26 Ottobre 2018

Incidenti stradali: dimezzati i morti dal 2001, ma la mortalità supera la media Ue

Dal 2001 a oggi il numero di morti in incidenti stradali è calato del 52,4%, ma il tasso di mortalità resta alto, con 55,8 morti ogni milione di abitanti, a fronte di una media di 49,4 nell’Unione europea.

Incidenti stradali: il numero di vittime della strada, dal 2001 ad oggi, è calato del 52,4% (da 7.096 a 3.378). Il tasso di mortalità, però, resta alto: 55,8 morti ogni milione di abitanti, a fronte di una media di 49,4 nell’Unione europea (ben lontani anche dal dato del Paese più virtuoso, la Svezia, che registra un indice pari a 25).

statistiche incidenti stradali

È quanto emerge dal rapporto dell’associazione Fraternità della strada, in base agli ultimi dati Istat (relativi al 2017). 

LE STATISTICHE SUGLI INCIDENTI STRADALI

L’anno scorso sono stati registrati 174.933 indicenti (-0,5% rispetto al 2016, mentre nel 2001 erano addirittura 263.100). Scende anche il numero dei feriti: 246.750 nel 2017 (-1% in confronto all’anno precedente; erano 373.286 nel 2001). Aumentano, invece, i morti: 3.378 nel 2017 (+3,1%),3.277 nel 2016 (da segnalare che nel 2011 erano 7.096). Resta invariato l’indice di mortalità rispetto al numero di sinistri (1,9). 

“Anche se la velocità è pur sempre ai primi posti tra le cause di incidente, in testa a questa sconsolante classifica è balzato il fattore distrazione, soprattutto l’uso di smartphone e cellulari, senza contare i sottovalutati effetti di alcolici e sostanze psicotrope”, si legge in una nota dell’associazione.

Nel quadro generale degli infortunati (morti + feriti), il 63,8% risulta attribuibile al comparto delle autovetture, con un calo del 2,6% rispetto al 2016. 

Per quanto riguarda i 21.725 pedoni infortunati nel 2017, 600 sono le vittime e 21.125 i feriti. Gli anziani sono i più a rischio (8.328 casi dai 60 agli 84 anni). 

Approfondisci: il rapporto Aci-Istat sugli incidenti stradali

LE TIPOLOGIE DI STRADE COINVOLTE

Il 74,6% degli incidenti stradali del 2017 è avvenuto nelle strade urbane (con una diminuzione dello 0,5% rispetto al 2016), il 5,4 in autostrada (scopri qui come funziona il nuovo Tutor) e il 20% sulle strade extraurbane. Proprio in queste ultime due tipologie di arterie, c’è l’indice di mortalità più elevato (rispettivamente 3,15% e 4,6%), a cui si aggiunge il maggior incremento di decessi (+0,8 e +4,5%).

“Data, ovviamente, la maggiore concentrazione di veicoli, sulle strade urbane si riscontra la maggioranza degli incidenti stradali (74,6%), con una quasi pari quota di feriti (70,8), ma assai meno di morti (43,4%), per effetto di impatti meno violenti, dovuti alle minori velocità medie. La variazione più negativa in fatto di vittime si riscontra sulle “altre strade”, con un aumento del 4,5%. Sulle statali, provinciali ed extraurbane si conferma e, anzi, lievita ulteriormente l’indice di mortalità (4,60), ma tale indice permane alto anche lungo autostrade e raccordi (3,15), dove la maggiore velocità media aumenta gli effetti delle collisioni, senza contare le concause, al la cui base sta pur sempre il comportamento umano”.

LA CALABRIA È LA REGIONE PIÙ VIRTUOSA 

Analizzando i dati regionali nel dettaglio, l’associazione Fraternità della strada ha rielaborato i numeri dell’Istat, introducendo un inedito parametro della numerosità dei sinistri e degli infortunati (vittime+feriti) ogni 1.000 persone. 

incidenti stradali dati

Così, emerge che la Calabria, nel 2017, è stata la regione più virtuosa con 1,49 sinistri e 2,54 infortunati ogni 1.000 abitanti. Dati ben lontani da quelli della Liguria, dove i numeri salgono a 5,57 incidenti e 7,17 ogni 1.000 abitanti. “La Liguria, anche per la sua particolare rete stradale e l’elevato contesto turistico, appare come la regione con i più alti indici di sinistrosità e di infortuni in incidenti”, spiegano dall’associazione.

Leggi anche: adesso i rilievi degli incidenti stradali si fanno con il drone

I GIORNI E I MESI DA CERCHIARE IN ROSSO

Analizzando le rilevazioni degli incidenti stradali nel corso della settimana, quelli registrati nei weekend del 2017 (23.518 il sabato e 19.253 la domenica) sono inferiori al dato dei giorni feriali (da un minimo di 25.961 del martedì a 27.057 del venerdì), ma più letali: i decessi sono stati rispettivamente 533 e 554, seguiti da dai 494 del lunedì.

“Il sabato e soprattutto la domenica gli incidenti stradali diminuiscono sensibilmente; di contro, aumentano le vittime. Tale paradosso è evidentemente attribuibile a un allentamento dei freni inibitori, all’autoconcessione di trasgressioni ed esibizionismi, specie se assieme a compagni compiacenti”.

Valutazioni simili anche in riferimento ai dati mensili. Giugno, luglio e agosto sono i mesi in cui si registra la media giornaliera più alta di vittime.

“Se si osserva l’indice di mortalità, agosto rimane il mese più funesto (2,3), a conferma di quanto analizzato nei weekend: diminuzione della sinistrosità, ma aumento degli incidenti più tragici. Restano infine purtroppo elevate, anche nel 2017, le medie giornaliere delle vittime (9,3) e dei feriti (676) in incidenti”.

Per quanto riguarda gli indicenti, al primo posto c’è il mese di giugno, con 16.888 sinistri e una media giornaliera di 563.

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia