22 Ottobre 2021

7 giorni di Green Pass sul lavoro: boom di certificati di malattia

Record di tamponi e boom di certificati di malattia: ecco come sta andando in Italia, a una settimana dall’introduzione dell’obbligo di Green Pass sul luogo di lavoro.

È passata una settimana da quando è stata introdotta l’obbligatorietà del Green Pass sul posto di lavoro, per dipendenti pubblici e privati e partita Iva. Le proteste a riguardo non sono mancate, ma non si è vissuta la tragedia che si prospettava.

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Di conseguenze, la nuova norma, ne ha avute tuttavia parecchie, dal boom dei tamponi, con interminabili code fuori dalle farmacie, al record di richiesta di certificazioni di malattia.

Approfondisci: Green Pass obbligatorio sui luoghi di lavoro, le nuove regole dal 15 ottobre

COSA È SUCCESSO DOPO L’OBBLIGO DEL GREEN PASS SUL LAVORO

Boom di tamponi

I green pass scaricati hanno superato quota 100 milioni, con un’accelerata proprio a ridosso dell’entrata in vigore dell’obbligo del Green Pass. Tra il 14 e il 16 ottobre sono stati scaricati 2,5 milioni di certificazioni, record venerdì (867.039).

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Di questi 2,5 milioni, infatti, ben 1,8 milioni sono stati attivati in seguito a un tampone. Le file in farmacia si fanno notare e alcuni farmacisti affermano di avere l’agenda piena fino a fine anno. Il commissario straordinario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo ha autorizzato le attività a effettuare test rapidi anche al di fuori dell’orario di chiusura. Tuttavia, la Cgia di Mestre stima che 2 milioni di lavoratori potrebbero essere costretti a rimanere a casa perché impossibilitati a effettuare il tampone.

Leggi anche: Green Pass, la guida pratica per le imprese di Assolombarda

Record di malattie

Venerdì 15 ottobre, primo giorno di obbligo di certificazione sul lavoro, l’Inps ha registrato un aumento del 18,3% di certificati di malattia tra i lavoratori pubblici, il +21,1% tra quelli privati. Per un totale di 17.340 “ammalati” in più rispetto al venerdì precedente. Lunedì 18 ottobre i certificati sono cresciuti del 14,6%, martedì 19 sono stati l’11,2% in più.

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Nonostante tutto, la Fimmg, Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, invita alla cautela, ricordando che “c’è stata una settimana di pioggia e freddo, un abbassamento delle temperature di dieci gradi e i primi casi di influenza”, i numeri degli ultimi giorni, dunque, non possono essere paragonati a quelli delle settimane precedenti, “quando eravamo ancora in estate”.

Aumentano i vaccini

Figliuolo ha fatto sapere che aumenta il numero delle prime dosi di vaccino. Il 15 ottobre, ad esempio, giorno di debutto del pass al lavoro, sono state somministrate 69mila dosi, oltre 10mila in più rispetto al venerdì precedente.

Scopri anche: Vaccino in azienda, come funziona?

Offerte di lavoro no Pass

Nel frattempo, su Telegram proliferano i gruppi virtuali dove si offre e si cerca lavoro tra chi non è in possesso ed è contrario al Green Pass. Queste mini agenzie di collocamento no Vax esistono in tutta Italia, con picchi che superano anche i 2mila iscritti per chat. Si cercano badanti “non inoculate” e colf referenziate, mentre c’è chi, già occupato, porta avanti la propria battaglia dichiarandosi persino disposto a lasciare il posto fisso.

NO AL GREEN PER SMART WORKER E UFFICI ALL’APERTO?

Attualmente, l’obbligo di Green Pass non è collegato alla tipologia di sede in cui si presta servizio. Anche le partite Iva sono soggette alla norma così come i lavoratori di aziende estere che devono accedere a sedi di imprese in Italia, compresi gli autotrasportatori. Ma le cose potrebbero cambiare.

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Il Movimento 5 Stelle ha presentato, in vista della conversione in legge del decreto sulla Certificazione Verde Covid-19, emendamenti che esentano dall’obbligatorietà del Green Pass i lavoratori che operano all’aperto e quelli che svolgono la propria attività da casa. Richiesta anche l’esenzione per chi dimostri, tramite test sierologico, di possedere un livello di anticorpi pari o superiore alla soglia stabilita dal ministero della Salute e l’abbassamento del costo dei tamponi rapidi a 5 euro.

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