21 Settembre 2012

Il noleggio rallenta, ma spera nella riforma del fisco

Ormai conviviamo con una crisi snervante, resa più dura da una stretta fiscale che, non supportata da reali politiche di rilancio, rischia di deprimere le capacità di ripresa dell’economia. Le aziende e le famiglie stringono la cinghia e gli indici di fiducia dei consumatori procedono a corrente alternata, tra segnali di ripresa e di stallo. Il mercato dell’auto, in Italia, continua a scendere. A differenza del biennio 2010-2011, però, non trova sostegno da parte delle flotte aziendali. Dopo un 2011 contrassegnato da indici positivi, si sono fatti via via più nitidi anche in questo comparto i segnali negativi apparsi nel primi mesi del 2012. Si sta infatti verificando un certo rallentamento del business, nonostante le flotte, in un mercato automobilistico in difficoltà, siano diventate ancora più importanti, arrivando a rappresentare quasi il 37% delle immatricolazioni.

LA STRETTA FISCALE – Oggi un auto su tre è infatti comprata da società o partite Iva, per fini di lavoro. Di questo il Governo, sempre alla ricerca di maggiori entrate e sempre lento a ridurre le spese delle P.A., si è accorto da ultimo con il disegno di legge sulla stabilità, da approvare entro fine anno. Ma non per riconoscerne l’utilità per l’economia e incentivarne l’uso, riducendo parte del nostro ritardo di competitività sulla media UE, bensì per diminuirne la deducibilità, peraltro già ridotta a giugno con la riforma Fornero. Oltre a tutte le associazioni dell’automotive, anche Confindustria, a cui Aniasa ha evidenziato l’astrusità della normativa, ha espresso un duro commento, chiedendo a Monti e Grilli di riconsiderare il peso tributario sull’auto aziendale.

UN SETTORE CHE FRENA – È in questo contesto che anche il noleggio risente delle preoccupazioni e delle incertezze dell’economia. Le avvisaglie di rallentamento intraviste nel primo trimestre sono diventate reali alla fine del terzo e per la prima volta compaiono segnali negativi sul fatturato complessivo, che registra un -5%. Vari sono i motivi, riconducibili essenzialmente al minor numero di veicoli venduti al termine della locazione a lungo termine (che scontano anche la generalizzata riduzione del valore medio dei veicoli usati) e agli effetti del downgrading della gamma richiesto da una clientela votata al maggiore risparmio. Anche se le immatricolazioni presentano dati negativi (-18%, si tratta di ben 42mila veicoli nuovi in meno nel raffronto 2012/2011), la flotta complessiva del noleggio mantiene invece le sue posizioni, con un -0,9% definibile come “di stabile assestamento”. Che cosa sta succedendo? Come in tutte le famiglie, nelle situazioni incerte le decisioni sono spesso rinviate, rimandando a momenti più chiari gli investimenti e cercando di utilizzare per più tempo beni durevoli come sono, nel nostro caso, le auto o i furgoni. E, contemporaneamente, si individuano nuove modalità di uso e consumo. Nello specifico del noleggio, si sta quindi verificando una maggior permanenza in flotta dei veicoli, che sono nei servizi a breve termine oggetto di un maggior tasso di utilizzo nonché più focalizzati nel periodo estivo, e nei servizi a lungo termine di un allungamento dei contratti di circa 6-12 mesi, rinviando il rinnovo a quando la situazione economica sarà migliorata. Gli operatori del noleggio sono poi impegnati a innovare i servizi, personalizzandoli al massimo e perseguendo nuovi target, Pmi e professionisti in primo luogo, evidenziando gli aspetti della sostenibilità ambientale che non comportino aggravi di costo.

IL 2013 – Tutto il settore del noleggio è oggi impegnato da una parte a mantenere gli elevati standard manutentivi della flotta e, dall’altra, a pianificare nuove strategie e lanciare nuovi prodotti, indirizzati a raccogliere nuove fasce di clientela che, proprio a causa della crisi, sono interessate ai vantaggi economici e finanziari insiti nel noleggio. Il settore insomma tiene duro, cerca di superare la crisi dei consumi, mantiene in flotta i veicoli per più tempo. E proprio nella fase di incertezza persegue nuove politiche di customer experience, mirando ad affiancarsi, oltre che ai Fleet Manager, anche ai driver. Guardando al prossimo anno, per il primo semestre  non sono attese novità di rilievo e probabilmente i volumi di immatricolazioni e di fatturato si manterranno analoghi al 2012. Le motorizzazioni ibride (in particolare gasolio ed elettrico) di vari nuovi modelli commercializzati, già da gennaio potrebbero essere una novità trainante per il mercato delle flotte. Intanto le imprese del settore e la clientela aziendale sperano, in modo particolare, in un riallineamento alla fiscalità media europea. La discussione del disegno di legge delega per la riforma fiscale è nell’agenda del Parlamento e l’intero settore dell’automotive, Aniasa compresa, ha sottolineato come questa sia l’occasione per riequilibrare e semplificare la fiscalità sull’auto aziendale. Ecco, questo è davvero il miglior regalo che il Governo in carica può lasciare sotto l’albero: trovare il tempo per approvare e attuare la riforma del fisco.

Pietro Teofilatto (direttore di Aniasa)

(L’articolo completo, comprensivo di dati e tabelle, è disponibile sul numero di dicembre di Fleet Magazine)

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