Pedoni, ciclisti e motociclisti: sono loro il 70% delle vittime di incidenti stradali nelle città europee

Pedoni, ciclisti e motociclisti sono le categorie più vulnerabili in caso di incidenti stradali. La Romania è il Paese che registra il più alto tasso di mortalità sulle strade urbane (105 vittime ogni milione di abitanti). Il Paese più virtuoso, invece, è la Svezia. Cosa fare per migliorare la sicurezza: lo studio dell’ETSC.

Secondo gli ultimi dati emersi dallo studio dell’ETSC (European Transport Safety Council), le morti sulle strade urbane, a seguito di incidenti stradali, sono diminuite di circa la metà rispetto ai decessi registrati sulle strade extraurbane.

incidenti stradali 2019

Le categorie più vulnerabili sono pedoni (39%), ciclisti (12%) e motociclisti (19%): insieme, costituiscono il 70% delle persone uccise o gravemente ferite in città.

La Romania è il Paese che registra il più alto tasso di mortalità sulle strade urbane (105 vittime ogni milione di abitanti), un dato quattro volte superiore rispetto alla media Ue.

I Paesi più virtuosi, invece, sono: Svezia (9 morti per milione di abitanti), Gran Bretagna (11), Olanda (13), Irlanda e Spagna (con 14 morti per milione di abitanti).

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SICUREZZA, LA SITUAZIONE IN ITALIA

Il 28% dei morti nelle aree urbane in Italia è costituito da motociclisti (4% alla guida di motorini).

Incidenti stradali moto

Nonostante la mobilità attiva sia in aumento nei centri urbani, ben l’85% dei viaggi in città nel 2017 è effettuato con veicoli privati (gli spostamenti con veicoli motorizzati a due ruote rappresentano il 9% nelle grandi città e il 4% in quelle di medie dimensioni).

Circa il 70% dei motocicli registrati in Italia ha più di 10 anni e non dispone di sistemi di sicurezza come l’ABS, molto efficace nel ridurre alcuni tipi di incidenti. 

La mancanza di manutenzione stradale, in particolare la presenza di buche e tombini, costituisce un importante fattore di rischio.

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Inoltre, chi va in moto tende a sottovalutare l’importanza delle attrezzature di protezione. Senza dimenticare l’abitudine di attraversare le linee continue, zigzagare in mezzo al traffico, passare con il semaforo giallo e addirittura utilizzare lo smartphone.

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COSA FARE PER MIGLIORARE LA SICUREZZA STRADALE

Lo studio dell’ETSC contiene varie raccomandazioni per le Autorità europee, nazionali e locali, tra le quali:

  • estendere anche a ciclisti e pedoni le nozioni di educazione stradale e la consapevolezza dei rischi che si corrono sulla strada;
  • promuovere la ‘tolleranza zero’ nell’uso di droghe e alcolici per tutti gli utenti della strada, compresi i ciclisti;
  • incoraggiare i ciclisti ad indossare il casco ed a utilizzare una adeguata illuminazione di notte;
  • limitare la circolazione dei veicoli commerciali pesanti nelle aree urbane in determinati orari e riservare loro percorsi dedicati;
  • inserire nei bandi degli appalti pubblici per i servizi urbani, tra i requisiti necessari, l’Emergency Braking con rilevamento di pedoni e ciclisti;
  • migliorare la sicurezza delle infrastrutture, soprattutto agli incroci degli svincoli pericolosi.

Incidenti stradali pedoni

“Fino a quando le persone non si sentiranno sicure di camminare ed usare la bicicletta, molte di loro non saranno incoraggiate ad usare forme di trasporto più sostenibili. Nei prossimi 10 anni vorremmo che l’Unione Europea e tutti i Paesi europei investissero maggiori risorse nei trasporti urbani, in particolare: per la sicurezza degli utenti più vulnerabili, in infrastrutture più sicure, in adeguati limiti di velocità. Lo scopo è contribuire a ridurre il fenomeno della distrazione al volante e della guida in stato di ebbrezza“.
Dovilè Adminaité-Fodor, autore dello studio dell’ETSC.

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