8 Luglio 2012

I valori residui in diminuzione salvano i volumi

La domanda è tanto semplice, quanto importante: quale è l’attuale stato di salute del remarketingFleet Magazine ha cercato risposte concrete nella sua ormai tradizionale rubrica dedicata alle performance di questo comparto strategico (leggi anche l’altro nostro approfondimento su usato e valori residui).

L’USATO TIENE, I VR CALANO – Certamente, in questa fase di generale compressione della domanda è difficile vaticinare apprezzamenti di VR: nuova o usata che sia, l’auto si cerca solo a prezzo scontato e il suo processo di acquisto diventa più tormentato e frequentemente rimesso in discussione. Poi ci sono le percorrenze: più elevate che in passato. Una serie di fattori che condizionano le performance dell’attività di ricollocazione. “Da un lato il mercato tiene, in termini di volumi – spiega Basilio Velleca, direttore generale di IPM Italia e responsabile dello sviluppo europeo della società -. L’aggiunta di 25mila vetture rispetto alla fine del 2011 rappresenta in pratica il trimestre (sebbene si tratti di una proiezione basata sul 70% del campione – ndr), mentre sono assolutamente in discesa i VR. Il trend negativo vale per tutte le marche e i modelli. Per alcuni il calo arriva anche alla doppia cifra. È una tendenza che si era già manifestata nell’ultima parte del 2011 e che vediamo proseguire anche nel primo trimestre 2012. La diminuzione del prezzo medio di vendita è leggera, possiamo dire che in generale tiene, così come la media dei danni e la media dei giorni in stock. Questo conferma che le macchine si vendono comunque, con lo stesso ritmo. Ritmo che è stato preservato abbassando i prezzi”.

LA STRATEGIA DEL NOLEGGIO – Per IPM le regole del gioco sono chiare: i noleggiatori privilegiano la liquidità e sopperiscono alla carenza di mercato abbassando i prezzi. Operando in questo modo sono comunque stati in grado di sostenere la domanda. “Per quanto riguarda la distribuzione per canali di vendita – prosegue Velleca – ancora una volta la difficoltà di rivendere ai privati e agli utilizzatori, attività che cala leggermente, viene compensata dal maggior ricorso ai commercianti che, sensibili al prezzo, assorbono i volumi di remarketing richiesti dai noleggiatori. La tendenza che si stava esprimendo l’anno scorso a incrementare le vendite ai privati oggi rallenta perché la necessità di smobilitare gli stock con maggiore urgenza conduce inevitabilmente all’utilizzo del canale commercianti. Stessa cosa per l’estero: si rivela chiaramente la tendenza a vendere di più oltre confine rispetto al 2011. Tra l’altro il maggior ricorso a questo canale comporta un abbassamento dei prezzi. È vero che il business è interessante (soprattutto perché i Paesi esteuropei accettano di ritirare vetture con più km, che oggi sono certamente più di un tempo per via dell’allungamento medio dei contratti di Nlt), ma naturalmente occorre accettare un minor realizzo”.

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