zero emissioni, servono infrastrutture e “ad oggi, il grosso freno è rappresentato dal delta di prezzo che esiste ancora tra un’auto termica e un’auto elettrica”.

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L’OPINIONE DI ANIASA

Teofilatto, invece, analizza la situazione nel settore delle flotte a noleggio, che, come sappiamo, è in grande crescita. “I motori diesel sono ancora predominanti, dato che si attestano al 75% del totale, i motori benzina sono in forte aumento (siamo passati dal 15% all’incirca al 20%), mentre constatiamo una forte crescita dell’ibrido e una tenuta del GPL e metano. Ancora fermo, invece, è l’elettrico”.

Riguardo al futuro, il direttore di Aniasa sottolinea che anche eventuali provvedimenti restrittivi nei confronti del gasolio non saranno in grado di stravolgere la situazione, né tantomeno creare problemi al settore.

L’OPINIONE DI UNRAE

Secondo Valente, “il percorso della mobilità è ormai tracciato. Nel giro di 20-30 anni, diventerà totalmente elettrica, connessa, condivisa e autonoma. Questo meccanismo, però, non può attivarsi automaticamente, ma comporta una fase di transizione che stiamo vivendo adesso, e che va affrontata e gestita”.

Ci sono, in altre parole, provvedimenti “dall’alto” che andranno presi e, soprattutto, è cruciale il concetto della neutralità tecnologica. “Ognuno, nell’ambito della scelta della tecnologia che preferisce (che sia diesel, benzina, metano, GPL, ibrido elettrico, o idrogeno), deve essere in grado di allinearsi con lo sviluppo di una mobilità rispettosa dell’ambiente”.

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