Guida autonoma, 11 aziende si coalizzano: “Safety First For Automated Driving”

Fca, Bmw, Volkswagen sono alcune delle 11 aziende che hanno sottoscritto il “Safety First For Automated Driving”, libro bianco per la guida autonoma.

Undici aziende, dell’automotive ma anche della tecnologia e del trattamento dati, hanno sottoscritto un accordo per sviluppare la  guida autonoma nel mondo reale. Il libro bianco che hanno pubblicato si chiama“Safety First For Automated Driving” e delinea in modo chiaro come la sicurezza sia il nodo centrale per la futura self driving car.

I 12 COMANDAMENTI DELLA GUIDA AUTONOMA

Sono 12 i principi guida evidenziati da “Safety First for Automated Driving“. Al centro la sicurezza, concetto ripreso sotto più punti di vista, ma anche la responsabilità del driver (la coalizione si impegna affinché, se i componenti di sistema legati alla sicurezza smettono di funzionare, il veicolo possa far intervenire il conducente umano).

  1. Funzionamento sicuro, cioè studiare come regisce il sistema se componenti critiche diventano istabili o smettono di funzionare
  2. Operational Design Domain (ODD): definizione delle condizioni in cui il sistema è progettato per funzionare
  3.  Handover avviato dall’utente del veicolo: l’attivazione o disattivazione del sistema di guida autonoma richiede un consenso esplicito del driver (nell’ambito delle comunicazioni telematiche wireless, per handover si intende la procedura per la quale viene cambiato il canale usato dalla connessione di un terminale mobile alla rete wireless mantenendo attiva la comunicazione)
  4. Protezione del sistema di guida autonoma da minacce alla sicurezza
  5. Responsabilità dell’utente
  6. Handover avviato dal veicolo: se l’utente non risponde il sistema si attiva per minimizare il rischio
  7. Interdipendenza tra operatori di veicoli e sistemi di guida automatizzati (ADS)
  8. Valutazione della sicurezza
  9. Registrazione dei dati (nel rispetto delle leggi sulla privacy)
  10. Sicurezza passiva
  11. Comportamento nel traffico (rispetto delle norme stradali e della sicurezza degli altri utenti della strada)
  12. Safe layer: il sistema riconosce i suoi limiti e ridà il controllo al driver per minimizare il rischio

Guida autonoma BMW

In sintesi: sì alla guida autonoma, ma si auspicano meccanismi di attivazione e disattivazione della guida autonoma che richiedono l’intervento diretto del driver. Lo scopo è anche evitare minacce alla sicurezza e informare il guidatore sulle proprie responsabilità. Importante che i mezzi autonomi si comportino in modo prevedibile rispettando le norme stradali, senza intralciare i conducenti nelle vicinanze.

Leggi anche: Guida autonoma, i progetti in corso nel 2019

LE AZIENDE PARTECIPANTI

Le 11 aziende sono Aptiv, Audi, Baidu, BMW, Continental, Daimler, Fiat Chrysler Automobiles, Here, Infineon, Intel e Volkswagen. Assenti grandi player come Waymo, Cruise, Tesla e Nvidia, ma il libro bianco rimarrà aperto a chi vorrà aderirvi in seguito. Spazio, quindi, a nuovi arrivi, dato che “Safety First For Automated Driving” vuole essere un documento vivo e in continua crescita.

Self-Driving Coalition for Safer Streets

Waymo guida autonoma californiaVa detto che Ford, Lyft, Uber, Volvo e Waymo fanno già parte di un’altra coalizione, la Self-Driving Coalition for Safer Streets, lanciata nell’aprile del 2016 con l’obiettivo di lavorare con gli enti regolatori (chi fa le leggi e gestisce le strade pubbliche) per promuovere la mobilità autonoma anche da un punto di vista istituzionale e legislativo, importante tanto quanto l’ambito tecnologico.

IL MERCATO DELL’AUTO AUTONOMA

Queste coalizioni mostrano l’interesse crescento verso il mercato della self driving car da cui ci si aspettano entrate per 173,15 miliardi di dollari entro il 2023 (stima di HTF Market Intelligence). Per la società di marketing ABI, saranno 8 milioni le auto senza conducente su strada nel 2025. Gli analisti di Research and Market dicono che entro il 2030 negli Usa circoleranno ben 20 milioni di auto autonome.

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