18 Settembre 2018

Bosch e la guida autonoma: perchè è importante il concetto di ridondanza?

Aumento della sicurezza e democratizzazione della mobilità: la guida autonoma, secondo Bosch, porterà considerevoli vantaggi al mondo dell’automotive. Il cammino, però, è ancora lungo.

Guida autonoma Bosch

Ci sono problematiche risapute e già molto dibattute, come le questioni normative e legali. E c’è un nodo molto importante, quello della cosiddetta “ridondanza”. A spiegarci tutto è Flavio Cobianchi, Sales vice president Division Chassis Control Bosch, che abbiamo incontrato durante il convegno “Guida autonoma, veicoli driverless e smart roads”, andato in scena nell’ambito di Citytech 2018 (leggi la cronaca della giornata), l’evento sulla mobilità sostenibile che si è svolto il 13-14 settembre a Milano.

LA GUIDA AUTONOMA SECONDO BOSCH

Cobianchi parte proprio dal concetto di ridondanza. “Quest’ultima rappresenta uno dei temi cruciali nel momento in cui si passerà dal livello 2 della guida autonoma al livello 3 della guida autonoma“. Se infatti nel livello 2 dell’autonomous driving la reponsabilità del driver sui comportamenti della vettura è perenne (chi guida, di fatto, viene aiutato dalla tecnologia ma non stacca mai le mani dal volante) e, quindi, è lui a determinare la ridondanza (ovvero il ripetersi di determinati e indispensabili comportamenti al volante), nel livello 3 “la ridondanza viene presa in carico dalla vettura stessa”.

Approfondisci: quali sono i diversi livelli dell’autonomous driving?

Un passaggio fondamentale, considerando che, con i prossimi sviluppi tecnologici, sarà l’auto a guida autonoma a prendere il sopravvento. Oggi, infatti, siamo al livello 2, ma il prossimo step è ormai dietro l’angolo.

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LE ALLEANZE CON LE CASE

Per sviluppare i progetti di guida autonoma, Bosch sta instaurando diverse partnership con le Case automobilistiche. “Per quanto riguarda il livello 2, abbiamo sviluppato l’Highway Assist con gli ingegneri di Maserati, ma stiamo lavorando anche sul livello 3 con tutti i Car Maker. Per il livello 4 e 5, infine, stiamo collaborando con Daimler per condurre le loro auto verso la guida autonoma vera e propria” spiega Cobianchi.

Un esempio è il sistema di parcheggio autonomo sviluppato proprio in collaborazione con la Casa tedesca. La strada, quindi, è ormai tracciata. E c’è anche una data. “Immaginiamo che intorno al 2025 potremo vedere su strada una vettura che guiderà in maniera totalmente autonoma nel traffico cittadino”.

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