Idrogeno: la nuova frontiera in Italia

Verso la mobilità a zero emissioni non solo con l’elettrico a batteria ma sfruttando i vantaggi delle fuel cell a idrogeno. L’impegno parte dallo sviluppo della rete di rifornimento

È una gara a tappe, ancora senza fuggitivi con un vantaggio irrecuperabile. La via verso la mobilità elettrica a idrogeno passa dall’evoluzione tecnologica del prodotto, modelli pionieri come Toyota Mirai, giunta a un nuovo passaggio generazionale, che svilupperà caratteristiche della fuel cell e non solo. Più autonomia di marcia, più idrogeno stoccabile a bordo, nel serbatoio a 700 bar di pressione. Un numero da appuntare, che riprenderemo a breve.

Idrogeno fuel cell Toyota-1

La diffusione di soluzioni complementari alla mobilità elettrica a batterie passa, però, anche e soprattutto dalla realizzazione di un’infrastruttura di rifornimento capillare. Ed è il terreno sulla quale si sviluppa la “corsa”.

OLIMPIADI A IDROGENO

Con la realtà del Giappone del tutto a sé (91 stazioni operative, altre 80 in arrivo nei prossimi 4 anni) e le Olimpiadi del 2020 che porteranno in scena la mobilità a idrogeno, in Europa sono i Paesi Scandinavi e l’Olanda a programmare sostanziali agevolazioni all’utilizzo di auto a idrogeno. Piani di diffusione delle stazioni di rifornimento sono stati approntati in Germania, con 75 stazioni e 400 da realizzare entro il 2023. In Francia si arriverà a 100 entro il 2023.

NORMATIVA, ITALIA COME IL RESTO D’EUROPA

Stazione di rifornimento idrogeno

E l’Italia? L’unico punto di rifornimento operativo e accessibile al pubblico è in Alto Adige, idrogeno per rifornire gli autobus e i veicoli a noleggio, una stazione all’avanguardia che si inserisce nel programma HyFive2, un corridoio che metta in comunicazione Stoccarda, Monaco, Innsbruck, Bolzano e, in futuro, sviluppare la rete verso sud, Appennini per arrivare fino a Roma e oltre.

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Italia finalmente al passo, dal 2018, con la normativa sulle caratteristiche delle stazioni di rifornimento di idrogeno, visto l’adeguamento ai valori di pressione europei, il rifornimento a 700 bar. Un primo passo, al quale dare seguito con lo sviluppo di una rete che, con 25 punti di rifornimento sul territorio nazionale, consentirebbe la copertura sulle lunghe distanze.

ENERGIA DAL RIFORNIMENTO RAPIDO

Idrogeno fuel cell Toyota-2

Le auto fuel cell a idrogeno come Toyota Mirai hanno dalla loro l’autonomia di marcia di 500 km – con la nuova generazione della berlina nipponica a incrementare il dato del 30% – e l’estrema rapidità di rifornimento: in 5 minuti si fa il pieno e si è pronti a ripartire, senza lunghe attese alle colonnine ultraveloci di ricarica di un elettrico a batterie (i pochissimi modelli oggi compatibili con gli standard oltre i 250 kW). È la carta vincente dell’auto a idrogeno.

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I PROGETTI CONGIUNTI ENI-TOYOTA

Prodotto e infrastruttura camminano affiancati e, i progetti avviati da Eni e Toyota, ne sono la testimonianza. A San Donato Milanese, centro direzionale Eni, aprirà la prima stazione di rifornimento a idrogeno dell’azienda energetica, in grado di produrre l’idrogeno direttamente sul posto, per elettrolisi dall’acqua e con l’impiego di energie rinnovabili. Toyota fornirà una flotta di 10 Mirai, in quella che sarà una stazione “multi-carburante”, vista la possibilità di fare rifornimento di idrogeno, di elettricità, di biometano.

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Al progetto di San Donato Milanese segue quello avviato nel Comune di Venezia dove verrà condotto uno studio di fattibilità sull’installazione di una linea di rifornimento di idrogeno in una stazione di servizio Eni già operativa.

Il piano prevede l’individuazione entro fine dicembre e, da parte di Toyota, la fornitura di una flotta di 10 Mirai. La promozione della mobilità sostenibile passa dallo sviluppo della tecnologia a idrogeno accanto all’offerta dell’elettrico a batteria, senza tralasciare il potenziale presente nell’offerta a metano, in un percorso di de-carbonizzazione.

PRODURRE IDROGENO DALLE RINNOVABILI

idrogeno da eolico

Una più ampia visione sullo sviluppo dell’idrogeno guarda al vettore energetico come una “cassaforte” dell’energia, prodotto dal fotovoltaico e l’eolico dove, quando in eccesso rispetto alle esigenze energetiche, solare ed eolico alimentano il processo di elettrolisi che genera idrogeno, indirettamente con una trasformazione dell’energia da utilizzare successivamente nei sistemi a fuel cell.

OBIETTIVO ZERO CO2 AL 2050

E sul fronte della quantità di idrogeno immagazzinabile nel serbatoio, nuova Toyota Mirai – sviluppata su architettura TNGA – incrementa il volume utile rispetto ai 122,4 litri dell’attuale generazione, è anche grazie a tale aumento che diventa possibile l’estensione dell’autonomia di marcia con un “pieno di idrogeno”, dai 500 km a un incremento del 30%.

La corsa verso il futuro di Toyota, un 2050 con la produzione totalmente a zero emissioni di Co2, passa da tappe intermedie.

La mobilità a idrogeno, in Italia, si stima (previsioni da uno studio del Comitato di indirizzo strategico di mobilità a idrogeno M2HIT) che, al 2025, potrà contare su un parco di 27 mila veicoli – auto e autobus – circolanti e, al 2050, registrare 5.000 stazioni di rifornimento sul territorio.

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