La case history del Gruppo Lactalis: homemade policy

Il Gruppo Lactalis, che conta al suo interno marchi popolari come Parmalat e Galbani, ha puntato sull’insourcing della flotta, creando al suo interno una società di noleggio che gestisce a 360 gradi i veicoli delle aziende del gruppo.

Un’azienda che opera a livello internazionale e che, nel nostro Paese, gestisce “in casa” un parco di 2.900 veicoli attraverso una società di noleggio interna nata nel 2013: è il modello di business scelto dal Gruppo Lactalis, specializzato nella produzione e distribuzione di prodotti alimentari attraverso marchi popolari come Parmalat e Galbani, che, anche grazie a questa politica basata sull’insourcing, ha affrontato l’emergenza Covid-19 in prima linea. 

Gruppo Lacatalis furgone Galbani

“Durante questo periodo abbiamo continuato ad operare per garantire la disponibilità dei nostri prodotti sulle tavole di tutti gli italiani, mantenendo aperti tutti i nostri siti produttivi e continuando ad assicurare la logistica distributiva” spiega Matteo Viani, ex Fleet Manager di Parmalat e oggi direttore generale di BPA Italia, la società di noleggio interna al Gruppo.

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LA FLOTTA AZIENDALE DEL GRUPPO LACTALIS

“La nostra flotta conta circa 2.900 veicoli, suddivisi tra i circa 2.100 van commerciali, equipaggiati con cassa isotermica, e le circa 800 vetture assegnate a dirigenti, quadri e figure commerciali. Abbiamo inoltre circa 20 auto in pool, dislocate presso le nostre sedi sul territorio, a Milano e Collecchio (Parma) – racconta Viani – Le percorrenze medie annuali si aggirano intorno ai 30.000 km per i veicoli commerciali e circa 40.000 km per le vetture. Le motorizzazioni variano in un range compreso tra i 1.300 cc e i 2.000 cc, con netta prevalenza delle alimentazioni a gasolio”.

La scelta dell’insourcing risale ormai ad alcuni anni fa. “Nel 2013 abbiamo optato per una gestione completamente interna della nostra flotta, che si è tradotta nella creazione della nostra società di noleggio” prosegue Viani, che dal 2018 ne è il direttore generale. Gli accordi con i noleggiatori si sono conclusi in maniera naturale. “Siamo un team di 15 persone, che ogni giorno assicurano alla flotta del nostro gruppo la massima efficienza. Considerando che i nostri Van Selling si muovono sul territorio italiano 6 giorni su 7, è di assoluta importanza garantire la disponibilità e funzionalità dei veicoli che consegnano i nostri prodotti freschi”.

Gruppo Lactalis furgone Parmalat

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COME AVVIENE LA GESTIONE

BPA Italia gestisce la flotta a 360 gradi, dalla negoziazione con le Case automobilistiche, agli allestimenti, dalle pratiche amministrative alle procedure di manutenzione, authority compresa. “La scelta di puntare sull’insourcing è stata vivamente caldeggiata dal Gruppo e originata dal fatto di avere un gran numero di furgoni isotermici, che richiedono un know-how specifico: per questo abbiamo deciso di acquistare e gestire direttamente tutto il nostro parco veicoli” sottolinea ancora Viani.

Gruppo Lactalis furgone Vallelata

Dopo l’emergenza, le strategie di Lactalis in termini di car policy non cambieranno. “Al momento non credo ci possa essere un impatto severo sulle nostre scelte future: continueremo a fare tutto il necessario per garantire la satisfaction dei nostri driver, con uno sguardo particolare alle tematiche inerenti la sicurezza” spiega il direttore generale di BPA Italia. Su questo punto occorre sottolineare che la gestione interna consente di tarare i contratti e le percorrenze sulle esigenze dei singoli driver. Il parametro che viene preso in considerazione per stabilire la durata del noleggio è il chilometraggio del veicolo, il cui limite è stabilito a 175mila km.

Non cambieranno nemmeno i progetti green. “Già negli ultimi 2 anni abbiamo adottato strategie che vanno nella direzione di ridurre le emissioni di CO2: ad esempio non acquistiamo vetture che vanno oltre i 150 g/km e questo aspetto ha portato attualmente ad una media delle emissioni dei veicoli inseriti nella nostra car list di 111 g/km. La direzione intrapresa fin qui dalla nostra azienda non muterà di certo”.

(L’intervista completa è pubblicata sul numero di giugno di Fleet Magazine)

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