Auto connessa: cosa serve veramente? Risponde il FM

Nella gestione delle flotte aziendali la tecnologia è un’alleata del saving e della sicurezza. Abbiamo interpellato quattro Fleet Manager di aziende di varie dimensioni per comprendere la valenza strategica della connettività in auto.

I PIU’ APPREZZATI – I servizi di cui chi si occupa di gestione di flotte aziendali avrebbe difficoltà a fare a meno sono il Bluetooth e il navigatore. “Abbiamo introdotto vetture con dispositivi che assistono il driver e ne prevengono i comportamenti dannosi – esordisce Gianfranco Martorelli, Fleet &Mobility Manager di Wind, società che ha un parco di ben 1500 veicoli -: ci sono ad esempio il modulo integrato Bluetooth, sistemi per la navigazione sempre più evoluti e aggiornati in tempo reale sulle condizioni del traffico e servizi telematici satellitari di emergenza”.

Tutte le nostre le vetture includono il navigatore, con i dispositivi annessi (lettore Mp3, Bluetooth, mappe europee) – gli fa eco Ricciardo Muradore, General Services manager di Beiersdorf Italia, azienda con una flotta di un centinaio di vetture -. Sulle nostre vetture ci sono anche strumenti di ultima generazione che consentono di leggere gli Sms senza staccare le mani dal volante e gli occhi dalla strada, dispositivi che riteniamo fondamentali per la sicurezza. Non a caso, in futuro, per quanto ci riguarda, gli sviluppi della tecnologia di bordo riguarderanno proprio l’incolumità dei driver: entro il 2015, inseriremo su tutti i veicoli del nostro parco l’Adaptive Cruise Control (ACC)”.

D’accordo sull’imprescindibilità della sicurezza sono anche aziende con parchi più piccoli, come testimonia Aldo Basanisi, responsabile Acquisti e Servizi Generali di ZF Italia, impresa con una flotta di circa 70 mezzi. “Su tutte le nostre vetture c’è il Bluetooth – sottolinea -: noi lo consideriamo indispensabile, e abbiamo notato con soddisfazione che ormai tutti i Costruttori lo offrono, almeno come optional”.

COSA MANCA – Quali sono le “lacune” ancora esistenti a bordo delle vetture? “Quello che manca nella dotazione di base offerta dai Costruttori è la possibilità di reperire in tempo reale i dati sui veicoli, provenienti dalle centraline – sostiene Simone Boeretto, responsabile del parco auto del Gruppo Eismann (900 veicoli) – Proprio per colmare tale necessità, noi abbiamo instaurato una partnership con Texa”. Alla base di tutto, c’è il bisogno di saving: la congiuntura che stiamo vivendo, secondo il manager di Eismann, infatti, “impone che l’evoluzione faccia rima sia con investimento che con redditività”. La frontiera della connettività ancora da esplorare, secondo Muradore, è invece la cosiddetta comunicazione V2V (da un’auto all’altra). “Sarebbe utile – afferma il Fleet Manager – se chi sta viaggiando potesse informare gli altri utenti alla guida sullo stato del traffico. Oggi, questo può già accadere attraverso strumenti Mobile a pagamento o gratis, ma auspichiamo che le Case inseriscano al più presto tali strumenti ‘social’ di serie, nel sistema multimediale”.

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