Il manichino “incinto” di Volvo per studiare la sicurezza

Il premio Gianni Mazzocchi, dedicato alla memoria del fondatore del mensile Quattroruote, quest’anno è stato assegnato a un ingegnere meccanico della Volvo, Lotta Jakobsson, che lavora da venticinque anni presso Volvo occupandosi della protezione dei passeggeri dei veicoli in caso d’incidente.

IL MANICHINO “INCINTO” Sua, di recente, l’ideazione di un manichino per crash test, battezzato Linda, che riproduce una donna in gravidanza: Linda permette di capire meglio quali danni può subire il feto in caso di impatto e aiuta anche a comprendere il corretto utilizzo della cintura di sicurezza quando il passeggero è in dolce attesa.  I crash test servono più che altro a confermare le simulazioni al computer, che permettono di fare indagini molto più accurate sulla struttura del corpo umano.

MAI PIU’ MORTI SULLE STRADE – Laureata in ingegneria meccanica e titolare di un dottorato di ricerca sul traffico, Lotta Jakobsson, è anche professore aggiunto in sicurezza dei veicoli alla Chalmers University of Technolgy, la sua carriera ha un obiettivo ambizioso: azzerare nel 2020 le vittime di incidenti fra i possessori delle nuove Volvo. Un progetto che, ovviamente, non può dipendere solo dalla Casa auto: fondamentali sono anche il miglioramento delle strade (ad esempio con la separazione fisica fra le corsie) e l’imposizione di limiti di velocità adeguati alle varie situazioni.

TUTELARE TUTTI – Allo stesso tempo il suo lavoro serve a proteggere i soggetti più deboli della strada, quali pedoni e ciclisti – dato che per l’ingegnere svedese non esistono differenze tra sicurezza “attiva” e “passiva”, dal momento che con l’evoluzione della tecnologia e delle conoscenze i due aspetti si sono progressivamente integrati.

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