Gomme, punti di contatto vitali

Una grandissima fetta della sicurezza in auto la affidiamo ai pochi centimetri quadri di contatto tra pneumatici e asfalto. I vantaggi delle gomme invernali, perché preferirli e come prendersi cura delle proprie gomme

Uno virgola sei. È il dato al quale non dovremmo mai arrivare, là dove la legge si sostituisce al buonsenso che avrebbe dovuto suggerire altro, molto prima. Millimetri di spessore residuo sul battistrada, vitali nella sicurezza quotidiana al volante. È la ragione limite per la quale sostituire gli pneumatici.

Gomme Pirelli Scorpion invernali

Prima, intervengono altri campanelli d’allarme, che interessano la ridotta aderenza, la minore efficienza sul bagnato, gli spazi di frenata più lunghi, la ridotta trazione.

Lo pneumatico è l’unico punto di contatto tra l’auto e il terreno, è anche quello che consente di sfruttare appieno le caratteristiche tecniche e tecnologiche del veicolo.

Tutti i sistemi di sicurezza attiva operano sulla base dei livelli di aderenza registrati dai sensori, che leggono il grip sviluppata nei pochi centimetri quadrati di superficie del battistrada a contatto con l’asfalto.

ATTENZIONI BEN RIPOSTE

Una buona gomma, di qualità, fa la differenza nelle prestazioni basilari dell’auto, come è cruciale l’efficienza stessa dello pneumatico. Vuol dire impiegarlo alle corrette pressioni di gonfiaggio, verificarne i danni esteriori, attenzioni che dovrebbero essere essenziali nella guida di tutti i giorni.

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L’errore comune nel quale si incappa è di ritenere la gomma un semplice accessorio, indifferente per qualità e caratteristiche. I progressi tecnologici compiuti nello sviluppo degli pneumatici forse sono meno immediati da trasmettere e apprezzare di quanto in realtà non incidano nella realtà.

Realtà che dice sempre più spesso di gomme sviluppate appositamente per un modello, in collaborazione con le case automobilistiche, massimo punto di integrazione tecnologica gomma-auto.

Caratteristiche della gomma che incidono anche su altri fattori, basti pensare ai differenti livelli di rumorosità, alle formulazioni di mescole specifiche, in grado di lavorare al meglio in condizioni di aderenza e temperatura molto diversi, fino alla sperimentazione tecnologica della gomma connessa, fronte sul quale Pirelli ha introdotto, quale gomma di primo equipaggiamento, il sistema Cyber Car.

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La presenza di un sensore integrato nella struttura della gomma è in grado di fornire una miriade di dati alle centraline del veicolo, così da interfacciarsi al meglio con i sistemi di sicurezza attiva.

Pressione, carico statico verticale, usura, temperatura d’esercizio, “carta d’identità” del pneumatico, autolocalizzazione: tutti dati che traghettano la gomma verso una nuova frontiera tecnologica.

LO PNEUMATICO PARLA

Pneumatici che “parlano” al guidatore. Le variazioni nel comportamento dinamico dell’auto, in funzione dello stato di usura e di utilizzo della gomma, sono lampanti.

Sostituire gli pneumatici non diventa solo un obbligo legato alla sicurezza, bensì una necessità per ottenere la migliore tenuta in curva, la massima efficienza sul bagnato – diretta conseguenza di un battistrada che evacua al meglio l’acqua e riduce il rischio aquaplaning (il cuscinetto d’acqua che si crea tra asfalto e gomma, innescando l’effetto galleggiamento che porta al mancato controllo del veicolo) – fino al contenimento degli spazi di frenata.

GOMME EFFICIENTI, IL PERCHE’ IN CIFRE

Numeri, per raccontare il perché sia vitale dotarsi di gomme in perfetto stato e, quindi, sostituirle per tempo.

Quattro millimetri. È la profondità del battistrada in corrispondenza della quale l’efficienza complessiva della gomma si riduce sostanzialmente, specialmente sul bagnato.

Due anni. Anche l’età conta, poiché la composizione della mescola risente degli agenti atmosferici, delle temperature, che agiscono sulla composizione chimica della gomma. Andrebbe sostituita ogni 24 mesi per essere certi delle ottimali caratteristiche dei materiali che compongono la complessa struttura: dalla carcassa alla mescola del battistrada.

Pirelli gomme invernali

Cinquantasei metri. Immaginate di dover frenare sul bagnato, a una velocità di 150 km/h. Se con una gomma nuova, da 8 millimetri di spessore del battistrada, servono 100 metri, già a 5 millimetri di spessore lo spazio di frenata diventa di 106 metri. A 2,5 millimetri (valore ancora entro i parametri di legge), per fermarvi – con l’ausilio dell’ABS e una frenata a regola d’arte – avrete bisogno di 156 metri. Oltre il 50% in più. Un’enormità.

UNO SGUARDO RACCONTA L’AUTO

Il “dialogo” gomma-guidatore va oltre il percepito al volante. È un dialogo anche visivo, poiché il modo in cui lo pneumatico si usura rivela eventuali parametri non corretti sulla geometria delle sospensioni, che ne riducono drasticamente la vita utile.

Così come le pressioni di gonfiaggio: una gomma al di sotto del valore ideale percorre fino al 40% in meno del chilometraggio possibile, mentre una gomma troppo gonfia vale il 20% in meno di percorrenze utili. Oltre a incidere, entrambi i fattori, sulla sicurezza di marcia.

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L’errore più grande nel quale si può incappare è quello di ritenere che tutti i sistemi elettronici di assistenza alla guida dei quali è dotata l’auto siano in grado di sopperire anche a gomme in cattive condizioni, eccessivamente usurate.

Niente di più sbagliato, poiché vanno a intervenire su una dinamica di marcia che fa affidamento ai valori di aderenza garantiti dalle gomme e se la tenuta di strada è insufficiente, non esiste controllo elettronico in grado di compiere miracoli.

ESTIVE-INVERNALI RACCONTANO L’EFFICIENZA

La prova di quanto l’elettronica dei sistemi di sicurezza necessiti di gomme in perfetta efficienza la scopriamo indirettamente nelle condizioni di guida con basse temperature, già al di sotto dei 7° C.

Battistrada gomme invernali

Le prestazioni e l’aderenza garantiti dalle gomme invernali rispetto alle gomme estive spiega al meglio quanto il fattore gomma sia essenziale nella sicurezza di marcia e nella prestazione dell’intera auto. Avviene per caratteristiche di composizione chimica della gomma, nel caso della guida con basse temperature, poiché la mescola degli pneumatici estivi si irrigidisce, riduce la propria capacità di “mordere” l’asfalto, il che si trasforma in una drastica riduzione di aderenza.

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Gomma invernale, invece, che può sfruttare una mescola molto più morbida, che non subisce l’irrigidimento dettato dalle basse temperature e – grazie anche alla diversa tassellatura e disegno specifico del battistrada – assicura la presa migliore.

Una caratteristica che si lega alla presenza di tasselli più profondi e lamelle dal disegno specifico, per far presa sulla neve. E’ lo scenario “limite”, non certo l’unico nel quale si sperimentano i vantaggi di un pneumatico invernale. E’ la gomma ideale negli scenari in cui la temperatura ambientale è inferiore ai 7° C e non supera i 15° C.

Le lamelle speciali servono, su fondi innevati, a catturare una quantità maggiore di neve e migliorare la trazione, inoltre, sono un ausilio valido anche su porzioni di strada ghiacciata, sulla quale generano una sorta di effetto ventosa che migliora la presa, là dove una gomma estiva non potrebbe mai far presa.

Ed è bene chiarire come, indipendentemente dal tipo di trazione (anteriore, posteriore, fino anche integrale), così come la tipologia di veicolo, la gomma invernale sia essenziale in condizioni di basse temperature e fondi scivolosi per neve, ghiaccio o pioggia.

Pirelli Winter Sottozero invernale

L’offerta Pirelli ha nel Winter Sottozero Serie II™ il punto d’eccellenza nell’ampia offerta destinata, nel perfetto stile Perfect Fit, a tipologie d’auto differenti.

Esprime tutto il potenziale del disegno asimmetrico e delle tre zone ottimizzate per svolgere “compiti” specifici: dalla porzione interna progettata per la migliore estrazione dell’acqua (con una riduzione ulteriore del fenomeno aquaplaning di quanto non faccia già una gomma invernale), la parte centrale dedicata al comfort di marcia e la porzione esterna “specializzata” nel creare il grip massimo su fondi innevati, grazie alla maggiore spaziatura dei tasselli.

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QUESTIONE DI TEMPERATURA

Sostituire gli pneumatici in concomitanza con la stagione invernale, oltre agli obblighi previsti dalla legge, consente da un lato di estendere la vita utile delle gomme estive, dall’altro di assicurarsi il miglior rendimento della gomma in ogni situazione con temperature rigide.

Così come lo pneumatico invernale opera in modo ottimale a basse temperature (a 0° C, sul bagnato, offre una riduzione dello spazio di frenata pari al 15%) la gomma estiva è studiata per offrire il meglio in condizioni climatiche diverse.

Infografica perché invernali

Un altro, importantissimo, vantaggio del passaggio dalle gomme estive alle invernali è legato alla libertà di muoversi in qualsiasi condizione meteo.

Passare da un asfalto asciutto al fondo innevato senza doversi curare di montare le catene, con tutte le difficoltà che ciò comporta. Difficoltà che in molti casi si traducono in veri e propri limiti di montaggio (causato dal loro spessore) su auto sportive.

USURA, COME VERIFICARLA

Guidare con pneumatici eccessivamente usurati, danneggiati – vuoi per il contatto con un marciapiede o per un buca – condiziona il rendimento della gomma, fino a mettere a repentaglio la sicurezza di marcia.

Esiste un metodo rapido per verificare lo spessore ancora utile della gomma. I più attenti potranno cercare sulla spalla del pneumatico l’indicatore d’usura (un triangolo che punta verso il battistrada, con l’indicazione TWI), in corrispondenza del quale, sul battistrada, troverete dei segmenti di gomma all’interno dei tasselli, in senso trasversale alla direzione di marcia, in rilievo ma di altezza inferiore al battistrada nel suo insieme: tasselli che, una volta giunti al medesimo livello del battistrada, indicano il raggiungimento dello spessore di 1,6 millimetri, limite di legge.

Altra “tecnica” per una rapida verifica, riguarda l’utilizzo di una moneta da 1 euro, da posare all’interno della scanalatura del battistrada delle gomme estive: se il bordo esterno della moneta, poggiata all’interno del tassello, è visibile, allora lo spessore del punto in cui si è effettuata la misurazione è eccessivamente ridotto.

Misurazione possibile in più punti della gomma (esterno, centro, interno) così da avere risposte immediate anche sulla tipologia di consumo che sta registrando il pneumatico e intervenire prontamente.

COME TI ALLUNGO LA VITA DELLA GOMMA

È fondamentale sostituire le gomme prima che giungano al loro limite fisico di rendimento. La vita utile può estendersi tanto con gli accorgimenti anticipati, legati alle corrette pressioni di gonfiaggio, quanto con la rotazione degli pneumatici.

Effettuata ogni 10 mila chilometri sulle gomme estive, avendo cura di spostare sull’asse posteriore le ruote anteriori dello stesso lato (non vanno invertite!) si può ottenere un’uniformità d’usura delle quattro gomme migliore, a patto che non vi sia un consumo irregolare o danni visibili alla struttura o tagli al battistrada, nel qual caso è fondamentale sostituire subito le gomme.

Sostituzione da effettuarsi sempre perlomeno a coppie di gomme dello stesso asse.

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