Facciamo il punto: “Il Rent-a-car non tornerà ai volumi del 2019 prima del 2024”

Il settore del noleggio a breve termine è stato fortemente penalizzato dal Covid e dalle restrizioni che i governi hanno dovuto imporre, come evidenziano i dati dei primi 9 mesi del 2020. Difficile che i volumi del 2019 possano venire ritrovati prima del 2024.

Nei primi 9 mesi del 2020, il fatturato del noleggio auto a breve termine è calato del 53%, il numero dei noleggi del 60%, i giorni di noleggio del 45%. Con Gianluca Testa, Vice Presidente di Aniasa, commentiamo gli ultimi dati sul Rent-a-car e proviamo a delineare le prospettive di un settore in forte difficoltà.

FACCIAMO IL PUNTO CON GIANLUCA TESTA

I NUMERI DEL RENT-A-CAR

Il settore del noleggio a breve termine è stato fortemente penalizzato dal Covid e dalle restrizioni che i governi hanno dovuto imporre. “Facendo parte della filiera del turismo e della mobilità siamo tra i settori più impattati”, sintetizza Gianluca Testa.ù

“Il secondo trimestre è andato ancora peggio perché è coinciso con i mesi di lockdown totale e nessuna azienda è strutturata per gestire cali di fatturato di oltre il 50%. È difficile tenere la barra dritta, finché la mobilità non verrà ripristinata permarrà una situazione di crisi”.

CAMBIA IL MIX DI NOLEGGIO

Già il primo lockdown ha evidenziato un cambiamento nel mix di noleggio. Di base si è azzerato il traffico aereo e, quindi, il noleggio in aeroporto. Ha retto meglio il noleggio a medio termine e il noleggio dei furgoni, grazie anche all’esplosione dell’e-commerce e del delivery. Questo spiega anche l’aumento, in proporzione, della lunghezza dei noleggi e il calo di costo per giorno di noleggio.

Anche la flotta media è scesa di circa del 50%: “Le aziende hanno dimostrato resilienza e capacità di adattamento”. Nella gestione dei costi, il più importante è la flotta. Il settore ha una certa facilità nel dismettere e vendere le vetture in rapporto alla domanda e questo ha permesso di adattare la flotta con l’andamento del fatturato.

IMPOSSIBILE PIANIFICARE IL BUSINESS

I due lockdown – quello della primavera 2020 e le quello con la suddivisione in Regioni gialle, arancioni e rosse di questo autunno – sono diversi in termini di libertà personali, ma dal punto di vista del business cambia poco. Non ci si sposta da una Regione all’altra e, nelle zone rosse, da un Comune all’altro. “La maggior parte delle aziende sono tornate in smart working e non pianificano viaggi di lavoro, così come non esiste turismo dall’estero”.

Impossibile pianificare il business in queste condizioni: “Dipendiamo dalle decisioni del governo, non solo dal nostro, con Dpcm che cambiano da un fine settimana all’altro. A seconda del colore delle Regioni, dobbiamo cercare di capire cosa fare con la flotta in Veneto, Lombardia, Lazio… Bisogna essere bravi ad adattarsi logisticamente a quello che succede. I nostri algoritmi non sono settati per gestire una situazione del genere”.

Quanto al futuro e alle prospettive per il 2021: “Vedremo cosa accadrà dopo il 10 gennaio ma è difficile che i volumi del 2019 possano venire ritrovati prima del 2024, conclude Testa.

LE 4 PROPOSTE DI ANIASA

Per fronteggiare questa grave situazione di crisi, Aniasa ha fatto 4 proposte al Governo (qui il testo completo):

  1. Credito di imposta per le vetture utilizzate come bene strumentale (come fatto con il superammortamento)
  2. Adeguamento a livello comunitario della detraibilità dell’IVA e della deducibilità dei costi per le auto aziendali.
  3. Agevolazioni acquisto veicolo usato euro 6 con emissioni non superiori a 110 g/km con rottamazione veicolo ante euro 4
  4. Riduzione dell’aliquota dell’IVA per i servizi connessi al turismo, tra cui il Rac
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