4 Novembre 2019

Tra investimenti e possibili sanzioni, ecco le sfide future dell’industria automotive

Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, traccia un quadro preciso dell’attuale situazione dell’industria automotive. Tra la crescita della domanda di nuova mobilità e possibili multe pesanti per il mancato rispetto delle stringenti normative europee, la sfida futura sarà quella di massimizzare gli ingenti investimenti che si stanno già effettuando.

L’industria automotive è a un bivio: la concezione di mercato che conoscevamo fino a qualche anno fa, ormai, non ha più ragion d’essere. La domanda di mobilità è completamente cambiata e i Costruttori devono gioco forza adeguarsi a questa evoluzione. E anche la politica, che ha trascurato a lungo il mondo delle quattro ruote (anzi, nella maggior parte dei casi e specie qui in Italia, lo ha ostacolato, come ha dimostrato anche la recente bozza della Manovra 2020) dovrà svolgere il suo ruolo al fianco dei Car Maker.

In gioco, c’è una posta molto rilevante. Ne è convinto Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, che abbiamo incontrato nel corso della tappa autunnale di ForumAutoMotive, incentrata sulla sicurezza, ma anche sulle sfide future del mondo auto.

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L’INDUSTRIA AUTOMOTIVE A CONFRONTO

Cardinali ha partecipato, in qualità di direttore generale di Unrae, alla tavola rotonda di lunedì scorso promossa da ForumAutoMotive per approfondire cosa ci attende nei prossimi anni, in particolare la crescita della nuova mobilità e lo spauracchio delle sanzioni per il mancato rispetto delle normative europee sulle emissioni.

ForumAutomotive profitti industria auto

“E’ stato importante confrontarsi tra attori diversi della filiera – spiega Cardinali – una ventina di persone in rappresentanza di tutte le variegate sfaccettature dell’industria automotive. Il tema dei profitti futuri, in particolare, è emerso perché parlando dei trend e commentando lo studio di AlixPartners, non abbiamo potuto non considerare il tema degli investimenti multimiliardari che le Case stanno effettuando sull’elettrificazione e sulla guida connessa e autonoma”.

SANZIONI ALL’ORIZZONTE

Lo studio di AlixPartners ha sottolineato che da un lato le Case stanno effettuando cospicui investimenti (275 miliardi di dollari) sull’auto elettrica, sull’elettrificazione e sulla guida autonoma e dall’altro rischiano sanzioni pesanti in caso di mancato rispetto delle normative europee sulle emissioni, che scatteranno a partire dal prossimo anno (la media delle gamme dei vari Costrutturi, come sappiamo, non dovrà sforare i 95 g/km, pena multe di dimensioni elevatissime).

In questo contesto, abbassare la CO2 in un periodo così limitato e con un mercato dell’elettrificazione non ancora maturo è molto difficile.

Andrea Cardinali Unrae

“La politica ha trascurato lungamente il mondo dell’auto; e abbiamo (forse colpevolmente) lasciato che venissero prese decisioni estremamente impattanti sul nostro settore e sulla base di assunti non inoppugnabili – commenta Cardinali – Tutto questo si è trasformato in una regolamentazione europea restrittiva e miope. Dall’anno prossimo, rischiano di concretizzarsi sanzioni multimiliardarie (si parla di oltre 23 miliardi di euro di potenziali multe per i Costruttori), che andranno ad aggravare gli investimenti sovracitati. Quello che dico è che, così come siamo usciti dalla politica, dovremo rientrare nella politica, perché questo tema non può non diventare politico nel momento in cui si concretizzeranno queste minacce”.

SFIDE FUTURE

Occorre, in altre parole, far sì che lo sviluppo del mercato dell’elettrificazione sia sostenibile con i profitti dei Costruttori. La strada verso la nuova mobilità, ormai è tracciata, ma l’industria automotive deve guardare prima di tutto al ritorno sui soldi spesi.

“Oltre alla compliance rispetto alle normative, le Case sono chiamate a ‘scaricare a terra’ tutti gli investimenti che stanno effettuando. Il mercato è sempre un incrocio tra un’offerta e una domanda: sul lato dell’offerta gli sforzi sono già stati enormi, mentre la domanda stenta ancora a decollare, perché mancano ancora alcune condizioni di contorno. Per i prossimi anni la sfida sarà trasformare tutto questo in immatricolazioni concrete” conclude Cardinali.

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