16 Aprile 2014

Bollo, mancati introiti fiscali per 850 milioni di euro

Un’indagine condotta da ACI e Quattroruote testimonia che il “buco” nelle entrate fiscali legato alla tassa di possesso, più conosciuta come bollo, ammonta a 850 milioni di euro. Una cifra imponente, che emerge dai conti: a fronte di 34,4 milioni di veicoli soggetti alla tassa, infatti, il gettito stimato è di 6,45 miliardi di euro, ma quello effettivamente riscosso dalle Regioni si ferma a 5,6 miliardi.

La fiscalità è un punto cruciale all’interno della crisi del settore automotive. Per questo, Quattroruote e ACI chiedono “un’azione più determinata da parte degli enti preposti ai controlli al fine di stanare gli evasori che indenni continuano a passare i controlli e che, comunque, non rischiano molto, vista l’esiguità delle sanzioni previste per chi almeno paga dopo la scadenza”. Solo l’Emilia Romagna ha reso noti introiti, nel 2013, per 473,4 milioni di euro e richieste di pagamento, tra avvisi “bonari” e cartelle di Equitalia, per 41 milioni di euro mai pagati. In Campania, invece, rivela ACI, stime attendibili parlano di circa mezzo milione di evasori totali della tassa.

Malgrado le pensanti ripercussioni sui loro bilanci, raramente le Regioni applicano la facoltà di chiedere la cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del PRA – e quindi il ritiro di targa e carta di circolazione – come previsto dall’art 96 del Codice della Strada dopo almeno 3 anni di mancato pagamento. Secondo le stime dell’ACI, sarebbero ancora un milione i veicoli abbandonati o finiti all’estero senza che la loro posizione venisse regolarizzata. La loro radiazione permetterebbe alle Regioni il risparmio delle spese relative ai tentativi di recupero di crediti di fatto inesigibili, stimate in circa 25 milioni di euro l’anno.

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